Comprare legna da ardere – Quando si acquista legna da ardere, uno dei primi parametri considerati è il peso. Si ordinano 5, 10 o 20 quintali pensando che, a parità di peso, la quantità di calore disponibile sia più o meno la stessa. In realtà non è così. Dieci quintali indicano semplicemente 1.000 kg di materiale sulla bilancia, ma non dicono quanta energia riusciremo realmente a ottenere nella stufa o nel camino.
Il motivo principale è molto semplice: anche l’acqua contenuta nella legna pesa. Se acquistiamo legna molto umida, una parte dei 1.000 kg pagati non è costituita da sostanza legnosa utilizzabile come combustibile, ma da acqua. Inoltre, durante la combustione, una parte dell’energia deve essere utilizzata proprio per riscaldare ed evaporare quell’acqua.
È per questo che due consegne da 10 quintali possono comportarsi in maniera molto diversa. Una partita di legna correttamente stagionata può fornire sensibilmente più energia rispetto alla stessa massa di legna fresca o conservata male.
Il parametro da controllare è quindi il contenuto idrico. Per l’utilizzo domestico è generalmente preferibile una legna ben stagionata con un valore intorno o inferiore al 20%. In queste condizioni, il potere calorifico può collocarsi indicativamente attorno ai 4 kWh per chilogrammo, anche se il dato varia in funzione delle caratteristiche del combustibile.
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Con 1.000 kg di buona legna stagionata possiamo quindi trovarci, indicativamente, nell’ordine dei 4.000 kWh di energia contenuta nel combustibile. Questo valore non coincide però con il calore effettivamente trasferito alla casa, perché bisogna considerare anche il rendimento della stufa, del camino o della caldaia.
Il vero problema è l’umidità della legna
Quando aumenta l’acqua presente nel legno, diminuisce l’energia disponibile per ogni chilogrammo acquistato. È qui che il semplice prezzo al quintale può diventare ingannevole.
Una legna con un contenuto idrico intorno al 20% può avere un potere calorifico vicino a 4 kWh/kg. Salendo verso il 30%, il valore può scendere indicativamente nell’ordine di circa 3,4 kWh/kg. Su una tonnellata di prodotto la differenza diventa significativa: possiamo passare, semplificando, da circa 4.000 a circa 3.400 kWh di energia.
E aumentando ancora l’umidità la situazione peggiora ulteriormente.
Questo significa che la legna più economica al quintale non è necessariamente quella più conveniente. Immaginiamo un fornitore che venda legna stagionata a un prezzo leggermente superiore e un secondo che proponga legna più umida con uno sconto interessante. Guardando solamente il prezzo della consegna, la seconda proposta sembra migliore.
Se però dobbiamo bruciare più chilogrammi per ottenere una quantità simile di calore, il risparmio iniziale può ridursi o addirittura scomparire.
C’è inoltre un altro problema. La legna molto umida non incide soltanto sul potere calorifico: può rendere la combustione meno efficiente. L’energia utilizzata per far evaporare l’acqua abbassa la temperatura nella camera di combustione e può favorire una combustione meno pulita, con maggiore produzione di fumo e depositi.
Comprare legna da ardere – Per questo una buona legna da ardere dovrebbe essere correttamente stagionata, asciutta e conservata al riparo dalle precipitazioni, ma in un ambiente sufficientemente ventilato.
Faggio, quercia o abete? L’essenza non è l’unico parametro
Quando si parla di legna da ardere, spesso l’attenzione si concentra quasi esclusivamente sull’essenza. Faggio, quercia, carpino, frassino e altre essenze dense sono particolarmente apprezzate perché garantiscono una combustione generalmente più lenta e consentono di caricare una buona quantità di massa legnosa in uno spazio relativamente contenuto.
Le differenze tra essenze esistono, ma bisogna distinguere vendita a peso e vendita a volume.
Se acquistiamo la legna a volume, la densità diventa particolarmente importante: nello stesso spazio possiamo avere quantità di sostanza legnosa molto differenti. Se invece acquistiamo 10 quintali, il problema dell’umidità assume un’importanza enorme, perché l’acqua entra direttamente nel peso che stiamo pagando.
Un pezzo molto pesante, quindi, non è automaticamente sinonimo di legna migliore. Potrebbe essere un’essenza particolarmente densa, ma potrebbe anche essere semplicemente molto umido.
Neppure il tempo trascorso dal taglio è sufficiente per stabilire se la legna sia pronta. Dire che è stata tagliata “l’anno scorso” significa poco se non sappiamo come è stata spaccata, accatastata e conservata.
Ciocchi grandi lasciati in un ambiente umido e poco ventilato possono trattenere acqua molto più a lungo rispetto a legna spaccata e correttamente accatastata. A seconda dell’essenza, delle dimensioni e delle condizioni ambientali, una buona stagionatura può richiedere uno o anche due anni.
Come capire se stai pagando legna oppure acqua
Chi acquista quantità importanti di legna può fare un controllo molto semplice utilizzando un misuratore di umidità per legno, comunemente chiamato igrometro. Si tratta di uno strumento che permette di stimare rapidamente il contenuto di acqua presente nei ciocchi.
La misurazione dovrebbe però essere eseguita correttamente. Controllare soltanto la parte esterna può essere fuorviante, perché la superficie tende ad asciugarsi prima dell’interno.
Comprare legna da ardere – Un metodo più indicativo consiste nello spaccare un ciocco rappresentativo e misurare l’umidità sulla superficie interna appena esposta, seguendo naturalmente le istruzioni del misuratore. Se il valore è vicino o inferiore al 20%, siamo generalmente davanti a una legna adatta all’utilizzo.
Anche alcuni segnali visivi possono aiutare. Crepe alle estremità , corteccia che tende a separarsi e una sensazione di leggerezza possono indicare una buona stagionatura. Tuttavia, l’aspetto da solo non garantisce che il centro del ciocco sia realmente asciutto.
Prima di ordinare 10 o 20 quintali sarebbe quindi utile chiedere al venditore non soltanto quanto costa un quintale, ma anche quale sia l’umidità dichiarata, quale essenza venga fornita e come sia stata stagionata.
Prima di comprare 10 quintali, fai questo semplice confronto
Il prezzo della legna dovrebbe essere valutato pensando a quanta energia stiamo realmente acquistando. Un’offerta leggermente più costosa può risultare economicamente migliore se il combustibile è sensibilmente più asciutto.
Anche dopo la consegna bisogna fare attenzione. La legna dovrebbe essere sollevata dal terreno, protetta dalla pioggia e lasciata respirare. Chiudere completamente la catasta sotto un telo impermeabile può ostacolare la ventilazione e favorire l’accumulo di umidità .
Se la legna deve essere utilizzata immediatamente, è preferibile scegliere prodotto già correttamente stagionato. Se invece viene acquistata con largo anticipo, una corretta conservazione può consentire di completarne l’essiccazione prima dell’inverno successivo.
Il concetto fondamentale è quindi semplicissimo: non bisogna guardare soltanto quanti quintali arrivano a casa.
Comprare legna da ardere
Dieci quintali di legna asciutta e dieci quintali di legna molto umida possono avere lo stesso peso sulla bilancia, ma non rappresentano necessariamente la stessa quantità di calore disponibile.
Quando confronti due offerte, controlla quindi prezzo, peso, essenza, stagionatura e soprattutto umidità . Perché quando compri legna a peso, una domanda vale più di tutte le altre: quanta della cifra che stai pagando serve davvero a scaldare casa e quanta, invece, serve a comprare acqua?














