Multe stufe e caminetti 2026: multe fino a 5.000 euro per chi accende stufe e caminetti: le regole per l’inverno 2026-2027
Accendere una vecchia stufa a legna o un caminetto poco efficiente può costare fino a 5.000 euro di multa. Con l’arrivo dell’inverno 2026-2027 tornano i controlli sugli impianti di riscaldamento domestico e sulle emissioni inquinanti. Le restrizioni riguardano soprattutto alcune regioni del Nord Italia, dove l’inquinamento atmosferico rappresenta un problema particolarmente importante.
Il riscaldamento a legna e pellet non è vietato in Italia, ma esistono regole precise che cambiano in base alla regione, alla classe ambientale dell’apparecchio e alla sua potenza. In Lombardia, inoltre, dal 15 ottobre 2026 si applicano nuovi requisiti agli impianti a biomassa superiori a 35 kW.
Stufe e caminetti: cosa cambia nell’inverno 2026-2027
Le nuove disposizioni e le limitazioni già esistenti puntano a ridurre le emissioni di polveri sottili, soprattutto PM10 e PM2,5, prodotte dalla combustione di legna e pellet. Gli apparecchi più vecchi possono rilasciare quantità elevate di sostanze inquinanti, contribuendo al peggioramento della qualità dell’aria durante i mesi freddi.
Per questo motivo, le stufe e i caminetti vengono classificati attraverso un sistema di stelle ambientali, da una a cinque, previsto dal Decreto ministeriale 186/2017. Maggiore è il numero di stelle, migliori sono generalmente le prestazioni ambientali certificate dell’apparecchio.
Le limitazioni interessano soprattutto la Pianura Padana, dove Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna hanno adottato misure per contenere l’inquinamento. Non tutte le regioni applicano però gli stessi divieti, quindi è fondamentale conoscere le disposizioni del proprio territorio.
Lombardia: quali stufe sono vietate e quali si possono utilizzare
In Lombardia, dal 1° gennaio 2020, è vietato utilizzare generatori alimentati a biomassa appartenenti alle classi ambientali zero, una e due stelle, salvo specifiche deroghe. Per le nuove installazioni è generalmente richiesta una classe ambientale di almeno quattro stelle, nel rispetto delle ulteriori prescrizioni applicabili.
Le principali regole per le stufe in Lombardia sono:
- 0, 1 e 2 stelle: utilizzo vietato, salvo deroghe.
- 3 stelle: utilizzo generalmente consentito per gli apparecchi esistenti.
- 4 stelle: requisito minimo generale per le nuove installazioni.
- 5 stelle: classe ambientale più elevata, comunque soggetta alle norme applicabili.
Particolare attenzione deve essere prestata ai caminetti aperti e agli apparecchi molto vecchi. Alcune categorie possono beneficiare di esclusioni, ad esempio determinati impianti utilizzati occasionalmente per finalità ricreative, ma soltanto rispettando le condizioni previste dalla normativa.
Dal 15 ottobre 2026 sono inoltre applicabili nuovi requisiti agli impianti a biomassa con potenza termica al focolare superiore a 35 kW. La disposizione non riguarda automaticamente tutte le piccole stufe domestiche. Per alcune caldaie a biomassa fino a 35 kW sono previsti ulteriori requisiti dal 15 ottobre 2027.
Multe da 500 a 5.000 euro: chi rischia davvero
Chi utilizza un generatore non conforme alle limitazioni regionali può ricevere una sanzione amministrativa. In Lombardia, per determinate violazioni delle disposizioni sul riscaldamento a biomassa, le multe possono variare da 500 a 5.000 euro, secondo quanto previsto dalla legge regionale 24/2006.
Non significa che chiunque accenda un caminetto rischi automaticamente una multa. Le sanzioni riguardano specifiche violazioni, come l’utilizzo di apparecchi vietati o il mancato rispetto delle prescrizioni applicabili.
In Emilia-Romagna, ad esempio, nei comuni di pianura e durante il periodo di limitazione stagionale, l’utilizzo di generatori fino a tre stelle è vietato quando è disponibile un sistema di riscaldamento alternativo. Durante le misure emergenziali antismog possono essere previste ulteriori restrizioni.
Una stufa consentita in una regione potrebbe quindi essere vietata in un’altra. Prima dell’accensione è sempre opportuno controllare le disposizioni regionali e comunali.
Come sapere se la propria stufa è in regola
Per evitare sanzioni, il primo controllo riguarda la classe ambientale del generatore. Questa informazione può essere riportata nella documentazione tecnica, nella certificazione ambientale oppure richiesta direttamente al produttore.
Non bisogna confondere la classe ambientale con quella energetica: una stufa può consumare relativamente poco combustibile, ma non rispettare i limiti sulle emissioni richiesti dalla normativa.
È importante verificare anche il libretto d’impianto, la documentazione di installazione e i rapporti di manutenzione, secondo gli obblighi previsti per il proprio generatore.
In Lombardia, il CURIT è il sistema regionale di riferimento per gli impianti termici. La registrazione dell’impianto, quando obbligatoria, non sostituisce però la verifica della conformità ambientale.
Chi possiede una stufa molto vecchia o non conosce le caratteristiche del proprio apparecchio dovrebbe rivolgersi a un tecnico qualificato prima di utilizzarlo.
Manutenzione e pellet: gli obblighi da rispettare
La manutenzione è fondamentale sia per rispettare gli obblighi applicabili sia per garantire un funzionamento sicuro. Una canna fumaria sporca o una combustione irregolare possono aumentare consumi, emissioni e rischi domestici.
È consigliabile programmare controlli periodici, verificare il corretto scarico dei fumi e utilizzare esclusivamente combustibili adatti all’apparecchio.
In Lombardia, per i generatori a pellet di potenza nominale inferiore a 35 kW, è previsto l’utilizzo di pellet certificato di classe A1, conservando la documentazione richiesta.
Anche per la legna è importante scegliere materiale asciutto e non trattato. Bruciare rifiuti, legno verniciato o materiali non idonei può produrre emissioni pericolose e violare le disposizioni vigenti.
Cosa controllare prima di accendere stufe e caminetti
Prima di avviare il riscaldamento per l’inverno 2026-2027, è utile effettuare alcune verifiche fondamentali:
- Controllare la classe ambientale della stufa o del caminetto.
- Verificare le limitazioni regionali e le eventuali ordinanze comunali.
- Controllare il libretto d’impianto e gli altri documenti obbligatori.
- Programmare la manutenzione con un tecnico qualificato.
- Utilizzare legna e pellet conformi alle prescrizioni applicabili.
- Verificare eventuali deroghe prima di utilizzare apparecchi particolarmente vecchi.
Le multe fino a 5.000 euro non rappresentano una tassa sul riscaldamento a legna, ma una possibile conseguenza del mancato rispetto delle norme ambientali.
Multe stufe e caminetti 2026
Chi possiede una vecchia stufa o un caminetto tradizionale dovrebbe quindi informarsi prima della prima accensione stagionale. Verificare la conformità dell’impianto e mantenerlo efficiente permette di ridurre il rischio di sanzioni, migliorare la sicurezza e contribuire alla qualità dell’aria.















