18 luglio 1987: l’alluvione in Valtellina

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18 luglio 1987 l'alluvione in valtellina


18 luglio 1987


Dal 18 luglio 1987, quando in Valtellina iniziò l’incubo, fino all’evento più tragico del 28 luglio 1987, la grande frana di Val Pola, alle 7:23 del mattino, 40 milioni di metri cubi di roccia e terra precipitarono dalle pendici del Monte Zandila (2.920 m) a una velocità di 400 km/h.

L’impatto sul fondovalle fu devastante: l’intero abitato di Sant’Antonio Morignone, fortunatamente evacuato, venne distrutto.

Nessuno, tuttavia, immaginava una frana di tali dimensioni. L’abitato di Aquilone, situato 1 km più a nord, fu raggiunto dal fango, causando la morte di 28 persone.


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Alluvione in Valtellina

Inoltre, 7 operai che stavano lavorando alla sistemazione della strada statale 38, danneggiata dall’alluvione, si trovarono proprio sotto la frana.

Non morirono sepolti dalla montagna, ma schiacciati dalla violenza dello spostamento d’aria provocato dalla frana stessa.

Le parole di Don Valerio, all’epoca a Frontale, sopra Le Prese, a pochi km dalla frana.

Quella mattina la casa ha tremato, ho aperto le persiane e nell’aria si percepiva un forte odore di zolfo, una grossa nube si era alzata e per diversi minuti non si vedeva nulla, ho guardato verso la Valdisotto e lì ho capito che era una catastrofe, era crollata l’intera montagna.”

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