Territorio

La diga nascosta tra Italia e Svizzera: ecco dove si trova

Diga del Punt dal Gall

Diga del Punt dal Gall: dove si trova e perché è così particolare

La diga del Punt dal Gall, conosciuta anche come diga di Livigno, è una delle opere idroelettriche più affascinanti dell’intero arco alpino. A renderla interessante non sono soltanto le sue dimensioni, ma soprattutto la posizione davvero particolare nella quale è stata costruita.

Lo sbarramento si trova infatti all’estremità settentrionale del Lago di Livigno, chiamato anche Lago del Gallo, proprio in corrispondenza del confine tra Italia e Svizzera. Una parte della struttura interessa il territorio italiano di Livigno, in provincia di Sondrio, mentre l’altra si trova nel Cantone dei Grigioni.

Questa posizione rende Punt dal Gall un luogo particolarmente interessante dal punto di vista geografico e ingegneristico. Ci troviamo in un ambiente tipicamente alpino, circondato da montagne e caratterizzato dalla presenza di un grande bacino artificiale che ha modificato profondamente l’aspetto originario della valle.

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La struttura è una grande diga ad arco a doppia curvatura realizzata in calcestruzzo. Raggiunge circa 130 metri di altezza, mentre il coronamento misura approssimativamente 540 metri di lunghezza. Numeri che permettono di comprendere le dimensioni dell’opera, soprattutto quando viene osservata direttamente nel contesto delle montagne circostanti.

Dietro la diga si estende il grande bacino artificiale di Livigno. Il lago occupa una superficie di diversi chilometri quadrati e si sviluppa lungo la valle formando uno degli elementi più riconoscibili del paesaggio della zona.

La funzione del bacino è strettamente legata alla produzione di energia. L’acqua viene accumulata e successivamente utilizzata all’interno del sistema idroelettrico, permettendo di sfruttare una risorsa naturale particolarmente abbondante nell’ambiente alpino.

La diga è quindi molto più di un elemento panoramico o di una curiosità da osservare durante una vacanza a Livigno. Rappresenta un tassello fondamentale di un articolato sistema per lo sfruttamento idroelettrico delle acque della regione.

Anche la viabilità della zona è strettamente collegata alla costruzione dello sbarramento. Dal versante svizzero, infatti, uno degli accessi più conosciuti passa attraverso la galleria Munt La Schera, un tunnel costruito originariamente in relazione ai lavori necessari alla realizzazione della diga.

Chi raggiunge Livigno passando dall’Engadina percorre ancora oggi questa particolare via di comunicazione. Per questo motivo diga, lago e tunnel Munt La Schera costituiscono un insieme strettamente collegato, nato da un grande progetto infrastrutturale che ha trasformato questa zona delle Alpi.

La storia della diga del Punt dal Gall

Per comprendere la storia della diga del Punt dal Gall bisogna tornare indietro di diversi decenni e considerare una questione fondamentale: l’utilizzo delle acque alpine in una zona nella quale i corsi d’acqua attraversano confini internazionali.

Il torrente Spöl, chiamato anche Spol, attraversa la zona di Livigno prima di dirigersi verso il territorio svizzero. Le possibilità offerte da queste acque per la produzione di energia portarono Italia e Svizzera a confrontarsi sul loro sfruttamento.

Le trattative portarono alla Convenzione di Berna del 27 maggio 1957, successivamente ratificata dall’Italia. L’accordo pose le basi per organizzare l’utilizzo delle risorse idriche della zona e rese possibile la realizzazione del grande serbatoio artificiale di Livigno.

Il progetto prevedeva lo sbarramento dello Spöl nella zona di Punt dal Gall, creando un grande bacino artificiale destinato principalmente alla produzione di energia idroelettrica.

La realizzazione dell’opera richiese un cantiere estremamente complesso, soprattutto considerando le caratteristiche del territorio alpino e le tecnologie disponibili durante gli anni Sessanta.

Uno degli interventi più importanti fu la costruzione della galleria Munt La Schera, lunga circa 3,4 chilometri. Il tunnel aveva inizialmente una funzione prevalentemente tecnica: consentire il collegamento con il cantiere e facilitare il trasporto di materiali, macchinari e personale.

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Soltanto in seguito la galleria sarebbe diventata una delle principali vie stradali utilizzate per raggiungere Livigno dalla Svizzera, assumendo quindi un’importanza fondamentale anche dal punto di vista turistico.

Per costruire la diga fu necessario intervenire direttamente sul corso d’acqua, predisporre opere provvisorie di deviazione e scavare le fondazioni fino a raggiungere strati rocciosi sufficientemente resistenti.

Fu inoltre necessario organizzare un complesso sistema per la produzione e il trasporto del calcestruzzo. La costruzione di una diga di queste dimensioni richiedeva infatti quantità enormi di materiale e un’organizzazione particolarmente precisa.

La struttura definitiva venne completata nel 1968. Negli anni successivi il bacino iniziò progressivamente a riempirsi fino ad assumere l’aspetto che oggi caratterizza il Lago di Livigno.

La nascita del lago artificiale modificò inevitabilmente il territorio e il paesaggio della valle, ma rese possibile la creazione di un sistema idroelettrico di grande importanza.

Dietro quella che oggi può apparire semplicemente come una spettacolare diga alpina si trova quindi una storia fatta di ingegneria, accordi internazionali, gestione delle risorse idriche e cooperazione tra Italia e Svizzera.

Quanto è grande la diga del Punt dal Gall

Osservare la diga del Punt dal Gall dal vivo significa confrontarsi con dimensioni difficili da percepire attraverso una semplice fotografia.

L’altezza della struttura raggiunge circa 130 metri, mentre il coronamento si sviluppa per circa 540 metri. Si tratta quindi di uno sbarramento dalle proporzioni notevoli, inserito in uno scenario montano altrettanto spettacolare.

La diga è stata progettata utilizzando una soluzione ad arco a doppia curvatura. Questa caratteristica rappresenta uno degli aspetti tecnici più interessanti dell’intera costruzione.

In una diga di questo tipo, infatti, la pressione esercitata dall’acqua non viene contrastata esclusivamente attraverso il peso della struttura. La particolare forma curva consente di trasferire parte delle sollecitazioni verso le pareti rocciose laterali della valle.

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Si tratta di un principio ingegneristico estremamente efficace quando la conformazione della valle e le caratteristiche geologiche del terreno permettono di realizzare appoggi sufficientemente resistenti.

Per costruire Punt dal Gall furono necessarie centinaia di migliaia di metri cubi di calcestruzzo e un lavoro particolarmente accurato sulle fondazioni.

La struttura venne suddivisa in diversi conci e al suo interno furono realizzati cunicoli e ambienti destinati alle attività di controllo, manutenzione e monitoraggio.

Ancora oggi, infatti, il controllo rappresenta un elemento fondamentale nella gestione dell’opera. La diga viene costantemente monitorata attraverso numerosi strumenti e punti di misurazione, utilizzati per verificare il comportamento della struttura.

Dietro la grande parete di calcestruzzo si trova il bacino di Livigno, capace di immagazzinare un’enorme quantità d’acqua e situato a un’altitudine di circa 1.800 metri sul livello del mare.

Questi numeri permettono di capire perché Punt dal Gall sia molto più di una semplice attrazione da fotografare durante un viaggio a Livigno.

Si tratta di una vera e propria infrastruttura energetica, progettata per gestire grandi quantità d’acqua in un ambiente alpino caratterizzato da importanti variazioni stagionali.

L’acqua accumulata durante i periodi di maggiore disponibilità può essere utilizzata successivamente per la produzione di energia, inserendosi nel più ampio sistema idroelettrico della regione.

La combinazione tra dimensioni, posizione geografica e complessità tecnica rende quindi la diga del Punt dal Gall un autentico monumento dell’ingegneria alpina del Novecento, ancora oggi perfettamente integrato nel sistema energetico e nel paesaggio di Livigno.

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