Lunedì 16 maggio 2022

L’antica tradizione carnevalesca di Prato allo Stelvio

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Zusslrennen Prad: l’antica tradizione di Prato allo Stelvio. Ieri, giovedì 24 febbraio, è andata in scena una sfilata ultrasecolare dai nostri vicini tirolesi oltre lo Stelvio. Prato allo Stelvio, da cui ha anche preso il nome il passo più iconico delle Alpi, è da sempre uno dei centri più importanti, per cultura, commerci e tradizioni della Val Venosta e del Sud Tirolo. Fin dall’epoca in cui la Val Venosta era sotto il dominio asburgico, ogni giovedì grasso si celebra la fine dell’inverno e l’arrivo della primavera con la sfilata degli Zusslrennen, fin dall’antichità usanza per scacciare l’inverno nell’abitato ai piedi del gruppo dell’Ortles, tetto del Tirolo. Si tratta di una sfilata carnevalesca accompagnata da un rituale molto rumoroso e una coreografia ben precisa, nella piazza e nelle vie del paese. Gli Zussl sono antiche figure con vesti bianche ornate di fiocchi variopinti e fiori di carta crespata, impersonate esclusivamente da uomini del paese. Portano grossi campanacci spesso di oltre 20 chili legati intorno alla vita. Nel corteo, gli Zussl sono accompagnati da sei uomini che simboleggiano i cavalli al traino, i quali trascinano un vecchio aratro di legno attraverso gli stretti vicoli del paese, incitati dai colpi di frusta del carrettiere. Sono seguiti dal seminatore che sparge a piene mani segatura tra gli spettatori. L’allegro corteo si chiude con un colorato gruppo formato dal contadino e dalla contadina con il servo e la serva, e infine la caratteristica coppia Zoch e Pfott: gli straccioni. Tutti questi personaggi portano diversi attrezzi tipici impiegati nell’agricoltura, con cui viene rappresentato il lavoro sui campi nella stagione calda.
Con il Zusslrennen si ridà quindi vita ad antichissimi culti della fertilità, nei quali, con il frastornante suono dei campanacci, gli Zussl scacciano gli spiriti cattivi ed il gelo invernale, “svegliando” allo stesso tempo il grano, per portarlo ad una buona maturazione.
L’ultima visita dell’Imperatore d’Austria al passo Stelvio
Oggi Prato allo Stelvio, come tutto il Sud Tirolo, non fa più parte della “madrepatria” Austria che li ha tenuti per secoli e secoli, fanno parte di un popolo e di una cultura che non fa parte di loro e lo continuano a dimostrare. Nonostante però il confine sia stato spostato, in modo opinabile nel bene e nel male, continuano a mantenere le loro tradizioni, la loro cultura ed anche la loro lingua, questo perché l’Italia lo ha intelligentemente concesso, perché non c’era altra strada per stare sereni, per non farci la guerra, viviamo in pace nonostante gli amanti delle “nazioni” e dei “confini” a volte storcono il naso, siamo differenti e ci accettiamo così, anche nella stessa nazione. Perché dopotutto cos’è un confine? Una linea immaginaria, mutata più e più volte nella storia, perché questo rimane.
Marco Trezzi
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