Custode Savogno – Foto di Mauro Claudio Lucchinetti a uno dei ballatoi recentemente risanati
A guardare le pietre e i tetti di Savogno, si respira la storia di secoli che hanno sfidato il vento e la neve, ma il tempo è un compagno instancabile che consuma anche il legno più duro.
Esiste però un motivo se questo borgo resta in piedi, fiero e solido sopra la valle, ed è la dedizione di chi lo vive e lo custodisce ogni singolo giorno.
C’è un uomo che ha fatto di Savogno la sua dimora quotidiana e la sua missione: Alberto Fanoni.
È un custode attento che cammina tra queste case con l’occhio di chi ne conosce ogni crepa e ogni incastro.
Osservando gli scorci più belli, si scorge oggi un legno nuovo, lavorato con la sapienza dei tempi antichi.
Il borgo fantasma tra le cascate
Alberto non si limita a sostituire un pezzo ammalorato; lui lavora con una manualità che appartiene a un’epoca passata, quella in cui ogni trave veniva scelta e posata per sfidare i secoli.
Mette a disposizione con gratuità e amore la sua competenza per la collettività con la concretezza di chi sa che la bellezza non chiede discorsi, ma cura costante e fatica vera.
È grazie a questi interventi quotidiani e a una capacità tecnica rara che Alberto restituisce vigore a Savogno, trasformando la manutenzione in un gesto di rispetto profondo per la storia di questo luogo.
Custode Savogno
Il suo operato è un esempio silenzioso per tutti: ci ricorda che un borgo resta vivo solo se c’è qualcuno pronto a prendersene cura con costanza e volontà.
Finché ci saranno persone con la preparazione e la dedizione di Alberto, capaci di mettere la propria arte al servizio di tutti, le strutture di Savogno e degli altri borghi resteranno visibili e, soprattutto, durature nel tempo.
Un ringraziamento sincero a Alberto che, con le sue mani, impedisce al tempo di portarsi via la nostra storia.











