Domenica 22 maggio 2022

Immersi nella quiete di un antico monastero cluniacense

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Antica Abbazia di San Pietro in Vallate
In una posizione pittoresca e dominante, tra castagni e robinie, in località Vallate, si trovano i resti dell’antica Abbazia di S. Pietro. Il luogo è raggiungibile a piedi in 15 minuti lungo una comoda ma ripida mulattiera che sale dal centro abitato di Piagno.
Della chiesetta romanica di S. Pietro e dell’annesso piccolo convento si possono oggi vedere solo l’abside semicircolare e la parete meridionale della navata principale e, sul lato nord, il massiccio campanile in pietra a pianta quadrata. La chiesa originariamente aveva due navate, una maggiore e una minore (soluzione non inusuale in area comasca), concluse da absidi.
Scavi recenti hanno riportato alla luce i muri dell’edificio che doveva essere la dimora dei monaci.
Il complesso risale al XI sec.: nel 1078, infatti, Ottone e Bonizza dell’isola Comacina donarono i terreni ai monaci di Cluny che edificarono il convento e la chiesa, passati poi, all’inizio del XIII sec., sotto il priorato di Piona, sul lago di Como. Per motivi ignoti l’abbazia venne abbandonata dai monaci cluniacensi nel XIV sec. e da quel momento iniziò la sua lenta decadenza sino alla completa soppressione in epoca napoleonica.

La parete sud della chiesa è in blocchi di pietra locale; poderosi sono quelli impiegati per gli stipiti e l’architrave del portale, sormontato da una lunetta originariamente affrescata, che costituisce l’accesso principale.
L’abside è quadripartita da piccole semicolonne interamente di restauro e illuminata da tre finestrelle. Le tre semicolonne si interrompono sotto la cornice di archetti pensili. Il motivo a “denti di lupo” (triangoli di laterizio) figura in doppia fila nell’abside, sotto gli archetti e sotto una fila di “denti di sega”, che compaiono eccezionalmente anche nello zoccolo absidale.
Questa ricchezza e cura nella decorazione del paramento murario attesta l’emergenza visiva dei muri est e sud, visibili dal chiostro, come nel coevo tempietto di S. Fedelino a Samolaco.
Dell’interno si può apprezzare la navata principale coperta da due voltine a botte, mentre lo spazio adiacente era forse un oratorio o una cappella.
Anche il bel campanile, nel quale si aprono quattro ampie bifore, è decorato da archetti pensili; a piano terra presenta quattro archi perimetrali di una originaria volta a crociera.
La visita all’abbazia, oltre ad offrire la possibilità di ammirare uno dei monumenti più antichi e importanti della Valtellina, rappresenta l’occasione per una piacevole gita a piedi o in bicicletta, e per immergersi in un contesto naturale ancora incontaminato e silenzioso.
Fonti: testo sistemamusealevaltellina.it, foto Alessandro Deriu
Dove si trova: via Vallate 32 Cosio Valtellino


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