Le fasi di combustione della legna


La combustione del legno si realizza in tre fasi: essicazione, degradazione e combustione: è completa nel momento in cui tutte le sue parti hanno reagito con l’ossigeno.

Nell’essiccazione l’acqua contenuta nella legna comincia ad evaporare con temperature inferiori ai 100 gradi, abbassando la temperatura nella camera di combustione e rallentando il processo di combustione. Questo spiega perché non si deve usare legno fresco, il cui contenuto di acqua diminuisce il rendimento termico, che è il rapporto tra calore prodotto dall’impianto di riscaldamento e contenuto energetico della legna.

Nella degradazione termica, che inizia da una temperatura di 200 gradi, la componente volatile nel legno, che ne rappresenta il 75%, comincia ad evaporare, a partire da emicellulose e cellulosa. Raggiunti i 400 gradi le sostanze volatili sono state liberate quasi tutte e il processo di evaporazione diminuisce velocemente.

La combustione che inizia tra 500 e 600 gradi e si protrae fino ai 1.ooo consiste nell’ossidazione completa dei gas.

Le emissioni nocive nei fumi aumentano con una combustione incompleta che comporta un aumento del contenuto di monossido di carbonio e polveri, di composti organici volatili e, nei fumi esausti, di ossidi di zolfo e azoto. Le emissioni dalla combustione della legna comunque sono superiori a quelle derivate dalla combustione di gas naturale.

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