29 Febbraio 2024 08:48

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Arrestato il piromane della Valtartano

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Nel primo pomeriggio del 19 gennaio 2024, i Carabinieri della Compagnia di Sondrio hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Sondrio su richiesta della Procura di Sondrio nei confronti di un sessantenne, residente a Tartano, resosi responsabile di quattro incendi, in pieno centro abitato.

Si tratta di due abitazioni, a Tartano e Talamona, incendiate rispettivamente il 5 e il 14 gennaio scorso e di due autovetture date alle fiamme a Morbegno e Tartano, rispettivamente il 3 e l’8 gennaio 2024.

Tutti gli incendi hanno richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco che, con significativo impiego di uomini e mezzi, sono riusciti a spegnere le fiamme. Gli incendi hanno assunto, soprattutto nel caso dell’abitazione di Talamona, vaste proporzioni e hanno causato un significativo pericolo per l’incolumità pubblica, per l’estrema vicinanza di persone, case e vegetazione. Solo il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco e delle Forze dell’Ordine, allertate da cittadini preoccupati, ha consentito di evitare conseguenze ulteriori e più gravi.

Il provvedimento cautelare è intervenuto in seguito alla richiesta formulata dalla Procura della Repubblica, all’esito delle indagini svolte dalle Stazioni Carabinieri di Morbegno e Ardenno, coordinate dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Sondrio, sotto la direzione della Procura che, dopo aver appurato che i fatti erano riconducibili al medesimo autore, ha riunito e
trattato insieme i diversi procedimenti aperti relativi ai singoli episodi delittuosi.

I Carabinieri, sin dai primi episodi del 3 e del 5 gennaio 2024, hanno lavorato senza sosta per
raccogliere gli elementi che, in breve tempo, hanno portato ad accertare la natura dolosa degli incendi e ad attribuirli all’uomo attualmente in custodia cautelare in carcere.

Le prime indagini e i primi interventi dei Vigili del Fuoco impegnati nello spegnimento delle fiamme, seguiti da ulteriori sopralluoghi e accertamenti dei Carabinieri e dei Vigili del Fuoco, hanno fatto subito propendere per la natura dolosa degli incendi, essendo state escluse cause accidentali che avessero potuto scatenarli.

L’individuazione dell’autore degli episodi incendiari è stata possibile grazie agli iniziali spunti investigativi raccolti dai Carabinieri, tramite le prime denunce e, soprattutto, all’attenta analisi dei filmati estrapolati dai sistemi di videosorveglianza presenti nelle aree interessate.

Quest’ultima attività di indagine ha permesso, inizialmente, di individuare l’autovettura dell’indagato nei pressi di alcuni degli obiettivi colpiti, poi, di ricostruirne gli spostamenti e, successivamente, di accertare la presenza dell’uomo, a piedi, nelle vicinanze degli incendi proprio pochi minuti prima che divampassero le fiamme.

Dalle riprese, inoltre, si vede l’indagato impugnare una tanica, di quelle utilizzate per trasportare il carburante, probabilmente utilizzata per appiccare uno degli incendi. Ulteriori conferme sono derivate dall’attività di perquisizione, in esecuzione di un decreto emesso dalla Procura della Repubblica, che ha consentito di rinvenire, nell’auto dell’indagato, un dispositivo sporco di carburante, probabilmente utilizzato per appiccare l’incendio di una delle automobili.

L’escussione di testimoni e delle persone danneggiate degli incendi, inoltre, ha permesso di ricostruire il movente, ulteriore elemento che ha rafforzato le conclusioni a cui gli inquirenti erano giunti circa l’individuazione dell’autore dei reati.

Il lavoro meticoloso e certosino di visione delle immagini effettuato dai Carabinieri, che hanno ricostruito tutti gli spostamenti del 60enne dalla sua abitazione sino ai luoghi ove si sono verificati gli incendi, l’attività di perquisizione e di acquisizione di informazioni da testimoni ha fatto emergere un quadro gravemente indiziario a carico dell’indagato, che, unitamente alle pressanti esigenze cautelari di evitare che l’escalation di incendi delle ultime settimane potesse continuare ed esporre a pericolo gli abitanti della zona, ha giustificato la richiesta di applicazione della misura cautelare.

Il Giudice per le indagini preliminari ha condiviso la prospettazione della Procura della Repubblica, sia sotto il profilo dei gravi indizi di colpevolezza, sia per quanto riguarda la pericolosità dell’indagato, che ha destato forte allarme e preoccupazione nella comunità di Tartano, e ha ritenuto che l’unica misura idonea a contenere le esigenze di evitare la reiterazione del reato fosse la custodia cautelare in carcere.

L’indagato, nel primo pomeriggio del 19 gennaio 2024, è stato intercettato a piedi nei pressi della propria abitazione dai militari e, dopo aver ricevuto copia dell’ordinanza cautelare ed essere stato portato presso il Comando Compagnia Carabinieri di Sondrio per gli accertamenti di rito, è stato condotto presso la Casa Circondariale del capoluogo valtellinese.

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