Divieti camino Lombardia – Chi possiede un camino o una vecchia stufa a legna in Lombardia dovrebbe controllare con attenzione le caratteristiche dell’apparecchio prima di accenderlo.
Le norme regionali sulla qualità dell’aria prevedono infatti precise limitazioni per i generatori alimentati a biomassa e, in alcuni casi, una stufa o un camino perfettamente funzionanti non possono più essere utilizzati.
Il punto fondamentale è la classe ambientale espressa in stelle. Dal 1° gennaio 2020, su tutto il territorio della Lombardia, è vietato utilizzare generatori di calore alimentati a biomassa legnosa appartenenti alle classi 0, 1 e 2 stelle.
Il divieto riguarda quindi apparecchi alimentati a legna, pellet, cippato e altre biomasse legnose che non raggiungono almeno la classe ambientale richiesta.
Quali stufe e camini sono vietati in Lombardia
La regola principale è abbastanza semplice da ricordare: gli apparecchi a 0, 1 e 2 stelle non possono essere utilizzati secondo la disciplina regionale.
Diversa è la situazione per gli apparecchi 3 stelle. Questi generatori possono essere utilizzati, salvo ulteriori limitazioni applicabili al singolo caso, ma non possono essere installati come nuovi apparecchi.
Per le nuove installazioni, infatti, la regola generale richiede almeno la classe ambientale 4 stelle.
Non bisogna quindi confondere il divieto di utilizzo con il divieto di nuova installazione. È una distinzione fondamentale per capire se il camino o la stufa già presenti in casa siano effettivamente fuori norma.
La classificazione ambientale deriva dal sistema nazionale introdotto dal DM 186/2017, che attribuisce agli apparecchi una classe in funzione delle prestazioni e soprattutto delle emissioni.
In termini semplici, più alto è il numero di stelle, migliori sono le prestazioni ambientali del generatore. Per questo i vecchi apparecchi, in particolare quelli privi di una certificazione adeguata, sono quelli sui quali conviene effettuare le verifiche più approfondite.
Questo, però, non significa che qualsiasi vecchio camino sia automaticamente vietato. La normativa contempla infatti esclusioni e deroghe specifiche.
Il vecchio camino aperto è vietato?
Uno dei dubbi più frequenti riguarda proprio i camini aperti tradizionali, ancora presenti in moltissime abitazioni lombarde.
Si tratta generalmente di apparecchi meno efficienti rispetto ai moderni generatori e che possono produrre quantità considerevoli di emissioni. Questo, però, non permette di concludere automaticamente che ogni camino aperto debba essere chiuso o smantellato.
La normativa regionale prevede infatti alcuni casi di esclusione o deroga.
Tra quelli indicati rientrano, ad esempio, caminetti e impianti con potenza al focolare fino a 10 kW utilizzati saltuariamente per scopi ricreativi, oltre a determinati impianti storici.
È quindi essenziale distinguere un camino utilizzato stabilmente come vero e proprio impianto di riscaldamento da un piccolo caminetto acceso occasionalmente per finalità ricreative.
Se invece l’apparecchio costituisce un generatore di calore soggetto alle limitazioni regionali e appartiene alle classi 0, 1 o 2 stelle, la regola generale prevede il divieto di utilizzo.
Attenzione alla vecchia deroga per l’unica fonte di riscaldamento
C’è poi un aspetto importante per chi cerca informazioni su internet, perché è ancora possibile trovare articoli riferiti alla normativa degli anni precedenti.
In passato era prevista una particolare possibilità per determinati generatori a biomassa che rappresentavano l’unica fonte di riscaldamento dell’abitazione.
Questa possibilità , però, era prevista fino al 15 ottobre 2024. Nel 2026 quella scadenza è ormai trascorsa.
Chi possiede una stufa o un camino molto vecchi non dovrebbe quindi basarsi soltanto sull’anno di installazione o sul fatto che l’apparecchio sia sempre stato utilizzato.
La verifica più importante riguarda certificazione ambientale, potenza, modalità di utilizzo e caratteristiche dell’impianto.
Per conoscere la classe ambientale è possibile controllare la documentazione tecnica dell’apparecchio e la relativa certificazione oppure rivolgersi al produttore.
In assenza di informazioni chiare, soprattutto per apparecchi installati molti anni fa, è consigliabile effettuare una verifica prima dell’utilizzo.
Si possono installare nuove stufe a legna in Lombardia?
Le regole diventano ancora più importanti quando non si tratta di utilizzare un apparecchio esistente, ma di installare una nuova stufa o un nuovo camino a legna o pellet.
In Lombardia, dal 1° gennaio 2020, la regola generale stabilisce che i nuovi generatori a biomassa debbano essere classificati almeno 4 stelle.
Questo significa che un apparecchio a 3 stelle può essere utilizzabile se già esistente e conforme alle altre disposizioni, ma non può essere installato oggi come nuovo generatore.
È una differenza importante e spesso fonte di confusione.
In determinate situazioni entrano inoltre in gioco requisiti emissivi ulteriori. Nei Comuni con quota altimetrica inferiore o uguale a 300 metri sul livello del mare, ad esempio, sono previsti specifici valori massimi delle emissioni per alcune nuove installazioni.
Anche la sostituzione di un impianto precedentemente alimentato con un combustibile diverso dalla biomassa può comportare requisiti più stringenti, fino alla necessità di utilizzare apparecchi appartenenti almeno alla classe 5 stelle in determinate condizioni.
Prima di acquistare una nuova stufa, quindi, non è sufficiente controllare soltanto il numero di stelle riportato dal venditore.
Bisogna verificare anche il tipo di intervento, il Comune nel quale avverrà l’installazione, la quota altimetrica e le caratteristiche emissive dell’apparecchio.
Stufe a pellet: attenzione anche al combustibile
Per le stufe a pellet esiste un’altra regola da ricordare.
Nei generatori a pellet con potenza termica nominale inferiore a 35 kW deve essere utilizzato pellet di qualità certificato in classe A1, conservando la documentazione necessaria a dimostrarne la conformità .
Le disposizioni sui generatori a biomassa sono state introdotte con l’obiettivo di diminuire l’impatto del riscaldamento domestico sulla qualità dell’aria.
La combustione della biomassa legnosa, soprattutto negli apparecchi più vecchi e inefficienti, può infatti contribuire alle emissioni di particolato atmosferico e altri inquinanti.
Da qui la progressiva introduzione di standard ambientali più severi per gli impianti.
Quanto si rischia usando una stufa vietata?
Ignorare le limitazioni può avere conseguenze economiche importanti.
In caso di inosservanza delle disposizioni regionali, sono previste sanzioni da 500 fino a 5.000 euro.
I controlli sugli impianti vengono effettuati dagli enti competenti nell’ambito delle verifiche previste per gli impianti termici.
Anche per questo, prima di utilizzare una vecchia stufa o un camino di cui non si conoscono le caratteristiche, è importante recuperare la documentazione disponibile.
Cosa cambia dal 15 ottobre 2026
C’è poi una data che merita particolare attenzione: il 15 ottobre 2026.
Da quel momento entrano in applicazione nuovi requisiti emissivi e impiantistici regionali riguardanti gli impianti termici civili alimentati a biomassa con potenza termica al focolare superiore a 35 kW.
Per le normali stufe domestiche di potenza inferiore non significa quindi che dal 15 ottobre 2026 scatti improvvisamente un divieto generalizzato.
La novità riguarda infatti una specifica categoria di impianti.
Sono inoltre previste disposizioni con decorrenza successiva per determinate caldaie a biomassa di potenza inferiore o uguale a 35 kW, con ulteriori novità dal 15 ottobre 2027.
Come capire se il proprio camino o la propria stufa sono a norma
Chi possiede un normale camino domestico o una stufa a legna deve quindi evitare conclusioni affrettate, ma allo stesso tempo controllare attentamente la propria situazione.
La regola di base nel 2026 è facile da ricordare: 0, 1 e 2 stelle non possono essere utilizzate; per una nuova installazione servono generalmente almeno 4 stelle, fermo restando il rispetto degli ulteriori requisiti applicabili.
Esistono però esclusioni, deroghe e condizioni particolari che impediscono di stabilire la conformità basandosi esclusivamente sull’aspetto o sull’età del camino.
Durante gli episodi di forte inquinamento atmosferico possono inoltre essere attivate misure temporanee più restrittive, che si aggiungono alle limitazioni permanenti.
Prima di riaccendere una vecchia stufa rimasta inutilizzata per anni, quindi, è opportuno recuperare marca, modello, documentazione tecnica e certificazione ambientale e verificare la classe di appartenenza.
Il fatto che un camino sia presente da decenni in un’abitazione non significa automaticamente che oggi possa essere utilizzato come impianto di riscaldamento.








