Stufe a legna e pellet: le stelle sono importanti, ma non bastano
Con l’arrivo dell’autunno torna il momento di preparare stufe a legna e pellet alla stagione fredda. Negli ultimi anni l’attenzione si è concentrata soprattutto sul numero di stelle attribuito ai generatori a biomassa, un parametro importante per identificarne la classe ambientale.
Il sistema di classificazione consente infatti di distinguere gli apparecchi in base alle loro prestazioni ambientali certificate. In alcune Regioni il numero di stelle assume inoltre particolare importanza perché può determinare quali generatori possono essere installati o utilizzati.
C’è però un aspetto che rischia di passare in secondo piano: una buona classificazione ambientale non sostituisce la manutenzione dell’impianto. Anche una stufa moderna può funzionare male se presenta depositi, componenti sporchi, problemi di tiraggio oppure una canna fumaria che necessita di pulizia.
Prima dell’inverno, quindi, non bisogna limitarsi a controllare le caratteristiche tecniche riportate sulla documentazione dell’apparecchio. È necessario verificare anche le condizioni reali nelle quali la stufa sta funzionando.
Hai una vecchia stufa a legna? Il dettaglio da controllare prima di accenderla
Una combustione non corretta può infatti aumentare la quantità di residui, peggiorare il rendimento e provocare un maggiore annerimento del vetro. In alcuni casi possono comparire difficoltà di accensione, spegnimenti anomali oppure odore di fumo.
Ancora più importante è il tema della sicurezza. Gli apparecchi a combustione possono produrre monossido di carbonio, un gas inodore e incolore. Problemi di tiraggio, ventilazione insufficiente, ostruzioni e anomalie nel sistema di evacuazione dei fumi sono condizioni che non devono essere sottovalutate.
Per questo motivo la domanda da porsi prima di accendere nuovamente la stufa non dovrebbe essere soltanto “quante stelle ha?”, ma anche: quando è stata effettuata l’ultima manutenzione e quando è stata controllata la canna fumaria?
Stufe a legna e pellet: il controllo della canna fumaria prima dell’inverno
Tra le verifiche più importanti c’è quella relativa alla canna fumaria e al sistema di evacuazione dei prodotti della combustione. È una parte dell’impianto che spesso viene dimenticata perché, a differenza del braciere o del vetro, non è immediatamente visibile.
Durante l’utilizzo possono accumularsi fuliggine e altri residui. Possono inoltre verificarsi ostruzioni o condizioni capaci di compromettere il corretto tiraggio. Per questo una semplice pulizia delle parti visibili della stufa non può essere considerata equivalente alla manutenzione dell’intero sistema.
Nelle stufe a pellet, per esempio, l’utilizzatore può normalmente occuparsi della pulizia ordinaria del braciere, del cassetto della cenere e delle parti indicate nel manuale del produttore, sempre seguendo le istruzioni previste per il proprio modello.
Diverso è il caso degli interventi che interessano componenti interni, condotti e canna fumaria. In queste situazioni è importante rispettare le indicazioni del produttore e le disposizioni applicabili all’impianto, rivolgendosi quando necessario a personale qualificato.
Anche la frequenza della manutenzione non può essere stabilita con una regola universale valida per qualsiasi abitazione. Occorre considerare il tipo di generatore, l’utilizzo, il combustibile impiegato, le indicazioni del costruttore e soprattutto le norme regionali e locali.
In Lombardia, ad esempio, le indicazioni regionali prevedono specifiche regole per gli impianti alimentati a biomassa e per la manutenzione dei sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione. Chi possiede una stufa dovrebbe quindi verificare sempre quali obblighi siano previsti nella propria Regione.
Ci sono inoltre alcuni segnali che possono suggerire la necessità di un controllo: vetro che diventa nero molto velocemente, fiamma insolita, difficoltà nell’accensione, produzione eccessiva di residui, odore di fumo o frequenti anomalie della stufa a pellet.
Questi sintomi non indicano necessariamente un guasto grave, ma non dovrebbero essere ignorati. Continuare a utilizzare l’apparecchio senza capire la causa può peggiorare il problema.
Il periodo precedente all’inverno è quindi quello ideale per verificare l’intero percorso dei fumi. Aspettare il primo freddo intenso significa rischiare di scoprire un problema proprio quando la stufa viene utilizzata quotidianamente.
Non dimenticare legna e pellet
La manutenzione è fondamentale, ma anche il combustibile utilizzato può influire sulle prestazioni della stufa. Un apparecchio efficiente alimentato con materiale non adeguato difficilmente potrà funzionare nelle condizioni ottimali previste dal produttore.
Per le stufe a legna è importante utilizzare legna asciutta e correttamente stagionata. Bruciare legna troppo umida peggiora la combustione, può aumentare i depositi e riduce l’efficienza con cui viene prodotto calore.
Per le stufe a pellet bisogna invece scegliere un prodotto compatibile con le caratteristiche richieste dal generatore e con le eventuali prescrizioni locali. Anche un pellet di buona qualità, tuttavia, non rende superflua la manutenzione: cenere e residui continueranno comunque a formarsi durante l’utilizzo.
Prima dell’inverno è quindi consigliabile seguire una semplice sequenza: controllare, pulire, verificare e solo successivamente accendere la stufa.
Per prima cosa conviene recuperare il manuale dell’apparecchio e controllare quali operazioni di manutenzione sono previste dal produttore. Successivamente bisogna verificare quando è stata effettuata l’ultima manutenzione professionale e quando è stato controllato il sistema fumario.
È utile controllare anche che prese d’aria e aperture necessarie alla combustione non siano ostruite. Durante i mesi nei quali la stufa rimane spenta possono infatti verificarsi situazioni che modificano le condizioni presenti durante la precedente stagione.
Le parti accessibili possono essere pulite seguendo le indicazioni del manuale, ma è meglio evitare interventi improvvisati su componenti tecnici o sulla canna fumaria quando sono richieste competenze specifiche.
Meglio accendere la stufa prima del vero freddo
Un ultimo accorgimento può evitare parecchi problemi: non aspettare la giornata più fredda dell’anno per effettuare la prima accensione. Una prova anticipata consente di verificare che tutto funzioni correttamente e di individuare eventuali anomalie quando c’è ancora tempo per intervenire.
Nel caso di una stufa a pellet, per esempio, possono emergere problemi di accensione, rumori insoliti, errori della centralina o difficoltà nella combustione. Con una stufa a legna è invece possibile osservare il comportamento della fiamma e verificare se il tiraggio appare regolare.
Naturalmente una prova domestica non sostituisce un controllo tecnico quando necessario, ma può aiutare a individuare rapidamente comportamenti diversi rispetto alla stagione precedente.
La classificazione a stelle rimane quindi un dato importante, soprattutto nelle aree nelle quali sono previste limitazioni per i generatori più inquinanti. Ma stelle e manutenzione indicano due cose differenti: le prime descrivono determinate prestazioni certificate dell’apparecchio, mentre la manutenzione riguarda le condizioni effettive nelle quali l’impianto sta lavorando.
Stufe a legna e pellet
Prima dell’inverno, dunque, la regola è semplice: non fermarsi all’etichetta della stufa. Controllare la manutenzione, verificare la canna fumaria, utilizzare combustibile adeguato e rispettare le indicazioni del produttore permette di preparare l’impianto alla stagione fredda con maggiore attenzione a sicurezza, efficienza e consumi.














