Inchiesta sul traffico di rifiuti a Livigno, primi sviluppi

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parcheggiare a livigno Emergono i primi sviluppi, si fa la prima luce sulle accuse e cadono i primi coinvolgimenti relativamente all’inchiesta che ha colpito Livigno. Non bisogna mai stancarsi di ricordare che indagati (sono una trentina) non significa condannati e che far partire la gogna mediatica o omettere di darne notizia sono solo due facce della stessa medaglia.
Innanzi tutto, nonostante la Procura abbia chiesto per gli amministratori e dipendenti pubblici coinvolti la custodia in carcere, il Gip non ha applicato alcuna misura nei loro confronti.
In particolare secondo il giudice gli attuali amministratori livignaschi indagati avrebbero “omesso di intervenire per verificare cosa stesse effettivamente accadendo e per arrestare la prassi illecita”, ma da parte loro non sono emerse “condotte di gestione diretta del sistema illecito, né interessi privati o condotte di corruzione, legate allo stesso sistema”.
Il grosso dell’inchiesta, come si legge nell’ordinanza relativa, riguarderebbe “il fatto che il corpo di Polizia locale offrisse ai commercianti un improprio servizio di smaltimento dei rifiuti commerciali anche pericoloso per l’ambiente per un totale di 18 tonnellate di rifiuti dal 2007 in avanti”.
La Dda di Milano ha contestato al comandante della Polizia Locale anche la rivelazione del segreto d’ufficio, ma anche in questo caso il gip non ha riconosciuto questa contestazione.
Il resto che viene riportato nell’inchiesta, oltre alla presunta gestione abusiva dello smaltimento di rifiuti, non merita, almeno su questo sito, sciacallaggio o spazio. Che invece sarà sicuramente dato ai risultati di questa inchiesta con colpevoli e/o innocenti.
limite velocità Livigno La notizia di ieri
Ieri mattina, nell’ambito di un’indagine avviata dalla Squadra Mobile di Sondrio in collaborazione con la Guardia di Finanza Nucleo PEF di Sondrio e coordinata dalla DDA di Milano alla quale è stata applicato un P.M. della Procura della Repubblica di Sondrio, è stata eseguita una misura cautelare personale di interdizione dai pubblici uffici della durata di nove mesi nei confronti del Comandante della Polizia Locale di Livigno. Nel contesto, sono state inoltre eseguite perquisizioni locali/personali nei confronti di quest’ultimo, dell’attuale e precedente Sindaco di Livigno, nonché di un assessore Comunale.
Il procedimento è relativo, tra l’altro, a reati di traffico illecito di rifiuti (art. 452 quaterdeciescp) e Falsità ideologica commessa dal Pubblico Ufficiale in atti Pubblici (artt. 479, 476 cp).
Si tratta di attività di indagine delegata afferente a presunte condotte perpetrate da diversi soggetti economici con sede a Livigno che avrebbero organizzato e gestito un sistema finalizzato alla illecita gestione e smaltimento dei rifiuti derivanti dallo svolgimento delle attività d’impresa dagli stessi esercitati, con il concorso delle Autorità Locali istituzionalmente preposte alla regolazione ed al controllo delle attività di interesse pubblico in questione. Le condotte criminose ipotizzate sarebbero state finalizzate ad ottenere illeciti risparmi sui costi derivanti dallo smaltimento dei rifiuti in conformità alle norme di legge.


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