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Tutti a funghi, ma attenzione: cosa bisogna sapere prima di entrare nel bosco

Raccolta funghi

Raccolta funghi – È tempo di funghi: attenzione alle regole

Con l’arrivo delle prime piogge e delle temperature più fresche torna uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati: la raccolta dei funghi. Porcini, finferli, mazze di tamburo e tante altre specie spingono ogni anno migliaia di persone a inoltrarsi nei boschi. Una tradizione che permette di trascorrere qualche ora nella natura, ma che richiede prudenza, preparazione e conoscenza delle regole.

Prima di partire è fondamentale verificare le disposizioni previste nella zona scelta. La raccolta dei funghi spontanei è infatti regolamentata e le norme possono cambiare da una regione all’altra e anche a livello locale. In Lombardia la raccolta è generalmente gratuita, ma Comunità Montane ed enti gestori di alcuni parchi possono prevedere specifici contributi.

Anche limiti, modalità e zone nelle quali è possibile raccogliere possono variare. Parchi e riserve naturali, inoltre, possono stabilire restrizioni particolari o vietare completamente la raccolta in determinate aree. Prima di entrare nel bosco, quindi, meglio controllare le indicazioni del Comune, della Comunità Montana, del Parco o dell’ente competente.

Cestino, scarponi e telefono: prepararsi prima di partire per la raccolta funghi

Non basta conoscere il posto giusto per trovare i funghi. Serve anche l’attrezzatura adeguata. Il classico cestino aerato rimane la soluzione migliore per trasportare il raccolto, mentre le buste di plastica sono da evitare perché non garantiscono una corretta aerazione e possono favorire il deterioramento dei funghi.

Fondamentale anche l’abbigliamento. Scarponi adatti, pantaloni lunghi e vestiti adeguati alle condizioni meteorologiche aiutano a muoversi con maggiore sicurezza tra fango, foglie, radici e terreni scivolosi. Nello zaino non dovrebbero mancare acqua, una protezione dalla pioggia e un telefono con la batteria carica.

Funghi in Valtellina, attenzione alle regole: gli errori che possono costare cari

Meglio inoltre comunicare a qualcuno la zona nella quale si intende andare e l’orario previsto per il ritorno, soprattutto se si parte da soli. Cercando funghi è facile abbandonare i sentieri principali e perdere l’orientamento. Lo smartphone può aiutare, ma nel bosco il segnale potrebbe essere assente.

Prima della partenza è sempre consigliabile controllare anche le previsioni meteorologiche. In caso di temporali, nebbia intensa o condizioni difficili è meglio rimandare l’escursione: nessun porcino vale il rischio di una caduta o di perdersi.

Funghi commestibili? Mai fidarsi soltanto di una fotografia

Trovare un bel fungo non significa necessariamente saperlo riconoscere. Alcune specie commestibili possono essere confuse con altre tossiche o velenose e una fotografia trovata su internet o il riconoscimento tramite un’app non possono offrire da soli la certezza necessaria per consumare un fungo.

Da evitare anche i vecchi metodi popolari. Il fatto che un fungo venga mangiato dalle lumache, cambi colore durante la cottura o superi qualche presunta “prova della nonna” non dimostra che sia commestibile.

La regola è semplice: nel dubbio, il fungo non va mangiato. Chi non è sicuro del proprio raccolto può rivolgersi agli Ispettorati micologici delle aziende sanitarie, dove personale qualificato può controllare gli esemplari raccolti. In Lombardia il servizio di controllo destinato ai cittadini è gratuito.

Attenzione anche alla preparazione: non tutti i funghi commestibili possono essere consumati crudi e alcune specie necessitano di un’adeguata cottura. In presenza di sintomi dopo il consumo di funghi spontanei è necessario rivolgersi rapidamente ai servizi sanitari.

Il bosco non è un supermercato

Andare a funghi significa infine rispettare l’ambiente. Non bisogna rastrellare il sottobosco, danneggiare il terreno o distruggere i funghi che non interessano. Ogni specie svolge infatti una funzione importante nell’ecosistema.

Naturalmente, niente rifiuti abbandonati e massima attenzione alle aree protette e alle proprietà private. Anche i limiti di raccolta devono essere rispettati: riempire il cestino a tutti i costi non dovrebbe essere l’obiettivo della giornata.

La regola migliore resta quella del buon senso: informarsi prima di partire, rispettare il bosco, raccogliere soltanto ciò che è consentito e non mangiare mai funghi di cui non si è assolutamente sicuri. Perché una buona giornata a funghi non si misura soltanto dal peso del cestino, ma soprattutto dal ritorno a casa in sicurezza.

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