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Diesel Euro 5 in Lombardia: chi può ancora circolare e chi rischia davvero la multa

Diesel Euro 5 in Lombardia

Diesel Euro 5 in Lombardia, cambia tutto con il rinvio dei divieti al 2027. Ma attenzione: non tutte le auto possono circolare liberamente. Ecco dove valgono ancora le restrizioni, chi può usufruire delle deroghe e quando si rischiano sanzioni.

Diesel Euro 5 in Lombardia: il blocco slitta al 2027, ma non è un via libera per tutti

Chi possiede un’auto diesel Euro 5 in Lombardia può tirare un sospiro di sollievo, almeno per il momento. Il divieto regionale di circolazione che avrebbe dovuto entrare in vigore il 1° ottobre 2026 è stato rinviato al 1° ottobre 2027. Una decisione che interessa migliaia di automobilisti, pendolari, lavoratori e famiglie che utilizzano quotidianamente veicoli diesel non più recentissimi, ma ancora perfettamente funzionanti.

La novità arriva dal decreto-legge 28 settembre 2026, n. 167, seguito dalla deliberazione di Regione Lombardia n. 6846 del 28 settembre 2026. I provvedimenti hanno modificato il calendario delle restrizioni, concedendo un ulteriore anno prima dell’introduzione delle nuove limitazioni regionali previste per questa categoria di veicoli.

In precedenza, il piano lombardo prevedeva che dal 1° ottobre 2026 le automobili diesel Euro 5 non potessero più circolare, negli orari stabiliti, nelle aree urbane dei quattro Comuni con più di 100.000 abitanti: Milano, Brescia, Bergamo e Monza. Il rinvio ha evitato l’entrata in vigore di questo specifico blocco, lasciando però inalterate altre restrizioni già esistenti.

Ed è proprio questo il punto che molti automobilisti rischiano di sottovalutare. Il rinvio del blocco regionale non significa che un diesel Euro 5 possa circolare ovunque, a qualsiasi ora e senza conseguenze. Le amministrazioni comunali possono infatti mantenere limitazioni locali, zone a traffico limitato e sistemi di controllo degli accessi indipendenti dal calendario regionale.

Il caso più importante è quello di Milano, dove Area B prevede già da tempo restrizioni per diverse categorie di veicoli diesel Euro 5. Un automobilista che attraversa normalmente altri Comuni lombardi potrebbe quindi trovarsi in violazione delle regole entrando in una zona controllata del capoluogo.

Un’altra distinzione fondamentale riguarda i veicoli più vecchi. Le limitazioni permanenti regionali per i diesel Euro 4, Euro 3 e categorie precedenti continuano ad applicarsi secondo le rispettive disposizioni territoriali e orarie. Il provvedimento di settembre non ha cancellato questi divieti e non ha introdotto una sanatoria per chi li viola.

Per capire se si può utilizzare la propria automobile senza rischiare una multa, dunque, non basta conoscere la classe Euro riportata sulla carta di circolazione. Occorre considerare anche il Comune attraversato, la presenza di eventuali ZTL, il giorno della settimana, l’orario e le possibili deroghe disponibili.

Il messaggio da ricordare è semplice: nel resto della Lombardia il nuovo blocco regionale Euro 5 non è partito, ma le restrizioni locali, soprattutto a Milano, restano pienamente rilevanti. Prima di mettersi al volante, conoscere questa differenza può evitare spiacevoli sorprese.

Chi può circolare con un diesel Euro 5 in Lombardia nel 2026?

La situazione attuale è più favorevole rispetto a quella prevista inizialmente, soprattutto per chi utilizza quotidianamente l’automobile per raggiungere il lavoro, accompagnare i figli a scuola o spostarsi tra Comuni diversi. Fino all’introduzione delle nuove limitazioni regionali, prevista dal 1° ottobre 2027, i diesel Euro 5 non sono soggetti al blocco strutturale regionale inizialmente programmato per il 2026. Questo significa che, in generale, è possibile continuare a utilizzare queste automobili sulle strade lombarde, purché vengano rispettate le eventuali restrizioni locali e le altre disposizioni sulla circolazione.

La distinzione è particolarmente importante per chi vive o lavora nelle province di Varese, Como, Lecco, Pavia, Cremona, Mantova, Lodi e Sondrio, ma anche per gli automobilisti che attraversano quotidianamente Bergamo, Brescia e Monza. In questi territori il semplice possesso di un diesel Euro 5 non comporta automaticamente un divieto regionale di circolazione nel 2026.

Per esempio, un lavoratore che utilizza un’automobile diesel Euro 5 per raggiungere Bergamo da un Comune vicino può continuare a farlo senza incorrere nel nuovo blocco regionale precedentemente previsto. Lo stesso principio vale per chi si sposta verso Brescia o Monza. Naturalmente, bisogna sempre rispettare eventuali zone a traffico limitato, ordinanze comunali e regolamenti specifici.

Per rendere più chiara la situazione, ecco uno schema pratico riferito alle autovetture diesel Euro 5.

Zona Situazione a ottobre 2026
Lombardia, in generale Circolazione consentita rispetto al nuovo blocco regionale Euro 5
Bergamo Nuovo divieto regionale rinviato
Brescia Nuovo divieto regionale rinviato
Monza Nuovo divieto regionale rinviato
Milano fuori dalle aree soggette a restrizioni Verificare la disciplina locale e il percorso
Milano Area B Divieto già vigente, salvo deroghe
Milano Area C Divieto già vigente, salvo eccezioni e deroghe applicabili

Un altro aspetto da considerare riguarda gli orari dei blocchi regionali. Le limitazioni permanenti attualmente previste per le categorie più inquinanti si applicano generalmente dal lunedì al venerdì, escluse le festività infrasettimanali, dalle 7:30 alle 19:30, nei Comuni interessati. Tuttavia, queste fasce orarie non devono essere interpretate come un nuovo divieto per i diesel Euro 5, perché il blocco regionale relativo a questa classe è stato rinviato.

La prudenza è comunque necessaria quando si attraversano zone con regolamenti comunali autonomi. Un percorso che parte da un Comune senza restrizioni specifiche può infatti terminare in un’area dove l’accesso è vietato.

Il vero rischio, oggi, non è circolare genericamente in Lombardia con un diesel Euro 5, ma entrare in una zona dove esiste già un divieto locale. Per questo motivo è fondamentale controllare il tragitto prima di partire, soprattutto quando la destinazione è Milano.

Diesel Euro 5 a Milano: Area B e Area C sono il vero problema per gli automobilisti

Milano rappresenta il caso più delicato per chi possiede un’auto diesel Euro 5. Mentre il nuovo blocco regionale è stato rinviato, le limitazioni comunali di Area B e Area C continuano a essere operative. Si tratta di due sistemi distinti, con perimetri, regole e modalità di accesso differenti, che possono comportare sanzioni per gli automobilisti che non rispettano i divieti.

Area B è una zona a traffico limitato che interessa gran parte del territorio comunale milanese. Non prevede un normale pedaggio di ingresso per i veicoli ammessi, ma limita l’accesso e la circolazione delle categorie considerate più inquinanti. Le autovetture diesel Euro 5 rientrano già tra quelle soggette al divieto, salvo le deroghe previste.

Per questo motivo, chi arriva da un altro Comune lombardo non può presumere di poter entrare liberamente a Milano soltanto perché il blocco regionale è stato rinviato. Il rinvio al 2027 non modifica il calendario comunale di Area B.

Per i veicoli soggetti al divieto, la disciplina ordinaria di Area B si applica dal lunedì al venerdì, esclusi i festivi, dalle 7:30 alle 19:30. Sono presenti varchi controllati elettronicamente, attraverso i quali è possibile verificare gli accessi dei veicoli. La presenza di questi sistemi rende particolarmente importante conoscere in anticipo le regole.

Esistono comunque possibilità di accesso per determinate categorie di automobilisti. Il Comune prevede deroghe, permessi e agevolazioni in presenza di requisiti specifici. Tra le possibilità da verificare rientrano le deroghe per residenti e non residenti, alcune esigenze lavorative e particolari situazioni personali. Non tutte sono automatiche e alcune richiedono una registrazione preventiva.

Area C, invece, riguarda la zona centrale di Milano, corrispondente alla Cerchia dei Bastioni. Qui il sistema è diverso: per numerosi veicoli ammessi è previsto un ticket di ingresso, mentre altre categorie sono completamente escluse dalla circolazione negli orari di attivazione.

Le normali autovetture diesel Euro 5 risultano tra i veicoli soggetti al divieto anche in Area C. Di conseguenza, pagare il ticket non permette di entrare con un’automobile che appartiene a una categoria vietata. È un errore che può costare caro, perché il pagamento non sostituisce un’autorizzazione e non elimina un divieto ambientale.

Per i residenti, i veicoli commerciali e le categorie speciali possono esistere disposizioni differenti, da verificare in base alla classificazione del mezzo e ai requisiti previsti. È quindi opportuno controllare sempre il veicolo specifico, senza basarsi esclusivamente sulla dicitura Euro 5.

La differenza tra Area B e Area C è decisiva: un’automobile può essere autorizzata a percorrere una determinata strada ma non a entrare nella zona successiva. Chi utilizza navigatori satellitari dovrebbe verificare che il percorso proposto non attraversi varchi vietati.

Multe diesel Euro 5 in Lombardia: chi rischia davvero una sanzione e come evitarla

Il rinvio delle limitazioni regionali ha ridotto il rischio di sanzioni per chi possiede un diesel Euro 5, ma non ha eliminato le multe legate alla circolazione nelle aree soggette a restrizioni. Per capire chi rischia davvero, bisogna distinguere tra violazione di un blocco regionale, accesso non autorizzato a una ZTL e mancato rispetto delle condizioni di una deroga.

Per le limitazioni regionali finalizzate al miglioramento della qualità dell’aria, la normativa lombarda prevede una sanzione amministrativa compresa tra 75 e 450 euro, secondo quanto indicato dall’articolo 27 della legge regionale 24/2006. Questa fascia sanzionatoria riguarda le violazioni delle misure regionali applicabili e non deve essere confusa con le sanzioni previste per l’accesso non autorizzato alle zone a traffico limitato comunali.

Nel caso di Milano, infatti, chi entra senza autorizzazione in Area B o Area C può essere sanzionato secondo le disposizioni del Codice della Strada relative alle ZTL. L’importo effettivo dipende dalla violazione contestata, dalle norme applicabili e dalle eventuali spese di procedimento e notifica.

Un automobilista che circola con un diesel Euro 5 in un Comune lombardo dove non sono presenti specifiche limitazioni locali per quella categoria non può essere multato semplicemente per il fatto di guidare un diesel Euro 5, poiché il nuovo divieto regionale non è ancora entrato in vigore.

La situazione cambia quando lo stesso automobilista attraversa un varco di Area B durante l’orario di divieto senza avere una deroga valida. In questo caso, il rischio di sanzione è concreto, indipendentemente dal rinvio regionale.

Un’altra circostanza da considerare riguarda gli automobilisti che usufruiscono di permessi temporanei. Alcune deroghe richiedono infatti il rispetto di condizioni precise, come la registrazione del veicolo, la richiesta entro i termini previsti o il possesso della documentazione necessaria. Avere teoricamente diritto a una deroga non significa necessariamente poter entrare senza aver completato la procedura richiesta.

Particolare attenzione deve essere prestata anche alle giornate di accesso consentite. Area B prevede, nel primo anno di entrata in vigore di determinati divieti, un numero di giornate utilizzabili secondo le regole comunali. Non bisogna però confondere questa agevolazione iniziale con un diritto permanente a entrare per 50 giorni ogni anno.

Per evitare problemi è consigliabile verificare la targa sui servizi comunali, controllare l’eventuale registrazione e accertarsi che le autorizzazioni siano ancora valide. È importante anche distinguere un accesso consentito da un semplice pagamento effettuato per errore.

In conclusione, chi rischia davvero la multa è soprattutto chi viola una restrizione già attiva, non chi utilizza regolarmente un diesel Euro 5 sulle strade lombarde dove questa classe è ancora ammessa. La differenza può sembrare sottile, ma è fondamentale per evitare sanzioni e interpretazioni sbagliate.

MoVe-In Lombardia e deroghe: come continuare a utilizzare l’auto senza cambiare veicolo

Per gli automobilisti che possiedono veicoli soggetti a limitazioni ambientali, una delle soluzioni da conoscere è MoVe-In, acronimo di Monitoraggio Veicoli Inquinanti. Il servizio permette, alle condizioni previste, di sostituire determinate limitazioni temporali della circolazione con una soglia chilometrica annuale monitorata attraverso un dispositivo installato sull’automobile.

Il funzionamento si basa su una scatola nera, comunemente chiamata black box, che registra i chilometri percorsi dal veicolo nelle aree interessate dal sistema. In questo modo, anziché essere soggetto esclusivamente ai normali divieti orari e giornalieri, il proprietario può utilizzare il mezzo entro un limite massimo di percorrenza stabilito in base alla categoria e alla classe ambientale.

Non si tratta però di un’autorizzazione illimitata. Il servizio prevede regole precise e il raggiungimento della soglia chilometrica comporta la perdita della possibilità di continuare a circolare nelle condizioni agevolate. Inoltre, il conteggio può comprendere anche gli spostamenti effettuati su autostrade comprese nel territorio soggetto alle limitazioni, secondo la disciplina regionale.

Per i diesel Euro 5, il rinvio del nuovo blocco regionale al 2027 rende particolarmente importante distinguere tra l’adesione al sistema regionale e quella eventualmente utilizzabile per Area B di Milano. Sono infatti ambiti differenti e non bisogna presumere che un’adesione regionale consenta automaticamente l’accesso a tutte le zone comunali.

A Milano, il sistema MoVe-In può rappresentare una possibilità per alcuni automobilisti che hanno bisogno di utilizzare il proprio diesel Euro 5, ma occorre verificare l’ammissibilità del veicolo, la disponibilità del servizio e le condizioni applicabili alla specifica ZTL. Le soglie chilometriche e le procedure non devono essere considerate identiche per ogni categoria.

Oltre a MoVe-In, esistono altre forme di deroga previste dalle normative regionali o comunali. Alcune riguardano situazioni particolari, come il trasporto di persone che devono sottoporsi a terapie indispensabili, mentre altre sono collegate a specifiche esigenze di mobilità, attività professionali o condizioni stabilite dalle amministrazioni competenti.

È importante distinguere anche tra deroga ed esclusione. La prima permette di non applicare un divieto in circostanze determinate; la seconda riguarda categorie di veicoli o situazioni alle quali il divieto non si applica per disposizione normativa.

Chi utilizza l’auto per lavoro dovrebbe valutare attentamente queste possibilità prima di prendere decisioni economicamente impegnative, come acquistare un nuovo veicolo. Non sempre è necessario sostituire immediatamente un diesel Euro 5, soprattutto quando l’automobile viene utilizzata prevalentemente fuori dalle zone comunali soggette a restrizioni.

Le condizioni possono comunque cambiare nel tempo. Per questo motivo è fondamentale controllare gli aggiornamenti e non affidarsi a informazioni relative ad anni precedenti, quando il calendario dei blocchi era diverso.

Cosa succederà dal 1° ottobre 2027 e cosa devono fare oggi i proprietari di diesel Euro 5

La nuova data da segnare sul calendario è il 1° ottobre 2027. È questo il termine al quale sono state rinviate le limitazioni regionali per i veicoli diesel Euro 5, dopo la modifica normativa introdotta nel settembre 2026. Tuttavia, è importante chiarire che il rinvio non equivale necessariamente alla conferma definitiva di un divieto identico a quello inizialmente programmato.

La Regione Lombardia dovrà infatti proseguire l’aggiornamento del proprio Piano Regionale degli Interventi per la qualità dell’Aria (PRIA), individuando misure coerenti con gli obblighi di riduzione delle emissioni previsti dalla normativa nazionale ed europea. Questo processo potrebbe incidere sulle modalità applicative delle future restrizioni.

Per chi possiede un’automobile diesel Euro 5, il 2026 rappresenta quindi un periodo nel quale è possibile valutare con maggiore attenzione le proprie necessità di mobilità. Chi percorre pochi chilometri all’anno, soprattutto in zone non interessate da divieti locali, potrebbe non avere alcuna esigenza immediata di sostituire il veicolo.

Diversa è la situazione di chi raggiunge quotidianamente Milano e deve attraversare Area B o Area C. In questi casi, le limitazioni sono già operative e il rinvio regionale non modifica il problema. Occorre quindi verificare le deroghe disponibili, considerare percorsi alternativi o valutare l’utilizzo dei parcheggi di interscambio e del trasporto pubblico.

Anche chi lavora a Bergamo, Brescia o Monza dovrebbe seguire l’evoluzione della normativa. Queste città erano comprese nel precedente programma di introduzione delle limitazioni regionali e potrebbero essere interessate dalle nuove disposizioni a partire dal 2027, secondo le decisioni che saranno adottate.

Un altro elemento da monitorare è rappresentato dalle misure temporanee antismog, attivabili durante i periodi di accumulo degli inquinanti. Le restrizioni emergenziali si aggiungono a quelle permanenti e devono essere verificate separatamente. Non bisogna però presumere che ogni allerta per il PM10 comporti automaticamente il blocco dei diesel Euro 5: occorre controllare le categorie effettivamente indicate nel provvedimento applicabile.

Per conoscere la situazione aggiornata è possibile consultare i portali istituzionali dedicati alla qualità dell’aria e alla mobilità, verificando le comunicazioni di Regione Lombardia, del Comune di Milano e dei Comuni interessati dalle limitazioni.

In definitiva, i diesel Euro 5 possono ancora circolare in gran parte della Lombardia nel 2026, ma non godono di un’autorizzazione universale. Il nuovo blocco regionale è stato rinviato al 2027, mentre le limitazioni comunali già esistenti rimangono operative.

Chi vuole evitare multe deve quindi prestare attenzione soprattutto a Milano, alle zone a traffico limitato, alle deroghe e alle regole specifiche del proprio veicolo. Conoscere queste differenze permette di continuare a utilizzare l’automobile dove è consentito, senza affrontare spese inutili o rischiare sanzioni per una semplice informazione sbagliata.

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