25 Luglio 2024 02:21

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Autoconsumo energia fotovoltaica: scopri le due tipologie

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pannelli fotovoltaici in montagnaL’energia fotovoltaica rappresenta una delle principali soluzioni per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e abbattere i costi energetici. Oltre a contribuire alla sostenibilità ambientale, l’installazione di impianti fotovoltaici offre diversi vantaggi economici. Esistono varie modalità per sfruttare l’energia prodotta, come l’autoconsumo istantaneo e differito, lo scambio sul posto e il ritiro dedicato. In questo articolo, analizzeremo approfonditamente queste opzioni per capire quale sia la più conveniente in base alle proprie esigenze.


Due Tipologie di Autoconsumo

Quando si parla di autoconsumo, è fondamentale distinguere tra quello istantaneo e quello basato su un sistema di accumulo.

Autoconsumo Istantaneo

L’autoconsumo istantaneo prevede l’utilizzo immediato dell’energia generata per sostenere la propria abitazione, il proprio immobile commerciale o il proprio stabilimento produttivo. Un impianto fotovoltaico abbastanza potente può coprire l’intero fabbisogno energetico o parte di esso, quantomeno nei periodi dell’anno più soleggiati e durante il giorno. Questa soluzione è particolarmente vantaggiosa per gli immobili che operano principalmente durante le ore diurne, permettendo un effettivo risparmio sulla bolletta e una riduzione dell’impronta di carbonio.

Autoconsumo con Accumulo

Il consumo differito si basa su un sistema di accumulo, come una batteria, che immagazzina l’energia autoprodotta per usarla in un secondo momento. Questo approccio è utile per sfruttare l’energia rinnovabile anche durante le ore notturne o nei periodi meno soleggiati. È una soluzione ideale per chi passa la maggior parte delle giornate lontano da casa o vive in zone poco servite dalla rete elettrica nazionale, come aree montane o isole. Anche se comporta un investimento iniziale maggiore, l’autoconsumo con accumulo garantisce una maggiore indipendenza energetica e può portare a significativi risparmi nel lungo periodo.

Autoconsumo Collettivo: Detrazioni Fiscali e Novità dal PNRR

L’autoconsumo collettivo rappresenta un’ulteriore evoluzione del concetto di autoconsumo, dove più utenti condividono l’energia prodotta. Questo modello è incentivato da politiche governative che offrono detrazioni fiscali e altri incentivi economici. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede ulteriori agevolazioni per le comunità energetiche rinnovabili, promuovendo la collaborazione tra cittadini e imprese per una gestione condivisa delle risorse energetiche.

Questo tipo di organizzazione permette di massimizzare l’utilizzo dell’energia prodotta, riducendo ulteriormente i costi per ciascun partecipante e favorendo una distribuzione più equa dell’energia.

L’Immissione in Rete dell’Energia Autoprodotta

Chi dispone di un impianto fotovoltaico ha la possibilità di collegarsi alla rete nazionale per immettere l’energia in eccesso. Esistono due principali meccanismi che consentono di ottenere questo risultato: lo scambio sul posto e il ritiro dedicato.

Scambio sul Posto

Lo scambio sul posto prevede una compensazione tra l’energia immessa nella rete e quella prelevata. In pratica, si crea una sorta di batteria virtuale dove l’energia non utilizzata viene “depositata” e può essere “prelevata” quando necessario. L’energia prelevata viene pagata in bolletta, ma l’utente riceve un rimborso che copre circa il 70% dell’importo, escludendo oneri di sistema e imposte. Inoltre, viene corrisposto un compenso per l’energia immessa e non prelevata.

Questo sistema consente ai consumatori di accedere all’energia a un prezzo inferiore rispetto a quello tradizionale. Tuttavia, non permette una gestione autonoma della produzione energetica e comporta l’obbligo di pagare la bolletta ogni due mesi. Inoltre, l’energia prelevata dalla rete non proviene necessariamente da fonti rinnovabili.

Ritiro Dedicato

Il ritiro dedicato consiste nella vendita dell’energia non autoconsumata al Gestore dei Servizi Energetici (GSE). Questa opzione è disponibile solo per chi non ha aderito allo scambio sul posto e offre incentivi sotto forma di una tariffa omnicomprensiva, che include sia il ricavo della vendita dell’energia sia l’incentivo stesso.

Con il ritiro dedicato, è possibile decidere quanta energia destinare all’autoconsumo e quanta alla vendita. Il GSE garantisce prezzi minimi variabili in base alla fascia oraria e alla zona dell’impianto. Questa soluzione è ideale per chi produce più energia di quella necessaria per il proprio fabbisogno, permettendo di monetizzare l’eccesso di produzione.

La Soluzione Migliore? Dipende dalle Esigenze

La scelta della soluzione più conveniente dipende dalle specifiche esigenze energetiche, dalle abitudini di consumo e dalla localizzazione dell’immobile. L’autoconsumo con accumulo è ottimo per ridurre i costi energetici e sfruttare al massimo l’energia pulita, ma potrebbe non garantire l’autosufficienza energetica in tutte le circostanze. Formare comunità energetiche rinnovabili o gruppi di autoconsumo collettivo può essere una strategia efficace per superare queste limitazioni, permettendo una condivisione più efficiente delle risorse energetiche.

Lo scambio sul posto offre il vantaggio di un risparmio sulla bolletta energetica, ma non assicura che l’energia prelevata sia da fonti rinnovabili. Il ritiro dedicato, d’altro canto, permette di vendere l’energia in eccesso a prezzi garantiti, ma richiede una valutazione attenta delle proprie capacità di produzione e consumo.

In conclusione, per determinare la soluzione più adatta è necessario considerare diversi fattori, tra cui le abitudini di consumo, le condizioni climatiche della zona e gli obiettivi di sostenibilità. Con un’attenta analisi e una pianificazione oculata, è possibile ottimizzare l’uso dell’energia fotovoltaica, contribuendo alla propria indipendenza energetica e alla tutela dell’ambiente.

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