Termostato riscaldamento casa: meglio lasciarlo sempre acceso o accenderlo solo quando serve?
Quando arriva l’inverno, una delle domande più frequenti è: conviene tenere il termostato sempre acceso a temperatura costante oppure accenderlo solo quando serve? È un dubbio legittimo, soprattutto considerando il costo crescente di gas ed energia. La risposta, però, non è universale: dipende da diversi fattori come isolamento della casa, tipo di impianto, zona climatica e abitudini familiari.
Al contrario, in un’abitazione poco isolata, magari in una zona molto fredda, spegnere completamente il riscaldamento durante la notte o quando si è fuori casa per molte ore può essere una scelta più economica. Questo perché mantenere costante una temperatura in un ambiente che disperde calore rapidamente significa consumare energia in modo continuo e poco efficiente.
Un altro aspetto fondamentale riguarda il tipo di impianto. Se utilizzi una caldaia a condensazione moderna, il sistema è progettato per lavorare a regime continuo e a basse temperature. In questo scenario, una temperatura stabile è spesso più efficiente rispetto a continui accendi e spegni. Se invece hai un impianto più datato, il consumo nei cicli di riavvio potrebbe essere meno ottimizzato.
C’è poi il fattore comfort. Tenere il termostato sempre attivo a temperatura moderata garantisce ambienti sempre accoglienti, senza sbalzi termici fastidiosi. Accenderlo solo quando serve, invece, comporta tempi di attesa prima che la casa raggiunga la temperatura desiderata.
In sintesi:
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Casa ben isolata + caldaia moderna → meglio temperatura costante.
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Casa poco isolata + assenze prolungate → meglio programmare accensioni mirate.
Ma vediamo più nel dettaglio pro e contro di entrambe le strategie.
Temperatura costante vs accensione solo quando serve: pro, contro e strategia migliore
Entriamo nel cuore della questione. Tenere il termostato sempre acceso significa impostare una temperatura stabile (di solito tra 18°C e 20°C) per gran parte della giornata, con eventuale riduzione notturna a 16-17°C. Questo approccio è spesso consigliato nei paesi del Nord Europa, dove le case sono molto isolate.
Il principale vantaggio è l’efficienza a lungo termine. Evitare grandi sbalzi di temperatura riduce lo stress sull’impianto e mantiene un consumo più regolare. Quando la casa si raffredda completamente, riportarla da 14°C a 20°C richiede uno sforzo energetico significativo. Questo picco può annullare il presunto risparmio ottenuto spegnendo tutto.
Termostato riscaldamento casa – Tuttavia, questo metodo non è sempre il più economico. Se sei fuori casa tutto il giorno, mantenere 20°C per 8-10 ore senza nessuno presente è uno spreco. In questo caso entra in gioco il cronotermostato o il termostato smart. La soluzione più intelligente oggi è programmare la temperatura in base agli orari reali di presenza in casa.
Accendere il riscaldamento solo quando serve può essere vantaggioso se:
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Rimani fuori casa molte ore.
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Vivi in un clima mite.
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L’abitazione si riscalda rapidamente.
Ma attenzione: spegnere completamente l’impianto in inverno può creare problemi di umidità e condensa, soprattutto nelle case poco isolate. Una temperatura minima di sicurezza (16°C) è sempre consigliata per evitare muffe e danni strutturali.
Un altro elemento spesso sottovalutato è la tipologia di emissione del calore. Con il riscaldamento a pavimento, ad esempio, la temperatura costante è quasi obbligatoria. Questo sistema ha un’inerzia termica elevata: si scalda lentamente ma mantiene il calore a lungo. Spegnerlo e riaccenderlo di continuo sarebbe controproducente.
Diverso il discorso per i termosifoni tradizionali, che reagiscono più velocemente. In questo caso una gestione programmata può funzionare meglio.
Termostato riscaldamento casa
La strategia ottimale, quindi, non è “sempre acceso” o “sempre spento”, ma gestione intelligente e modulata. Oggi i termostati smart permettono di controllare il riscaldamento da remoto tramite app, adattando la temperatura in tempo reale. Questo consente di massimizzare il risparmio senza rinunciare al comfort.
In conclusione, la risposta alla domanda iniziale è: dipende dalla tua casa e dalle tue abitudini. Ma una cosa è certa: mantenere una temperatura equilibrata, evitare sbalzi drastici e programmare correttamente l’impianto è la chiave per ridurre i consumi e vivere in un ambiente sano.












