Corsa della Faséla – A Piuro, nella frazione di S. Abbondio esiste una storia antica legata al Sabato Santo, un rito che univa la preghiera a una tradizione molto sentita dai giovani del posto.
Protagonista era la 𝗳𝗮𝘀𝗲́𝗹𝗮, una torcia artigianale che portava il fuoco benedetto nelle case del paese.
Erano i 𝗴𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗼𝘁𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗿𝗼𝗰𝗰𝗵𝗶𝗮 a preparare tutto: cercavano le cortecce di castagno o di abete e le riempivano di segatura e trucioli di legno, aggiungendo un 𝗽𝗶𝘇𝘇𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗲𝘁𝗿𝗼𝗹𝗶𝗼 per far durare la fiamma.
Una volta pronti, con le loro torce fissate a un bastone, si ritrovavano davanti alla chiesa di S. Abbondio per la benedizione del fuoco.
Non appena il braciere sul sagrato veniva acceso, i ragazzi accendevano le loro torce e partivano di corsa per le vie della frazione.
L’obiettivo era semplice: arrivare davanti a più case possibile per lasciare un po’ di quel fuoco santo (il “𝗙𝗼𝗼𝗰 𝗦𝗮𝗻𝘁”) sull’uscio.
Come prova del loro passaggio, scaricavano un pugno di segatura annerita o ancora accesa davanti alla porta.
Per le famiglie ricevere il fuoco della 𝗳𝗮𝘀𝗲́𝗹𝗮 era un segno importante di appartenenza alla comunità.
Il giorno dopo, la mattina di Pasqua, i ragazzi tornavano a bussare alle porte dove erano passati, consegnando un pezzetto della corteccia della torcia. In cambio, le famiglie offrivano loro una piccola 𝗺𝗮𝗻𝗰𝗶𝗮 come ringraziamento.
𝗘 𝗾𝘂𝗶 𝗮𝗿𝗿𝗶𝘃𝗮𝘃𝗮 𝗶𝗹 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗼!
Durante la Messa solenne di Pasqua, tra i banchi dei ragazzi non si parlava d’altro. Il “parlottare” era tutto dedicato ai bottini della mattina: tra un sussurro e l’altro, si facevano i conti in tasca per capire chi era stato il più veloce e chi aveva raccolto la mancia più ricca dell’anno!
Chissà se nelle vostre famiglie c’è ancora qualcuno che si ricorda del profumo di petrolio e segatura bruciata tra i vicoli di S. Abbondio e delle corse dei giovanotti di allora.
Corsa della Faséla – Si ringrazia 𝗚𝗶𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗟𝗶𝘀𝗶𝗴𝗻𝗼𝗹𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝘃𝗲𝗿e 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗽𝗶𝗰𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗲 𝗽𝗿𝗲𝘇𝗶𝗼𝘀𝗼 𝗮𝗻𝗲𝗱𝗱𝗼𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗣𝗶𝘂𝗿𝗼.












