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La statale 36 si conferma il collo di bottiglia della Lombardia

code statale 36

Code statale 36, è tra Milano e Lecco il punto più critico della viabilità lombarda

Quando si pensa ai problemi di traffico della Valtellina, l’immagine più comune è quella delle lunghe code nei fine settimana o durante l’alta stagione turistica. Tuttavia, il monitoraggio presentato dalla Provincia di Sondrio agli Stati Generali delle Infrastrutture restituisce un quadro differente: la congestione più pesante non si registra nel territorio valtellinese, ma lungo la Statale 36, tra Milano, Lecco e Colico.

Lo studio, realizzato per pianificare gli interventi sulla rete viaria provinciale, mette in evidenza come il tratto più problematico sia quello che collega la Brianza al capoluogo lombardo. In particolare, tra Verano Brianza e Cinisello Balsamo, nelle ore di punta del mattino, un tragitto che normalmente richiede appena 12 minuti può arrivare a superare i 50 minuti, con un incremento dei tempi di percorrenza superiore al 300%.

Nuova tangenziale di Tirano, il dettaglio che sorprende tutti: quattro rotatorie

La Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga rappresenta una delle arterie più importanti della Lombardia, utilizzata quotidianamente da migliaia di pendolari, mezzi pesanti e turisti diretti verso il Lago di Como, la Valtellina e la Valchiavenna. Proprio questa elevata domanda di mobilità rende la strada particolarmente vulnerabile nelle fasce orarie di maggiore traffico con relative code statale 36.

Tirano resta un nodo delicato, ma la Variante promette di cambiare lo scenario

Se il problema principale resta la Statale 36, anche la viabilità provinciale continua a presentare alcune criticità. Tra queste spicca l’attraversamento di Tirano, dove il traffico in direzione sud registra tempi medi di percorrenza di circa 22 minuti, contro i 13 minuti necessari in direzione opposta.

Una situazione che dovrebbe migliorare sensibilmente con l’apertura della Variante di Tirano, infrastruttura attesa da anni e considerata strategica per alleggerire il traffico urbano, migliorare la sicurezza e ridurre l’impatto della circolazione sul centro abitato.

Sul collegamento Sondrio-Tirano, invece, il monitoraggio non evidenzia una congestione strutturale. I rallentamenti risultano concentrati in alcuni punti specifici, come Trippi, San Giacomo e Tresenda, dove il traffico locale incontra maggiori difficoltà. Anche in questo caso sono già previsti interventi, tra cui il nuovo svincolo tra Sondrio e Montagna, destinato a rendere più fluida la circolazione.

Bormio, Livigno, Valmalenco e Valchiavenna: gli altri punti sotto osservazione

L’analisi della Provincia prende in esame anche gli altri principali assi viari del territorio.

Sulla direttrice Bormio-Livigno, nei periodi di maggiore afflusso turistico, i tempi di percorrenza possono raggiungere tra i 70 e i 90 minuti, soprattutto durante i weekend e le festività. Un fenomeno legato all’elevato numero di visitatori che ogni anno raggiungono le due località alpine.

Per quanto riguarda il capoluogo, la Valmalenco continua a essere interessata da un intenso traffico pendolare. Nelle ore di punta, infatti, i tempi di percorrenza arrivano a raddoppiare, rendendo questa direttrice una delle più impegnative dell’intera rete provinciale.

In Valchiavenna, invece, le criticità si concentrano prevalentemente nei pomeriggi festivi, quando il traffico in direzione Colico aumenta sensibilmente a causa del rientro dei turisti verso Milano e la Brianza.

Crescono anche i trasporti eccezionali: nuove sfide per la rete provinciale

Tra gli elementi evidenziati dal monitoraggio emerge anche il costante aumento dei trasporti eccezionali, destinato ad avere un impatto sempre più rilevante sulla gestione delle infrastrutture.

L’incremento dei mezzi pesanti comporta maggiori sollecitazioni su ponti, viadotti e carreggiate, rendendo necessari investimenti continui sia nella manutenzione ordinaria sia nel potenziamento delle opere esistenti.

Durante gli Stati Generali delle Infrastrutture, il consigliere provinciale delegato alla viabilità Michele Rodondi ha inoltre richiamato l’attenzione sulla rete delle valli laterali, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dalle strade provinciali. In questi territori ogni intervento rappresenta un tassello fondamentale per garantire collegamenti efficienti, sicurezza e sviluppo economico.

Code statale 36

Il monitoraggio della Provincia di Sondrio costituisce uno strumento strategico per individuare le priorità infrastrutturali dei prossimi anni. I dati raccolti consentono di pianificare interventi mirati, migliorare la fluidità del traffico e aumentare la sicurezza lungo le principali direttrici del territorio.

La fotografia emersa è chiara: nonostante le criticità presenti in Valtellina, il vero collo di bottiglia della mobilità lombarda resta la Statale 36 tra Milano, Lecco e Colico, dove ogni giorno migliaia di automobilisti affrontano rallentamenti che incidono sulla qualità degli spostamenti e sulla competitività del territorio.

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