Qual è la temperatura giusta da mettere al condizionatore? Con l’arrivo del caldo è una delle domande più comuni, soprattutto quando fuori si superano abbondantemente i 30 °C e la tentazione è quella di prendere il telecomando e impostare immediatamente 18 °C.
In realtà , abbassare al minimo la temperatura del condizionatore non è la soluzione migliore. Una casa eccessivamente fredda può creare una forte differenza rispetto all’esterno e, nello stesso tempo, costringere il climatizzatore a lavorare più a lungo per raggiungere la temperatura richiesta.
Durante l’estate, 25-27 °C rappresentano un buon intervallo di riferimento per molti ambienti domestici. I 26 °C possono quindi essere considerati un ottimo punto di partenza, da modificare in base alle condizioni della casa, all’umidità e alle esigenze delle persone presenti.
La situazione cambia durante l’inverno. Se il condizionatore viene utilizzato come pompa di calore, generalmente è preferibile mantenere una temperatura più moderata, indicativamente intorno ai 18-20 °C, evitando di surriscaldare gli ambienti.
Non bisogna però guardare esclusivamente il numero indicato sul telecomando. Umidità , esposizione al sole, isolamento della casa, dimensioni delle stanze e temperatura esterna possono cambiare notevolmente la sensazione di comfort.
Vediamo quindi a quanti gradi impostare il condizionatore, perché 18 °C non sono necessariamente una buona idea e quali accorgimenti possono aiutare a stare freschi senza sprecare energia.
A quanti gradi mettere il condizionatore in estate?
In estate, impostare il condizionatore tra 25 e 27 °C rappresenta generalmente una soluzione equilibrata. Una temperatura di circa 26 °C permette di trovare sollievo dal caldo senza trasformare la casa in un ambiente eccessivamente freddo.
Naturalmente non esiste una temperatura perfetta per qualsiasi situazione. Se all’esterno ci sono 29 °C, potrebbe essere sufficiente una regolazione molto leggera. Se invece è in corso un’ondata di calore con temperature vicine o superiori ai 40 °C, le esigenze cambiano.
È quindi importante considerare contemporaneamente temperatura interna, temperatura esterna e umidità relativa.
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Uno degli errori più frequenti consiste nell’impostare immediatamente il climatizzatore a 18 °C, pensando che in questo modo la stanza diventi fresca molto più velocemente.
Non funziona esattamente così.
Il valore scelto sul telecomando rappresenta infatti la temperatura che vogliamo raggiungere nell’ambiente. Se impostiamo 18 °C, stiamo chiedendo all’impianto di continuare a raffreddare fino a raggiungere un valore molto basso.
Con un moderno climatizzatore inverter, il sistema può modulare progressivamente la potenza del compressore in funzione della differenza tra la temperatura rilevata e quella desiderata.
Per questo motivo, impostare una temperatura estremamente bassa non è una scorciatoia per raffreddare correttamente la stanza.
Meglio scegliere fin dall’inizio un valore realistico, come 26 °C, chiudere porte e finestre e lasciare che l’impianto raggiunga gradualmente le condizioni desiderate.
Perché non bisogna impostare il condizionatore a 18 °C
Quando si torna a casa dopo aver trascorso diverse ore sotto il sole, impostare il condizionatore a 18 °C può sembrare irresistibile. Il problema è che una temperatura così bassa è raramente necessaria per ottenere una sensazione di benessere.
Se fuori ci sono 34-35 °C, entrare in una stanza a 18-20 °C significa affrontare una differenza termica molto elevata.
Inoltre, più è bassa la temperatura richiesta, maggiore sarà il lavoro necessario all’impianto per raggiungerla e mantenerla.
La soluzione migliore consiste quindi nel raffreddare l’ambiente senza esagerare.
Un’impostazione intorno ai 25-27 °C, accompagnata da una corretta gestione dell’umidità , può già rendere l’ambiente decisamente più piacevole.
C’è poi un altro elemento da considerare: il getto d’aria.
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Una stanza a 26 °C può risultare confortevole, mentre sedersi direttamente sotto lo split può provocare una sensazione di freddo molto più intensa.
Per questo è importante non dirigere il flusso dell’aria direttamente sulle persone, in particolare verso letto, divano o postazione di lavoro.
La regola dei 6-7 gradi tra interno ed esterno è sempre valida?
Si sente spesso dire che tra interno ed esterno dovrebbero esserci al massimo 6-7 °C di differenza. È una regola pratica utile per ricordare che gli sbalzi termici eccessivi andrebbero evitati, ma non deve diventare un calcolo rigido da applicare in qualsiasi situazione.
Facciamo un esempio.
Se fuori ci sono 33 °C, mantenere la casa intorno ai 26-27 °C significa avere una differenza moderata e un ambiente decisamente più confortevole.
Ma cosa succede se durante un’ondata di calore la temperatura esterna raggiunge 40 °C?
Applicando rigidamente la stessa regola bisognerebbe impostare il climatizzatore a 33-34 °C. Evidentemente il risultato potrebbe non essere sufficientemente confortevole, soprattutto per le persone più vulnerabili al caldo.
Il concetto realmente importante è quindi evitare differenze inutilmente estreme, senza trasformare la regola dei 6-7 °C in un obbligo matematico.
In estate, mantenere gli ambienti intorno ai 25-27 °C rimane un riferimento pratico, da adattare alle condizioni reali.
Attenzione all’umidità : a volte non serve abbassare la temperatura
C’è un fattore che può cambiare completamente la percezione del caldo: l’umidità .
Due stanze entrambe a 27 °C possono sembrare completamente diverse. Una può essere piacevole, mentre l’altra può risultare soffocante.
Quando l’aria è molto umida, infatti, il sudore evapora con maggiore difficoltà e l’organismo riesce a disperdere meno efficacemente il calore.
È la classica sensazione di afa.
Per questo motivo, prima di abbassare il climatizzatore da 26 a 23 °C, può essere utile controllare il livello di umidità presente nella stanza.
Come riferimento generale, un’umidità relativa compresa indicativamente tra il 40% e il 60% può contribuire a creare condizioni interne confortevoli.
Ed è proprio qui che entra in gioco la modalità Dry, presente sulla maggior parte dei climatizzatori moderni.
Quando conviene usare la modalità deumidificazione
La funzione deumidificazione del condizionatore può essere particolarmente utile nelle giornate afose, quando la temperatura non è estrema ma l’elevata umidità rende l’ambiente poco confortevole.
Immaginiamo, ad esempio, una stanza a 27 °C con un livello di umidità molto elevato. In questo caso potrebbe essere più utile eliminare parte dell’umidità piuttosto che abbassare ulteriormente la temperatura.
Diverso è il caso di una casa che ha raggiunto 31-32 °C. Qui la sola modalità Dry potrebbe non essere sufficiente e sarà probabilmente necessario utilizzare il normale raffrescamento.
La scelta tra condizionatore e deumidificatore dipende quindi dalle condizioni presenti nella stanza.
Non è corretto nemmeno pensare che la modalità Dry consumi sempre meno energia in qualsiasi circostanza. Il consumo dipende dal modello, dalla tecnologia utilizzata e dalle condizioni ambientali.
La regola più semplice è questa: se il problema principale è l’afa, provare prima a ridurre l’umidità può evitare di abbassare inutilmente la temperatura.
A quanti gradi impostare il condizionatore di notte?
Un’altra domanda frequente riguarda l’utilizzo del condizionatore durante la notte.
È meglio spegnerlo prima di andare a letto oppure lasciarlo acceso?
Non esiste una risposta identica per tutti. Molto dipende dalla temperatura della stanza, dall’umidità e dalle caratteristiche dell’apparecchio.
Ciò che conviene evitare è dormire per molte ore con il climatizzatore impostato a temperature molto basse, soprattutto quando il getto d’aria è diretto verso il letto.
Una soluzione interessante è utilizzare la modalità Sleep o notte, disponibile su molti climatizzatori.
Questa funzione è progettata per adattare il funzionamento dell’apparecchio durante le ore di sonno, limitando raffreddamento e rumore e, a seconda del modello, modificando progressivamente la temperatura impostata.
Quando invece il problema principale è l’afa, può essere sufficiente utilizzare la deumidificazione.
Nelle notti particolarmente calde, però, il normale raffrescamento impostato su una temperatura moderata può risultare più efficace.
In ogni caso, è importante orientare le alette in modo che l’aria non colpisca direttamente il corpo.
Temperatura del condizionatore in inverno: quanti gradi impostare?
I climatizzatori dotati di pompa di calore possono essere utilizzati anche durante l’inverno per riscaldare gli ambienti.
In questo caso, un intervallo indicativo di 18-20 °C può rappresentare un buon punto di partenza per molte abitazioni.
Anche qui, però, non bisogna considerare questi numeri come una regola assoluta.
La temperatura percepita dipende dall’isolamento dell’edificio, dall’umidità , dall’abbigliamento e dal tipo di attività svolta.
Una persona seduta alla scrivania per otto ore potrebbe avere esigenze differenti rispetto a chi si muove continuamente all’interno dell’abitazione.
Portare sistematicamente il termostato a 24-25 °C in inverno aumenta invece la differenza tra interno ed esterno e richiede alla pompa di calore un maggiore lavoro.
Meglio cercare di ottenere una temperatura stabile e confortevole, evitando continui aumenti e diminuzioni.
Condizionatore e smart working: attenzione al getto d’aria
Chi lavora da casa trascorre spesso molte ore nello stesso punto. In queste condizioni, anche una temperatura apparentemente corretta può diventare fastidiosa se il flusso d’aria raggiunge continuamente collo, schiena o gambe.
Il primo accorgimento è quindi orientare correttamente le alette del climatizzatore.
Se possibile, è meglio evitare di installare la scrivania direttamente sotto lo split o davanti al getto.
Può essere utile anche utilizzare la funzione di oscillazione automatica, in modo da distribuire l’aria nella stanza in maniera più uniforme.
Per chi trascorre molte ore seduto, inoltre, 26 °C possono essere percepiti diversamente rispetto a chi è in movimento. La temperatura va quindi adattata al comfort reale senza scendere automaticamente di diversi gradi.
Bambini e anziani: serve maggiore attenzione
Quando in casa ci sono bambini piccoli, anziani o persone particolarmente vulnerabili al caldo, la climatizzazione deve essere gestita con ancora maggiore attenzione.
Questo non significa necessariamente rinunciare all’aria condizionata.
Al contrario, durante le giornate estremamente calde mantenere un ambiente adeguatamente climatizzato può essere importante, soprattutto per le persone più fragili.
Bisogna però evitare temperature eccessivamente basse e forti sbalzi tra interno ed esterno.
Particolare attenzione deve essere riservata anche al flusso d’aria diretto, che non dovrebbe colpire continuamente le persone.
Piuttosto che inseguire un numero preciso valido per tutti, è quindi preferibile mantenere condizioni stabili e confortevoli, valutando le esigenze individuali.
Come usare il condizionatore consumando meno
Scegliere la temperatura corretta è importante, ma non è l’unico modo per ridurre i consumi del condizionatore.
Durante le ore più calde della giornata è utile abbassare tapparelle, chiudere persiane o utilizzare tende e schermature sulle finestre maggiormente esposte al sole.
Quando il climatizzatore è acceso, porte e finestre devono rimanere chiuse, altrimenti l’apparecchio sarà costretto a raffreddare continuamente nuova aria calda proveniente dall’esterno.
Nelle ore più fresche, invece, può essere conveniente spegnere l’impianto e aprire le finestre per favorire il ricambio naturale dell’aria.
Anche la pulizia dei filtri è importante. Un impianto mantenuto correttamente può lavorare in condizioni migliori e contribuire a mantenere una buona qualità dell’aria.
Bisogna poi limitare, quando possibile, le fonti di calore interne durante le ore più calde. Forno, piano cottura, computer e altri apparecchi elettrici producono calore e possono aumentare il lavoro richiesto al climatizzatore.
Infine, è meglio evitare di modificare continuamente la temperatura.
Impostare un valore ragionevole e lasciare lavorare l’apparecchio è generalmente una strategia più sensata rispetto al continuo passaggio, ad esempio, da 18 a 26 °C.
Quindi, qual è la temperatura ideale del condizionatore?
Per avere un riferimento semplice da ricordare, in estate si può partire da circa 26 °C, mantenendosi generalmente nell’intervallo 25-27 °C e valutando sempre l’umidità presente nell’ambiente.
Se la stanza è afosa ma non particolarmente calda, prima di abbassare ulteriormente la temperatura può essere utile provare la modalità deumidificazione.
Durante la notte è preferibile evitare temperature troppo basse e utilizzare, quando disponibile, la modalità Sleep.
In inverno, con il condizionatore utilizzato come pompa di calore, 18-20 °C possono rappresentare un riferimento indicativo, da adattare alle caratteristiche dell’abitazione e alle esigenze di chi la occupa.
La regola più importante, però, rimane quella di evitare gli estremi.
Impostare il condizionatore a 18 °C in piena estate non significa necessariamente stare meglio e può aumentare il lavoro richiesto all’impianto.
Temperatura moderata, umidità sotto controllo, finestre chiuse durante il funzionamento, schermature solari e manutenzione periodica permettono invece di ottenere un risultato decisamente più efficace.
Temperatura condizionatore
In altre parole, il segreto non è abbassare il più possibile il termostato, ma creare condizioni di comfort stabili all’interno della casa.














