Magazine

Quanto si risparmia tenendo i termosifoni a 1 grado in meno?

Abbassare i termosifoni di un grado

Abbassare i termosifoni di un grado – Termosifoni, un solo grado in meno può alleggerire la bolletta: quanto si risparmia passando da 19 a 18°C

Con l’arrivo dei primi freddi torna una delle domande più frequenti nelle case degli italiani: a quanti gradi conviene tenere i termosifoni per risparmiare senza rinunciare al comfort? La risposta potrebbe sorprendere, perché anche una modifica apparentemente insignificante, come abbassare il termostato di un solo grado, può avere un effetto concreto sui consumi durante l’inverno.Non è necessario passare improvvisamente da una casa molto calda a una decisamente fredda. In molti casi, infatti, ridurre la temperatura da 21 a 20 gradi, da 20 a 19 gradi oppure da 19 a 18 gradi permette di diminuire la quantità di energia necessaria per riscaldare gli ambienti. La differenza può sembrare minima quando si guarda il numero sul termostato, ma diventa più interessante se si considera che il riscaldamento rimane acceso per diverse ore al giorno e per molti mesi all’anno.Secondo una regola pratica frequentemente utilizzata per stimare i consumi domestici, ogni grado in meno può comportare un risparmio indicativo del 5-7% sull’energia destinata al riscaldamento. Si tratta di una stima, non di una percentuale garantita: molto dipende dalle caratteristiche dell’abitazione, dall’isolamento termico, dalle temperature esterne e dall’efficienza dell’impianto.
Il punto interessante riguarda soprattutto chi ha già l’abitudine di mantenere una temperatura piuttosto contenuta. Passare da 19 a 18 gradi può far risparmiare? Sì, in linea generale, perché riducendo la temperatura interna diminuisce anche la dispersione di calore verso l’esterno. Questo significa che la caldaia, o un altro sistema di riscaldamento, può richiedere meno energia per mantenere la temperatura desiderata.

Conviene spegnere la caldaia di notte? Ecco quando si risparmia davvero


Naturalmente, il risparmio non deve diventare una corsa ad abbassare continuamente il termostato. Il comfort abitativo rimane fondamentale, soprattutto nelle case con bambini piccoli, anziani o persone particolarmente sensibili al freddo. Inoltre, un’abitazione poco isolata può presentare problemi di umidità e condensa se alcune superfici rimangono troppo fredde.

Per capire se convenga davvero modificare la temperatura, quindi, è utile partire dai numeri. Quanto si può risparmiare in euro durante un’intera stagione di riscaldamento? E soprattutto, cosa cambia tra 20, 19 e 18 gradi? Vediamo alcuni esempi pratici.

Abbassare i termosifoni di un grado da 19 a 18 gradi: ecco quanto si può risparmiare davvero sui termosifoni con l’abbassare i termosifoni di un grado

Uno degli aspetti più interessanti del risparmio energetico domestico riguarda proprio il passaggio da 19 a 18 gradi. Molte persone pensano che, una volta raggiunta una temperatura di 19°C, abbassare ulteriormente il riscaldamento serva a poco. In realtà non è così: anche questa piccola riduzione può incidere sulla quantità di gas consumata durante la stagione fredda. Il motivo è abbastanza semplice. Quando la temperatura interna di un’abitazione è superiore a quella esterna, il calore tende a disperdersi attraverso pareti, finestre, tetto e pavimenti. Più grande è la differenza tra la temperatura interna e quella esterna, maggiore sarà la dispersione termica, a parità delle altre condizioni. Riducendo di un grado la temperatura desiderata, quindi, si diminuisce anche il fabbisogno energetico necessario per mantenere caldi gli ambienti.

Per avere un’idea concreta del possibile beneficio economico, possiamo considerare una famiglia che spende 1.200 euro all’anno esclusivamente per il riscaldamento. Applicando una riduzione indicativa dei consumi del 5-7%, il risparmio sarebbe compreso tra 60 e 84 euro all’anno. Una cifra che, presa singolarmente, potrebbe non sembrare enorme, ma che diventa interessante considerando che basta modificare di un grado l’impostazione del termostato. Naturalmente, il risultato effettivo può essere diverso: una casa ben isolata, un appartamento all’ultimo piano oppure un’abitazione con vecchi infissi possono avere esigenze di riscaldamento molto differenti.

Ecco una simulazione del risparmio annuo ottenibile abbassando la temperatura di un grado, compreso il passaggio da 19 a 18°C.

Spesa annua per il riscaldamento Risparmio stimato del 5-7%
600 euro 30-42 euro
800 euro 40-56 euro
1.000 euro 50-70 euro
1.200 euro 60-84 euro
1.500 euro 75-105 euro
2.000 euro 100-140 euro

Queste cifre sono simulazioni indicative sulla sola spesa per il riscaldamento, non sull’intera bolletta del gas, che può comprendere anche acqua calda sanitaria, cucina e costi fissi. Inoltre, non bisogna interpretare il 5-7% come un risparmio automatico e identico per tutte le abitazioni.

Un altro elemento da considerare è il comfort. Diciotto gradi possono rappresentare una temperatura accettabile per molti adulti sani, soprattutto quando l’abitazione è ben isolata e non presenta correnti d’aria. Tuttavia, la percezione del freddo cambia da persona a persona. Per anziani, bambini piccoli e persone con particolari condizioni di salute può essere necessaria una temperatura superiore. La scelta migliore, quindi, non è necessariamente quella di impostare il valore più basso possibile, ma trovare un equilibrio tra benessere e consumi.

Termosifoni a 21, 20, 19 o 18 gradi: quale temperatura conviene scegliere?

Quando si parla di risparmio sul riscaldamento, spesso ci si concentra esclusivamente sulla temperatura impostata sul termostato, dimenticando che ogni abitazione reagisce al freddo in maniera diversa. Un appartamento moderno, dotato di cappotto termico e serramenti efficienti, riesce generalmente a trattenere il calore più a lungo rispetto a una casa costruita diversi decenni fa e mai sottoposta a interventi di riqualificazione energetica. Questo significa che mantenere 19 gradi in una casa ben isolata può risultare confortevole, mentre la stessa temperatura in un edificio con pareti fredde e spifferi potrebbe essere percepita come insufficiente.

Per chi è abituato a tenere il termostato a 21 gradi, provare a scendere a 20 può essere un primo passo ragionevole. La differenza potrebbe risultare poco evidente, soprattutto se si adottano alcune semplici abitudini, come chiudere le tapparelle durante la notte e non coprire i radiatori con tende pesanti o mobili. Passare successivamente da 20 a 19 gradi può consentire un’ulteriore riduzione dei consumi, purché la temperatura rimanga adeguata alle esigenze di chi vive nell’abitazione.

Il passaggio da 19 a 18 gradi merita invece una valutazione più attenta. Diciotto gradi sono spesso considerati un riferimento minimo per gli ambienti occupati da adulti sani durante la stagione fredda, ma non rappresentano una temperatura ideale per tutti. Chi trascorre molte ore seduto, ad esempio lavorando al computer, potrebbe avvertire maggiormente il freddo rispetto a una persona che si muove frequentemente. Anche l’umidità, le correnti d’aria e la temperatura delle superfici interne influenzano sensibilmente la percezione del comfort.

C’è poi una domanda particolarmente importante: abbassare da 21 a 18 gradi permette di risparmiare tre volte tanto rispetto alla riduzione di un solo grado? Non esattamente. Il risparmio non segue una regola perfettamente lineare, perché entrano in gioco numerosi fattori, tra cui le condizioni climatiche, le caratteristiche dell’impianto e la durata dell’accensione. Come ordine di grandezza, però, una riduzione complessiva di tre gradi può produrre un beneficio economico sensibilmente superiore rispetto a quella di un solo grado.

Abbassare i termosifoni di un grado – Bisogna infine distinguere tra temperatura dell’ambiente e temperatura dell’acqua nei termosifoni. Il valore di 18, 19 o 20 gradi di cui stiamo parlando riguarda la temperatura interna desiderata, regolata attraverso il termostato o le valvole termostatiche. Non significa impostare l’acqua che circola nei radiatori a quelle temperature. Confondere queste due regolazioni potrebbe compromettere il funzionamento dell’impianto e rendere più difficile ottenere il comfort desiderato.

Come risparmiare ancora di più senza avere freddo in casa

Abbassare il termostato di un grado è soltanto una delle strategie disponibili per ridurre i consumi. Spesso, infatti, il vero spreco non dipende esclusivamente dalla temperatura impostata, ma dal modo in cui viene utilizzato il riscaldamento. Una casa mantenuta a 19 gradi anche quando non c’è nessuno potrebbe consumare inutilmente più energia rispetto a un’abitazione nella quale gli orari vengono programmati in base alle effettive esigenze della famiglia. Per questo motivo, un cronotermostato può rivelarsi particolarmente utile: permette di stabilire quando accendere il riscaldamento, quando ridurre la temperatura e come adattare il funzionamento dell’impianto alla routine quotidiana.

Un altro accorgimento riguarda le valvole termostatiche, che consentono di regolare il calore nelle singole stanze. Non tutti gli ambienti, infatti, devono necessariamente avere la stessa temperatura. Un soggiorno utilizzato per diverse ore al giorno può richiedere condizioni differenti rispetto a un corridoio o a una camera da letto. Ridurre il riscaldamento nelle stanze meno frequentate può contribuire a limitare gli sprechi, facendo comunque attenzione a non lasciare gli ambienti eccessivamente freddi e umidi.

Anche la disposizione dei mobili può fare la differenza. Un termosifone nascosto dietro un divano oppure coperto da tende pesanti distribuisce il calore meno efficacemente nell’ambiente. Lasciare libero lo spazio davanti ai radiatori favorisce la circolazione dell’aria calda e aiuta a riscaldare la stanza in maniera più uniforme. Allo stesso modo, chiudere persiane e tapparelle durante le ore notturne può contribuire a contenere le dispersioni attraverso le finestre.

È importante anche prestare attenzione alla manutenzione. Un impianto correttamente controllato e regolato può funzionare in modo più efficiente, mentre eventuali anomalie possono incidere negativamente sulle prestazioni. La presenza di aria nei radiatori, ad esempio, può ostacolare la corretta circolazione dell’acqua e provocare un riscaldamento non uniforme. Quando necessario, è opportuno intervenire seguendo le indicazioni del produttore o rivolgendosi a un tecnico qualificato.

Abbassare i termosifoni di un grado

Ma quindi, conviene davvero passare da 19 a 18 gradi? Dal punto di vista dei consumi, generalmente sì: mantenere una temperatura interna inferiore riduce il fabbisogno di calore, a parità delle altre condizioni. Il vantaggio economico effettivo, però, dipenderà dall’abitazione e dalle abitudini della famiglia. Per chi spende 1.000 euro all’anno per il solo riscaldamento, anche un risparmio indicativo di 50-70 euro a stagione può rappresentare un risultato interessante.

Il consiglio più utile è provare a ridurre il termostato gradualmente, controllando sia il comfort sia i consumi nel corso delle settimane. Un solo grado in meno può sembrare una modifica insignificante, ma ripetuta per tutta la stagione invernale può trasformarsi in un risparmio concreto, senza necessariamente dover rinunciare a vivere in una casa accogliente.

Le offerte di oggi

Valtellina Mobile fonte preferita Google

WhatsApp Telegram Messenger Instagram