Sondrio lavori pubblici – PULIZIA DEI TOMBINI E DEL VERDE: NUOVI INTERVENTI PER GARANTIRE DECORO E SICUREZZA
Il servizio di igiene urbana affidato in concessione a Secam prevede che vengano svolti con regolaritÃ
Monitoraggi dei tecnici comunali e segnalazioni dei cittadini hanno evidenziato  nelle ultime settimane la presenza di erbe infestanti ai lati delle strade e lungo i marciapiedi e griglie per raccogliere l’acqua piovana che necessitano di una pulizia. Una situazione che si presenta in molte vie e piazze e in alcuni parcheggi, a seguito della quale il Comune ha chiesto a Secam, alla quale è affidata la pulizia delle aree pubbliche, di intervenire allo scopo di ripristinare condizioni di decoro urbano e di garantire la sicurezza.
Le erbe infestanti che crescono rigogliose, infatti, evidenziano incuria, mentre i tombini devono essere mantenuti nella loro piena efficienza affinché l’acqua piovana possa defluire nella rete fognaria, evitando la formazione di pozzanghere che pongono rischi per la circolazione. Il ristagno prolungato dell’acqua, inoltre,  rovina il manto stradale e causa infiltrazioni. L’Ufficio tecnico del Comune ha quindi provveduto a segnalare puntualmente a Secam le zone nelle quali è urgente intervenire, in città e nelle frazioni.
Sondrio lavori pubblici strade
Con un territorio comunale di 20,88 km² e di 22mila abitanti circa, Sondrio risulta essere il meno esteso e il meno popoloso (dopo Isernia) fra i 109 capoluoghi di provincia italiani.
Sorge nella media Valtellina alla confluenza del torrente Mallero con l’Adda, alle porte della Valmalenco, sotto il massiccio della Corna Mara.
La città è il centro principale della zona.
La città di Sondrio ha origini longobarde, anche se nel suo territorio sono state ritrovate testimonianze preistoriche e dell’età romana.
Il toponimo deriva dal germanico sundrium (‘sundrio’), che indicava quella porzione di terra fatta lavorare direttamente dal padrone.
Come tutta la Valtellina, in epoca romana, il territorio di Sondrio appartenne al municipio di Como.
Durante le invasioni barbariche e anche successivamente fu luogo di rifugio per i fuggiaschi, soprattutto dalla Val Padana, i quali portarono nuove conoscenze tecniche più perfezionate per la coltivazione della terra e per la lavorazione del legno, della lana, delle pietre e dei metalli.
Ben presto sorse un castello dal quale un feudatario, in nome del vescovo di Como, dominava su tutta la pieve, che comprendeva quasi tutta la Valmalenco e alcune terre vicine anche oltre l’Adda.









