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Stufe e camini a legna, chi può continuare a usarli: cosa prevedono davvero i divieti

Stufe e camini a legna

Stufe e camini a legna sono davvero vietati? Facciamo chiarezza

Negli ultimi anni si è parlato sempre più spesso di divieti per stufe e camini a legna, tanto da far pensare a molti proprietari che utilizzare il vecchio camino di casa o una stufa alimentata a legna possa essere diventato automaticamente illegale.

In realtà la situazione è decisamente più articolata. Non esiste un divieto generalizzato che impedisce in tutta Italia di accendere qualsiasi camino o stufa a legna: esistono invece norme nazionali sulla classificazione ambientale degli apparecchi e, soprattutto, disposizioni regionali e locali finalizzate alla riduzione delle emissioni di particolato.

Per capire se una stufa può essere utilizzata bisogna quindi conoscere dove si trova l’abitazione, la tipologia di apparecchio, la sua classe ambientale e le eventuali misure antismog in vigore.

Il sistema di classificazione ambientale previsto per i generatori alimentati a biomassa assegna agli apparecchi un numero di stelle in funzione delle loro prestazioni energetiche ed emissive. In termini generali, più elevato è il numero di stelle, migliori sono le prestazioni ambientali dell’apparecchio.

Il sistema interessa, tra gli altri, stufe a legna, caminetti, inserti e altri generatori alimentati con biomasse solide. È proprio su questa classificazione che molte Regioni hanno costruito le proprie limitazioni.

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Di conseguenza, possedere una stufa perfettamente funzionante dal punto di vista meccanico non significa necessariamente poterla utilizzare senza limitazioni. Un apparecchio molto vecchio può infatti non rispettare i requisiti emissivi richiesti nel territorio in cui è installato.

Allo stesso modo, però, non è corretto affermare che tutti i camini tradizionali debbano essere murati, eliminati o sostituiti. Le regole possono distinguere tra nuova installazione e utilizzo di un apparecchio già esistente, prevedere eccezioni e cambiare in funzione delle condizioni della qualità dell’aria.

Particolarmente importante è la situazione del Bacino Padano, dove il problema delle polveri sottili ha portato Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna ad adottare misure più restrittive rispetto ad altre zone italiane.

Hai una stufa o un camino a legna? Controlla questo dato prima di accenderli

Le differenze tra una Regione e l’altra sono tutt’altro che marginali. Per questo chi possiede un camino o una stufa dovrebbe evitare di basarsi soltanto su un generico titolo letto online e verificare sempre la normativa effettivamente applicabile nel proprio Comune e nella propria Regione.

Chi può continuare a usare stufe e camini a legna

La domanda fondamentale è quindi: chi può continuare ad accendere una stufa o un camino a legna?

Non c’è una risposta identica per tutta Italia, perché le limitazioni sull’esercizio degli apparecchi vengono stabilite nell’ambito delle politiche regionali per la qualità dell’aria.

Prendiamo il caso della Lombardia, uno dei territori nei quali le regole sono particolarmente importanti. Qui sono previste limitazioni all’utilizzo dei generatori alimentati a biomassa legnosa appartenenti alle classi ambientali più basse, mentre per le nuove installazioni vengono richiesti apparecchi con prestazioni ambientali superiori.

Questo significa che la classe ambientale dell’apparecchio è uno degli elementi principali da controllare. Una vecchia stufa può essere soggetta a restrizioni differenti rispetto a un modello moderno progettato per produrre quantità molto inferiori di particolato.

Bisogna però considerare anche le misure temporanee antismog. Durante gli episodi caratterizzati da concentrazioni elevate di inquinanti, infatti, le restrizioni possono diventare più severe e interessare apparecchi che in condizioni normali possono essere utilizzati.

Il caso dei vecchi camini aperti

Una delle questioni che genera maggiore preoccupazione riguarda i vecchi camini aperti, ancora presenti in moltissime abitazioni italiane.

Anche in questo caso non bisogna generalizzare. Un camino utilizzato come principale sistema di riscaldamento può essere sottoposto a condizioni differenti rispetto a un apparecchio acceso soltanto occasionalmente.

In Lombardia, ad esempio, la disciplina contempla specifiche situazioni relative ai caminetti e agli impianti di piccola potenza utilizzati saltuariamente per finalità ricreative e non per il normale riscaldamento dell’abitazione.

Possono inoltre esistere disposizioni particolari per impianti storici collocati all’interno di edifici sottoposti a tutela.

Ecco perché dire semplicemente che “i vecchi camini sono vietati” rischia di essere fuorviante. Bisogna verificare la potenza dell’impianto, il tipo di generatore, la sua classificazione, il modo in cui viene utilizzato e le norme regionali applicabili.

Le regole cambiano da Regione a Regione

Le differenze territoriali sono un altro elemento fondamentale.

Nel Bacino Padano, dove il problema dell’inquinamento atmosferico e delle polveri sottili è particolarmente rilevante, le amministrazioni regionali hanno progressivamente introdotto limitazioni per ridurre le emissioni prodotte anche dalla combustione domestica delle biomasse.

In Emilia-Romagna, ad esempio, durante la stagione autunnale e invernale sono previste specifiche limitazioni nei territori interessati dal Piano Aria, con regole che tengono conto della classe ambientale degli apparecchi e della disponibilità di sistemi alternativi di riscaldamento.

Anche Piemonte e Veneto hanno adottato proprie disposizioni relative all’impiego dei generatori alimentati a biomassa, accompagnate da ulteriori misure che possono scattare durante i periodi caratterizzati da livelli elevati di inquinamento atmosferico.

La conseguenza pratica è semplice: il numero di stelle è fondamentale, ma da solo non basta per stabilire se una stufa può essere accesa in ogni momento dell’anno.

Come sapere quante stelle ha la propria stufa

Prima di accendere una stufa o un camino a legna, soprattutto quando l’apparecchio ha parecchi anni, conviene quindi effettuare alcune verifiche.

La prima riguarda la classe ambientale del generatore. Per gli apparecchi certificati secondo il sistema nazionale, l’informazione può essere ricavata dalla documentazione tecnica e dalla certificazione ambientale del prodotto.

Se la documentazione è stata persa, può essere utile recuperare marca e modello della stufa e rivolgersi al produttore, consultare la documentazione disponibile oppure chiedere l’intervento di un tecnico qualificato.

Non bisogna inoltre dare per scontato che una stufa vecchia corrisponda automaticamente a una determinata classe. La classificazione deve essere verificata sulla documentazione relativa allo specifico apparecchio.

Installazione e utilizzo non sono la stessa cosa

Un altro errore frequente consiste nel confondere il divieto di installare un apparecchio con il divieto di utilizzarlo.

Le norme possono infatti stabilire requisiti più severi per le nuove installazioni rispetto agli apparecchi già presenti nelle abitazioni.

Una stufa che oggi non soddisfa i requisiti richiesti per una nuova installazione, quindi, non deve automaticamente essere considerata vietata all’uso sulla base di questo solo elemento. Occorre verificare separatamente le disposizioni riguardanti l’esercizio degli impianti esistenti.

È una distinzione importante perché molte notizie sui cosiddetti “divieti delle stufe a legna” nascono proprio dalla sovrapposizione tra questi due aspetti.

Attenzione alle misure temporanee antismog

C’è poi un’altra variabile da non dimenticare: le misure temporanee adottate durante i periodi di maggiore inquinamento.

In diverse aree del Nord Italia, quando vengono raggiunte le condizioni previste dai sistemi regionali di allerta, possono entrare in vigore limitazioni aggiuntive.

Chi possiede un apparecchio normalmente utilizzabile potrebbe quindi trovarsi di fronte a restrizioni temporanee durante determinati periodi.

Per questo motivo non è sufficiente controllare una volta sola la classe della propria stufa. Nelle zone interessate dalle misure antismog è opportuno verificare anche gli eventuali provvedimenti temporanei attivi.

Non conta soltanto la stufa: attenzione anche al combustibile

Per ridurre le emissioni è importante anche utilizzare correttamente il generatore e scegliere un combustibile adeguato.

Nel caso della legna, è preferibile utilizzare legna asciutta e correttamente stagionata. Un combustibile con un’elevata quantità di umidità tende infatti a peggiorare la combustione, ridurre l’efficienza e aumentare le emissioni.

Chi utilizza pellet deve invece controllare gli eventuali requisiti di qualità e certificazione previsti dalla normativa applicabile.

Naturalmente, in una stufa o in un camino non devono essere bruciati rifiuti, legno trattato, materiali plastici o altre sostanze non ammesse.

Anche la manutenzione è fondamentale. Generatore, canna fumaria e sistema di evacuazione dei prodotti della combustione devono essere mantenuti correttamente, sia per ridurre le emissioni sia per garantire la sicurezza dell’impianto.

Quindi chi può continuare a usare stufe e camini?

La risposta dipende da diversi fattori. Prima di concludere che il proprio camino è vietato oppure, al contrario, che può essere utilizzato senza alcuna limitazione, bisogna verificare classe ambientale, potenza, tipologia dell’apparecchio, modalità di utilizzo, Regione, Comune ed eventuali misure temporanee in vigore.

Stufe e camini a legna non sono quindi soggetti a un unico divieto nazionale indistinto. Le limitazioni puntano soprattutto a ridurre l’utilizzo degli apparecchi più inquinanti nelle aree caratterizzate da maggiori problemi di qualità dell’aria.

Stufe e camini a legna

Una stufa moderna e certificata può trovarsi in una situazione completamente diversa rispetto a un vecchio generatore con prestazioni emissive inferiori. Allo stesso modo, un camino utilizzato occasionalmente può essere disciplinato diversamente da un generatore impiegato quotidianamente per riscaldare l’abitazione.

Il consiglio, soprattutto prima dell’inizio della stagione fredda, è quindi quello di controllare la documentazione del proprio apparecchio e verificare le disposizioni aggiornate della Regione e del Comune.

Il punto fondamentale da ricordare è questo: non basta sapere che un apparecchio “va a legna” per stabilire se può essere utilizzato oppure no. Sono le caratteristiche del generatore e le regole applicabili nel territorio a determinare eventuali limitazioni.

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