Curiosità

Bollette più pesanti: i controlli da fare prima dell’accensione del riscaldamento

Prima di accendere il riscaldamento

Prima di accendere il riscaldamento controlla impianto e termosifoni

Con l’avvicinarsi dei mesi freddi torna una delle principali preoccupazioni delle famiglie: quanto costerà riscaldare casa durante l’inverno? Prima di aumentare la temperatura del termostato conviene dedicare un po’ di tempo ad alcuni controlli, perché un impianto poco efficiente o regolato male può contribuire ad aumentare inutilmente i consumi.

Il primo elemento da verificare è naturalmente la caldaia o il generatore utilizzato per il riscaldamento. È importante controllare quando è stata effettuata l’ultima manutenzione e rispettare gli interventi previsti per il proprio apparecchio e dalla normativa applicabile. La manutenzione deve essere affidata, quando richiesta, a personale qualificato: oltre all’efficienza energetica, entrano infatti in gioco aspetti legati alla sicurezza e al corretto funzionamento dell’impianto.

Subito dopo bisogna occuparsi dei termosifoni. Alla prima accensione è utile verificare che si scaldino in maniera uniforme e che non presentino perdite, rumori insoliti o zone persistentemente fredde. In presenza di anomalie è meglio evitare interventi improvvisati e chiedere il parere di un tecnico.

Attenzione anche alle valvole termostatiche, che permettono di differenziare la temperatura nelle varie stanze. Non tutti gli ambienti devono infatti essere riscaldati allo stesso modo: una stanza utilizzata raramente può avere esigenze diverse rispetto al soggiorno o agli ambienti nei quali si trascorre gran parte della giornata.

Un errore molto comune consiste inoltre nel coprire i radiatori con tende, mobili, copritermosifoni o biancheria. Gli ostacoli possono limitare la corretta diffusione del calore, rendendo più difficile raggiungere il comfort desiderato.

Infine bisogna controllare il termostato e gli orari programmati. Riscaldare una casa vuota per molte ore significa consumare energia senza ottenere un reale beneficio. Un cronotermostato correttamente programmato consente invece di adattare il funzionamento dell’impianto alle abitudini quotidiane, riducendo le accensioni non necessarie.

Temperatura, finestre e dispersioni: dove si nascondono gli sprechi

Per risparmiare sul riscaldamento non basta avere una caldaia efficiente. Bisogna anche evitare che il calore prodotto venga rapidamente disperso verso l’esterno. Prima dell’inverno è quindi consigliabile controllare finestre, porte e guarnizioni, prestando attenzione alla presenza di spifferi.

Una casa che disperde molto calore costringe l’impianto a lavorare più a lungo per mantenere la temperatura desiderata. Per questo motivo può essere utile verificare lo stato dei serramenti e, nei casi più problematici, valutare con un professionista eventuali interventi di miglioramento dell’efficienza energetica.

Anche alcune semplici abitudini possono fare la differenza. Chiudere tapparelle e persiane durante la notte aiuta a limitare le dispersioni attraverso le superfici vetrate, mentre nelle giornate soleggiate è possibile sfruttare l’apporto naturale del sole. Il ricambio d’aria resta fondamentale, ma lasciare le finestre socchiuse a lungo con il riscaldamento acceso provoca una continua perdita di energia. Meglio quindi arieggiare gli ambienti in maniera più rapida ed efficace.

Un altro punto fondamentale riguarda la temperatura impostata in casa. Non è necessario trasformare l’abitazione in un ambiente estivo durante i mesi più freddi. ENEA indica generalmente 19 °C come temperatura sufficiente per garantire il comfort domestico, ricordando che ridurre la temperatura aiuta anche a contenere i consumi.

Naturalmente la temperatura percepita dipende da diversi fattori, tra cui umidità, isolamento dell’edificio ed esigenze individuali. Il principio resta però valido: mantenere temperature elevate per molte ore può far crescere sensibilmente il consumo energetico.

Prima di aumentare il termostato perché una stanza sembra fredda, è quindi utile capire se il problema sia realmente l’impianto oppure una dispersione eccessiva. Se l’abitazione perde rapidamente il calore appena la caldaia si spegne, potrebbe essere necessario intervenire sull’involucro dell’edificio anziché limitarsi ad aumentare la temperatura.

Controllare la bolletta prima dell’inverno può evitare sorprese

C’è infine un controllo spesso dimenticato: quello della bolletta del gas o dell’energia utilizzata per il riscaldamento. Prima dell’inizio della stagione fredda conviene recuperare alcune fatture precedenti e verificare quanto si è consumato.

È importante distinguere tra aumento del prezzo dell’energia e aumento dei consumi. Una bolletta più cara non significa automaticamente che la caldaia stia consumando troppo: la differenza può dipendere dalle condizioni economiche della fornitura, da un conguaglio oppure da consumi effettivamente superiori.

Bisogna quindi controllare il periodo di fatturazione, i consumi indicati e la presenza di letture effettive o stimate. Anche confrontare i consumi con quelli dello stesso periodo dell’anno precedente può essere utile, tenendo però conto delle temperature esterne e di eventuali cambiamenti nelle abitudini familiari.

Prima dell’accensione è una buona idea annotare anche la lettura del contatore. In questo modo sarà possibile monitorare periodicamente i consumi e individuare più facilmente eventuali anomalie.

La strategia migliore per evitare bollette più pesanti durante l’inverno è dunque intervenire prima che inizi il periodo di maggiore utilizzo: verificare la manutenzione della caldaia, controllare termosifoni e valvole, programmare correttamente il termostato, ridurre le dispersioni e monitorare i consumi.

Risparmiare sul riscaldamento non significa rinunciare al comfort, ma utilizzare l’energia in maniera più efficiente. Pochi controlli effettuati prima dell’accensione possono aiutare a evitare sprechi che, sommati giorno dopo giorno per tutta la stagione fredda, rischiano di trasformarsi in una bolletta decisamente più salata.

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