Vecchi gettoni telefonici italiani: quelle quattro cifre sul gettone non sono casuali
Se in qualche vecchio cassetto, portamonete o scatola dei ricordi hai conservato dei gettoni telefonici italiani, questo potrebbe essere un buon momento per recuperarli e osservarli attentamente. Per molti italiani quei piccoli dischetti metallici con le caratteristiche scanalature rappresentano soprattutto un ricordo delle cabine telefoniche e di un’epoca precedente agli smartphone.
Dal punto di vista del collezionismo, però, non tutti i gettoni telefonici sono uguali. Alcuni particolari possono rendere un esemplare decisamente più interessante rispetto alle versioni comunissime che ancora oggi si trovano facilmente nei mercatini e nelle vecchie collezioni di famiglia.
Uno dei dettagli più semplici da controllare è proprio il codice composto da quattro cifre presente sui comuni gettoni telefonici prodotti a partire dal 1959. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non si tratta del numero di serie del singolo gettone.
Cosa significano le quattro cifre sui vecchi gettoni telefonici italiani
Quelle quattro cifre permettono sostanzialmente di individuare anno e mese di produzione. Le prime due cifre identificano l’anno, mentre le ultime due corrispondono al mese.
Un gettone contrassegnato dalla sigla 7901, per esempio, indica una produzione del gennaio 1979. Un esemplare con il codice 7110 è invece riconducibile all’ottobre 1971.
È proprio questa combinazione tra anno e mese che può diventare interessante per chi colleziona gettoni telefonici. Alcune produzioni sono infatti meno comuni rispetto alle enormi quantità di gettoni distribuite durante gli anni di maggiore utilizzo delle cabine telefoniche.
Bisogna però evitare un errore piuttosto frequente: un gettone vecchio non è necessariamente un gettone raro. Milioni di esemplari sono stati prodotti e utilizzati in Italia e moltissimi sono arrivati fino ai giorni nostri.
Micro lire italiane, sembrano spiccioli ma alcune possono valere molto: controlla l’anno
Una storia iniziata molto prima dei gettoni SIP
La storia del gettone telefonico italiano è più lunga di quanto molti ricordino. Il primo gettone telefonico italiano viene fatto risalire al 1927, quando la STIPEL realizzò un’apposita emissione in occasione della Fiera Campionaria di Milano.
Quegli esemplari erano molto diversi dai gettoni diventati familiari agli italiani nei decenni successivi. Nel 1945 arrivò il gettone TETI caratterizzato dalle tre scanalature, mentre dal 1959 cominciò la produzione della tipologia classica che ancora oggi compare frequentemente nei mercatini dell’usato.
Anche il valore attribuito al gettone durante il suo utilizzo cambiò nel corso degli anni. Inizialmente corrispondeva a 30 lire, per poi aumentare progressivamente fino ad arrivare, dal 1984, a 200 lire.
In alcuni periodi i gettoni venivano utilizzati informalmente persino per piccoli pagamenti o come resto, anche se naturalmente non erano vere monete aventi corso legale.
Quali sono i codici dei vecchi gettoni telefonici italiani da controllare
Arriviamo alla parte probabilmente più interessante per chi ha appena trovato una manciata di vecchi gettoni. Tra le combinazioni frequentemente indicate come più interessanti per i collezionisti troviamo 6504, 7110, 7304, 7412 e 7704.
Tradotte utilizzando il sistema anno-mese, queste sigle indicano rispettivamente aprile 1965, ottobre 1971, aprile 1973, dicembre 1974 e aprile 1977.
In condizioni particolarmente buone alcuni di questi esemplari possono ottenere valutazioni superiori rispetto ai gettoni comuni. In determinate circostanze vengono indicate quotazioni orientative intorno ai 50 euro, ma questo dato deve essere interpretato con attenzione.
Non basta infatti possedere un gettone con uno di questi codici per avere automaticamente in mano 50 euro. Conservazione, variante, produttore e domanda del mercato possono modificare notevolmente il prezzo.
Attenzione anche a 7502, 7706, 7803, 7901 e 8011
Esistono inoltre altre combinazioni che possono meritare un controllo. Tra quelle citate nel mercato collezionistico compaiono 7502, 7706, 7803, 7901 e 8011, oltre ad alcune ulteriori date e varianti particolari.
Per alcuni esemplari ben conservati si incontrano valutazioni indicative nell’ordine di 10-20 euro, anche se il prezzo può cambiare notevolmente da un pezzo all’altro.
La cosa fondamentale è quindi considerare il codice come un primo indizio, non come una valutazione definitiva.
Se trovi un gettone con una delle date considerate meno comuni, mettilo da parte e analizzalo più attentamente invece di venderlo insieme a decine di esemplari comuni.
Non fidarti subito dei prezzi che trovi online
Questo è probabilmente il consiglio più importante per chi vuole capire quanto vale un vecchio gettone telefonico.
Online può capitare di trovare annunci nei quali un gettone viene proposto a 100, 500 o addirittura 1.000 euro. Ma il prezzo richiesto dal venditore non rappresenta necessariamente il reale valore dell’oggetto.
Chiunque può pubblicare un annuncio chiedendo una cifra molto elevata. Quello che interessa realmente è il prezzo al quale esemplari simili sono stati effettivamente venduti.
Per avere una valutazione più realistica conviene quindi confrontare soprattutto vendite concluse, aste e risultati relativi a esemplari con stesso codice, stessa variante e condizioni di conservazione comparabili.
Conservazione ed errori possono cambiare completamente il valore
Due gettoni apparentemente identici possono avere quotazioni differenti. Uno dei fattori determinanti è lo stato di conservazione.
Un esemplare fortemente consumato, graffiato, ossidato o danneggiato può avere un interesse molto inferiore rispetto allo stesso gettone conservato con rilievi nitidi e superficie originale.
Ma non bisogna guardare soltanto la conservazione. Anche errori di conio, differenze nelle scritte, marchi del produttore e varianti particolari possono rendere un esemplare decisamente più ricercato.
Per questo è importante controllare attentamente entrambe le facce del gettone e confrontarlo con esemplari già identificati.
I gettoni davvero preziosi possono essere molto più antichi
Quando si parla di gettoni telefonici che valgono una fortuna, l’attenzione non dovrebbe concentrarsi esclusivamente sui classici gettoni con il codice di quattro cifre.
Gli esemplari potenzialmente più importanti appartengono spesso alle produzioni molto più antiche delle compagnie telefoniche italiane. Nomi come STIPEL, TIMO, TELVE, TETI e SET meritano immediatamente attenzione.
I gettoni degli anni Venti e Trenta sono molto più difficili da incontrare rispetto ai comunissimi esemplari utilizzati nelle cabine telefoniche durante gli anni Settanta e Ottanta.
Tra i pezzi storicamente più interessanti vengono ricordati, per esempio, alcuni TIMO del 1928 e particolari emissioni TELVE degli anni Trenta.
Alcuni esemplari possono raggiungere centinaia di euro
Per particolari gettoni antichi e rari le valutazioni possono arrivare a diverse centinaia di euro. In presenza di specifiche rarità , varianti e condizioni eccezionali, alcune stime possono spingersi anche oltre i 1.000 euro.
Questo non significa, però, che qualsiasi gettone TIMO, TELVE o STIPEL abbia automaticamente un valore simile.
Nel collezionismo contano moltissimo l’esatta variante, la rarità documentata, lo stato di conservazione e l’autenticità dell’esemplare.
Proprio per questo motivo, davanti a un gettone molto antico è meglio evitare valutazioni improvvisate basate esclusivamente sugli annunci pubblicati su Internet.
Hai trovato un gettone STIPEL del 1927? Non pulirlo
Particolarmente affascinanti sono i gettoni legati alla STIPEL del 1927, anno fondamentale nella storia del gettone telefonico italiano.
Anche in questo caso, però, bisogna distinguere tra differenti esemplari, varianti e condizioni. Alcune caratteristiche particolari possono aumentare considerevolmente l’interesse dei collezionisti.
Se trovi un gettone antico, non cercare di lucidarlo utilizzando prodotti abrasivi, detergenti o sostanze chimiche. Una pulizia aggressiva potrebbe alterare irrimediabilmente la superficie originale.
Nel collezionismo una superficie apparentemente meno brillante ma originale può essere preferibile a un pezzo lucidato artificialmente.
Come controllare i vecchi gettoni telefonici italiani che hai in casa
Se hai trovato una scatola piena di gettoni telefonici, il metodo migliore consiste innanzitutto nel separare gli esemplari antichi dai classici gettoni prodotti dalla fine degli anni Cinquanta in avanti.
Successivamente controlla uno alla volta i codici di quattro cifre. Metti da parte soprattutto combinazioni come 6504, 7110, 7304, 7412 e 7704, senza dimenticare 7502, 7706, 7803, 7901 e 8011.
Controlla poi attentamente la conservazione, le scritte, le scanalature, il marchio del produttore e qualsiasi elemento che sembri differente rispetto agli altri esemplari.
Se compare invece chiaramente il nome STIPEL, TIMO, TELVE, TETI o SET, soprattutto su un gettone dall’aspetto molto antico, potrebbe essere opportuno richiedere una valutazione specialistica.
Quanto valgono davvero i vecchi gettoni telefonici italiani?
La risposta dipende dal gettone. La maggioranza degli esemplari comuni vale relativamente poco, spesso pochi euro o persino meno quando si tratta di pezzi molto diffusi e fortemente circolati.
Alcune date meno comuni possono invece raggiungere decine di euro, mentre particolari esemplari storici, varianti rare o errori possono arrivare a cifre decisamente superiori.
Bisogna quindi distinguere sempre tra prezzo richiesto online, valutazione teorica e reale prezzo di vendita.
Se qualcuno pubblica un gettone a 1.000 euro non significa che esista un collezionista disposto a pagarlo quella cifra.
Prima di buttare vecchi gettoni telefonici italiani, controlla sempre quelle quattro cifre
I vecchi gettoni telefonici raccontano un pezzo importante della storia italiana. Per chi li ha utilizzati rappresentano il ricordo delle cabine telefoniche, delle telefonate brevi per non consumare troppi gettoni e di un mondo nel quale essere sempre raggiungibili era ancora fantascienza.
Oggi molti di questi oggetti hanno soprattutto un valore affettivo e storico, ma alcuni possono avere anche un interessante valore collezionistico.
Ecco perché, se ne trovi qualcuno in casa, vale la pena dedicare pochi minuti al controllo. Guarda innanzitutto le quattro cifre, verifica anno e mese di produzione e osserva attentamente eventuali particolarità .
Se compaiono codici come 6504, 7110, 7304, 7412 o 7704, il gettone merita sicuramente un controllo più approfondito. E se invece trovi un esemplare molto più antico con scritte come STIPEL, TIMO o TELVE, evita di pulirlo o modificarlo prima di averne verificato correttamente l’identità .
Perché il gettone dimenticato da decenni in fondo a un cassetto potrebbe valere soltanto pochi euro, ma in presenza della giusta rarità , variante e conservazione potrebbe rivelarsi molto più interessante di quanto sembri.















