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Stufe e camini in Lombardia: i divieti del 2026 e le eccezioni che molti non conoscono

Camini a legna Lombardia

Camini a legna Lombardia: quali stufe e camini si possono ancora utilizzare in Lombardia nel 2026?

Accendere una vecchia stufa a legna o un camino in Lombardia non è sempre consentito, anche quando l’impianto funziona perfettamente e viene utilizzato da molti anni. Le disposizioni regionali sulla qualità dell’aria prevedono infatti limitazioni precise per gli apparecchi alimentati a biomassa legnosa, con regole che dipendono dalle caratteristiche tecniche del generatore, dalla sua classificazione ambientale e dalle modalità di utilizzo.

Il problema riguarda soprattutto i proprietari di abitazioni dotate di camini tradizionali, stufe a legna di vecchia generazione e apparecchi privi di certificazione ambientale. Molti continuano a utilizzarli pensando che le restrizioni interessino soltanto gli impianti installati recentemente oppure quelli situati nei grandi centri urbani. In realtà, alcune limitazioni permanenti sono applicabili sull’intero territorio regionale.

La normativa distingue innanzitutto tra installazione di nuovi generatori e utilizzo degli apparecchi già presenti nelle abitazioni. Questa differenza è fondamentale perché una stufa che può continuare a funzionare non necessariamente possiede i requisiti richiesti per una nuova installazione.

Dal 1° gennaio 2020, la regola generale in Lombardia prevede il divieto di utilizzo dei generatori a biomassa appartenenti alle classi ambientali 0, 1 e 2 stelle, fatte salve le esclusioni specificamente previste. Gli apparecchi esistenti con almeno tre stelle possono invece essere utilizzati secondo le condizioni applicabili, ma devono rispettare anche le eventuali limitazioni temporanee introdotte durante gli episodi di forte inquinamento atmosferico.

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Per le nuove installazioni, il riferimento generale è almeno la classe ambientale quattro stelle, con ulteriori requisiti che possono dipendere dalla tipologia di generatore e dalle disposizioni regionali applicabili.

Non significa quindi che tutti i camini aperti o tutte le vecchie stufe debbano essere eliminati. La normativa contempla situazioni particolari nelle quali determinati apparecchi possono rientrare nelle esclusioni dall’obbligo di disattivazione.

Un aspetto particolarmente importante riguarda i caminetti e gli impianti con potenza al focolare fino a 10 kW utilizzati saltuariamente per scopi ricreativi, che possono beneficiare di una specifica esclusione alle condizioni stabilite dalla disciplina regionale.

Questo non equivale però a un’autorizzazione generale ad accendere qualsiasi camino di piccole dimensioni. La potenza, la funzione effettiva dell’apparecchio e le caratteristiche dell’installazione devono essere valutate insieme.

Stufe e camini vietati in Lombardia nel 2026: quali non si possono usare

Per evitare errori, prima di accendere una stufa o un camino è quindi opportuno verificare la classe ambientale, la potenza al focolare, la documentazione tecnica e le eventuali restrizioni antismog attive nel proprio territorio.

Camini a legna in Lombardia sotto i 10 kW, deroghe e nuove restrizioni: cosa bisogna controllare

Uno degli aspetti meno conosciuti della normativa lombarda riguarda le esclusioni previste per alcuni caminetti e impianti di piccola potenza. In particolare, la disciplina regionale contempla situazioni nelle quali determinati apparecchi esistenti possono essere esclusi dall’obbligo di disattivazione, anche quando non possiedono le prestazioni ambientali normalmente richieste.

Tra i casi più interessanti figurano i caminetti e gli impianti con potenza al focolare non superiore a 10 kW, utilizzati saltuariamente per finalità ricreative. Si tratta di una distinzione importante, soprattutto per chi possiede un camino tradizionale in una seconda casa, in una baita oppure in un’abitazione di montagna.

Un camino acceso occasionalmente per creare un’atmosfera piacevole non viene necessariamente considerato allo stesso modo di un generatore utilizzato quotidianamente per riscaldare gli ambienti. Tuttavia, avere un camino sotto i 10 kW non significa poterlo utilizzare senza alcuna limitazione. Devono essere soddisfatte tutte le condizioni previste dall’esclusione, e la potenza deve essere quella effettivamente indicata nella documentazione tecnica.

Bisogna inoltre prestare attenzione alle vecchie deroghe. In passato erano previste disposizioni transitorie che consentivano, in determinate circostanze, il funzionamento di impianti a biomassa utilizzati come unica fonte di riscaldamento. La precedente deroga transitoria aveva però una scadenza fissata al 15 ottobre 2024 e non può essere considerata automaticamente valida nel 2026.

Un’altra questione riguarda le stufe a pellet, che non sono escluse dalle restrizioni ambientali. Per gli apparecchi con potenza termica nominale inferiore a 35 kW è richiesto l’impiego di pellet conforme alla classe A1 della norma UNI EN ISO 17225-2, con conservazione della documentazione necessaria a dimostrarne la qualità.

Anche l’installazione di nuovi apparecchi richiede particolare attenzione. Dal 16 ottobre 2024 sono applicabili requisiti regionali ulteriori che, in determinate situazioni, dipendono anche dall’altitudine del Comune, dalle emissioni certificate e dal tipo di intervento effettuato. La semplice dicitura quattro stelle non garantisce quindi, da sola, che una nuova stufa possa essere installata in qualsiasi abitazione lombarda.

Dal 15 ottobre 2026 entrano inoltre in applicazione specifici requisiti per gli impianti termici civili a biomassa con potenza al focolare superiore a 35 kW. Questa scadenza non rappresenta un divieto generalizzato per le normali stufe domestiche, ma interessa una categoria precisa di impianti.

Durante la stagione fredda occorre infine considerare le misure temporanee antismog, applicabili dal 1° ottobre al 31 marzo. Quando le concentrazioni di PM10 superano le soglie previste, le restrizioni possono estendersi anche a generatori normalmente utilizzabili. Il primo livello può comportare limitazioni per gli apparecchi fino a tre stelle, mentre il secondo può coinvolgere quelli fino a quattro stelle, secondo le condizioni regionali applicabili.

Il consiglio fondamentale è verificare la documentazione della propria stufa prima dell’accensione, senza basarsi esclusivamente sull’età dell’apparecchio o sulle informazioni relative a deroghe ormai scadute. In caso di dubbi, un tecnico qualificato può aiutare a identificare la classe ambientale, controllare la potenza e stabilire quali disposizioni si applicano all’impianto.

Anche le conseguenze economiche meritano attenzione: le violazioni delle disposizioni regionali sugli impianti possono comportare sanzioni da 500 a 5.000 euro, a seconda della fattispecie contestata.

Camini legna Lombardia – Conoscere le regole significa quindi evitare spese impreviste, ma anche contribuire a ridurre le emissioni inquinanti e utilizzare il riscaldamento domestico in condizioni di maggiore sicurezza.

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