Quale pellet scalda di più?


Il parametro di qualità più importante del pellet è il contenuto di ceneri: il pellet ricco di ceneri brucia peggio e rende necessario pulire l’apparecchio più frequentemente. Altro parametro importante è la durabilità, cioè la capacità del pellet di non sbriciolarsi: è una caratteristica facile da verificare in quanto i pellet che presentano un basso valore di durabilità lasciano molta polvere di segatura all’interno del loro sacchetto.
Il migliore in assoluto è il pellet di classe A1 che possiede un potere calorifero pari o superiore a 4,6 kWh per Kg.
La certificazione EN PLUS divide i pellet per uso commerciale e residenziale in tre categorie:
A1 più pregiato e contenuto di ceneri massimo 0,7%;
A2 di seconda scelta (qualità media) e contenuto di ceneri massimo 1,2%;
B di qualità inferiore con contenuto di ceneri massimo 2%.
Per il pellet ad utilizzo industriale le classi sono I1, I2 e I3.
La certificazione europea ENplus garantisce elevati standard di qualità lungo tutta la filiera e garantisce che sia un pellet con precise caratteristiche energetiche, chimiche e fisiche.

Le certificazioni che assicurano un pellet di qualità

Per capire se un pellet è di qualità si deve immergerne una manciata in un bicchiere d’acqua e controllare se va a fondo e l’acqua non si intorbidisce, ma resta compatto, non si sbriciola e resta senza residui di polvere.
Il pellet di faggio ha una resa calorifica maggiore rispetto a quello di abete, ha un basso indice resinoso, ma consuma di più produce una quantità più elevata di cenere.
Sulle prestazioni incide però anche il tipo di impianto installato, non solo la qualità del pellet, che differisce anche in base alle marche. Si può ottenere un buon compromesso tra temperatura, durata e velocità di accensione lo si ottiene dai pellet misti, che contengono una selezione di entrambe le essenze (faggio e abete).
Esistono anche altre tipologie di pellet, suddivise in base alla consistenza: legni duri e dolci.
Le principali essenze di legno dolce usate per la produzione del pellet sono abete bianco, larice, abete rosso, ontano, pioppo, pino marittimo. Materiali molto resinosi che bruciano con facilità, ma che si consumano in fretta, sprigionando alte temperature e rilasciando un residuo fisso intorno al 12%.
Le principali essenze di legni duri usate per la produzione del pellet sono faggio, frassino, rovere, betulla, acero, robinia, castagno. Materiali che hanno un basso indice resinoso, sviluppano un calore termico più costante, ma meno intenso, durano più a lungo, ma rimangono più difficili da accendere e da mandare in temperatura.
Un sacco di 15kg di pellet di media qualità in una stufa di 8 kWh dura circa 12 ore: il consumo è di 0,25 kg/ora per ogni Kw di potenza.

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