Prima di accendere la vecchia stufa a legna controlla questo dettaglio
Con l’arrivo dei primi freddi torna la voglia di accendere la stufa a legna e riscaldare rapidamente la casa. Se l’apparecchio ha funzionato senza problemi durante l’inverno precedente, può sembrare sufficiente eliminare un po’ di cenere, sistemare qualche ceppo nel focolare e accendere il fuoco. In realtà , soprattutto quando si possiede una vecchia stufa a legna, sarebbe meglio evitare di avere troppa fretta.
Il dettaglio più importante da controllare si trova infatti dove spesso non possiamo guardare facilmente: la canna fumaria e, più in generale, il sistema di evacuazione dei fumi. Una stufa apparentemente in buone condizioni non garantisce che anche il condotto utilizzato per espellere i prodotti della combustione sia libero e perfettamente efficiente.
Durante la precedente stagione di utilizzo possono essersi accumulati fuliggine e altri residui della combustione. Durante i mesi di inattività , inoltre, possono verificarsi ostruzioni o altre anomalie. Il risultato può essere un tiraggio insufficiente e una maggiore difficoltà nell’evacuazione dei fumi.
Per questo motivo la prima accensione stagionale non dovrebbe diventare il sistema utilizzato per scoprire se la canna fumaria funziona correttamente. Se non ricordiamo quando è stata effettuata l’ultima manutenzione, se la stufa è rimasta inutilizzata per molto tempo oppure abbiamo acquistato una casa nella quale era già presente, è consigliabile procedere prima con una verifica dell’impianto.
Stufe a legna e pellet, non basta guardare le stelle: il controllo da fare prima dell’inverno
Alcuni segnali durante il funzionamento meritano particolare attenzione: fumo che tende a rientrare nella stanza, difficoltà nell’accensione, combustione irregolare o tiraggio evidentemente insufficiente non dovrebbero essere considerati normali. In presenza di anomalie è opportuno interrompere l’utilizzo e rivolgersi a un professionista qualificato.
La corretta evacuazione dei prodotti della combustione assume particolare importanza anche per prevenire situazioni potenzialmente pericolose. Tra queste c’è la possibile presenza di monossido di carbonio, un gas incolore e inodore che può essere prodotto dalla combustione. Proprio perché non è possibile affidarsi all’odore per individuarlo, la corretta manutenzione degli apparecchi e dei sistemi di evacuazione riveste un ruolo fondamentale.
Canna fumaria e fuliggine: perché la manutenzione è fondamentale
Uno degli errori più comuni consiste nel considerare stufa e canna fumaria come due elementi indipendenti. In realtà fanno parte dello stesso sistema. Possiamo avere un focolare perfettamente pulito e una stufa esteticamente impeccabile, ma se i prodotti della combustione non vengono evacuati correttamente il funzionamento dell’intero impianto può essere compromesso.
La fuliggine è uno degli elementi da tenere sotto controllo. Con il passare del tempo i residui prodotti dalla combustione possono depositarsi sulle pareti interne del sistema fumario. Un accumulo importante può ridurre la sezione utile del condotto, compromettere il tiraggio e aumentare anche il rischio di incendio dei depositi presenti al suo interno.
Ecco perché pulire solamente il focolare non basta. Prima della stagione fredda è importante conoscere le condizioni della canna fumaria e rispettare le indicazioni di manutenzione previste per l’impianto. Frequenza e modalità degli interventi possono variare in base alla tipologia di apparecchio, alle istruzioni del produttore e alle disposizioni locali.
Il controllo non dovrebbe comunque fermarsi al camino. Su una stufa con parecchi anni alle spalle è opportuno prestare attenzione anche alle guarnizioni dello sportello, ai raccordi visibili, alle prese d’aria e alle condizioni generali del focolare. Componenti deteriorati o passaggi dell’aria ostruiti possono influenzare la combustione.
Un altro aspetto spesso sottovalutato è proprio la disponibilità di aria. Una stufa a legna necessita di aria per consentire una corretta combustione. Le prese d’aria previste dall’impianto non devono quindi essere ostruite, e gli ambienti devono rispettare i requisiti di ventilazione applicabili.
Particolare cautela è necessaria quando si entra in una casa dotata di una vecchia stufa della quale non si conosce la storia. Il fatto che il precedente proprietario l’abbia utilizzata non significa automaticamente che sia possibile riaccenderla senza verifiche. Se non conosci l’ultima data di manutenzione della stufa e della canna fumaria, è meglio far controllare il sistema prima di utilizzarlo.
Anche la legna può cambiare il funzionamento della stufa
Una canna fumaria pulita e un apparecchio mantenuto correttamente sono fondamentali, ma c’è un altro elemento da non sottovalutare: la qualità della legna utilizzata. Non tutta la legna, infatti, garantisce la stessa combustione.
In generale è importante utilizzare legna asciutta e adeguatamente stagionata. Bruciare legna eccessivamente umida rende più difficile ottenere una combustione efficiente e può favorire la produzione di maggiori quantità di residui. Utilizzare materiale trovato casualmente in garage o in cantina non è quindi necessariamente una buona idea.
Bisogna inoltre evitare di utilizzare la stufa come se fosse un inceneritore domestico. Legno verniciato o trattato, mobili, pannelli, plastiche e rifiuti non devono essere bruciati nella stufa. È necessario utilizzare esclusivamente i combustibili previsti per l’apparecchio.
Anche il modo in cui viene gestito il fuoco conta. Riempire eccessivamente il focolare pensando di scaldare la casa più velocemente non è una buona soluzione. Con una vecchia stufa a legna è particolarmente importante rispettare le indicazioni del produttore relative al combustibile e al carico, quando disponibili.
Attenzione anche alle regole per le vecchie stufe
C’è infine un aspetto che spesso viene dimenticato. Il fatto che una vecchia stufa funzioni ancora non significa necessariamente che possa essere utilizzata senza limitazioni. Negli ultimi anni diverse amministrazioni regionali hanno introdotto disposizioni riguardanti l’utilizzo dei generatori di calore alimentati a biomassa, soprattutto con l’obiettivo di ridurre le emissioni atmosferiche.
Le regole possono cambiare in base al territorio, alle caratteristiche dell’apparecchio e alle modalità con cui viene utilizzato. Chi possiede una stufa particolarmente datata dovrebbe quindi verificare la normativa vigente nella propria Regione e nel proprio Comune, soprattutto prima di rimettere in servizio un apparecchio rimasto inutilizzato per anni.
Il punto fondamentale, però, rimane lo stesso: prima di accendere una vecchia stufa a legna bisogna controllare il sistema di evacuazione dei fumi e le condizioni della canna fumaria. È proprio ciò che non possiamo vedere facilmente a meritare maggiore attenzione.
Se non sappiamo quando è stata effettuata l’ultima pulizia, se notiamo anomalie o semplicemente non conosciamo lo stato dell’impianto, è preferibile rivolgersi a un professionista qualificato prima dell’accensione. Pochi controlli eseguiti prima dell’inverno possono evitare di scoprire eventuali problemi quando la stufa è già accesa, consentendo di affrontare la stagione fredda con un impianto correttamente verificato.














