In montagna si rischia di non vedere più la RAI

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disdire canone RAI Rai TV a rischio nelle valli alpine: nelle zone coperte da ripetitori di proprietà degli enti locali il servizio televisivo è infatti destinato a restare senza segnale in quanto ora viene adottato, in vista del definitivo cambio delle frequenze, un nuovo sistema di collegamento e trasmissione dei segnali tv che rischia di comportare discriminazioni per i residenti nei Comuni di montagna, dove i ripetitori non sono di proprietà delle reti televisive (Rai in primis).
Come disdire canone RAI
In diverse aree del Paese il rischio concreto è che gli enti locali debbano far fronte a spese insostenibili per interventi di adattamento dei ripetitori al nuovo sistema. Negli ultimi giorni di dicembre, a fronte delle comunicazioni da parte delle sedi locali Mise di revoca dell’autorizzazione rilasciata agli enti locali per l’installazione di impianti televisivi DVB-T per garantire il servizio pubblico che Rai peraltro non ha mai assicurato in alta montagna e nelle valli laterali, gli enti locali montani hanno manifestato l’interesse alla prosecuzione con i medesimi impianti dell’esercizio attualmente svolto con la ripetizione del Mux-Rai contenente anche Rai1, Rai2, Rai3 per non perdere le reti RAI nelle valli.
Gli enti hanno richiesto di garantire, in attesa del rilascio della nuova autorizzazione, la copertura del servizio ai cittadini utenti interessati senza interruzioni temporali. Solo successivamente all’eventuale assegnazione di nuove frequenze sarà possibile quantificare i costi per gli interventi di adeguamento agli impianti esistenti.
Il rischio concreto è che vi siano a breve costi, a carico degli enti, per il servizio pubblico cittadini a cui non potrà più essere garantita la visione della trasmissioni Rai. Per adeguare un impianto servono almeno 15 mila euro. E vi sono enti che ne hanno più di dieci di proprietà.
Nel 2022 il canone Rai resta in bolletta
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