Curiosità

Motori da oltre 300.000 chilometri: i più affidabili

300000 km

300000 km e ancora in marcia: non è impossibile

Vedere 300.000 chilometri sul contachilometri può spaventare, soprattutto quando si sta valutando l’acquisto di un’auto usata. Eppure esistono motori che a questa percorrenza possono avere ancora parecchia strada davanti. In alcuni casi si parla addirittura di propulsori diventati famosi per aver raggiunto 500.000 chilometri e oltre.

Il chilometraggio, infatti, non racconta tutta la storia di un’automobile. Un’auto con 300.000 km mantenuta scrupolosamente può essere meccanicamente più interessante di una con 150.000 km trascurata. Contano la frequenza dei tagliandi, la qualità dell’olio utilizzato, il rispetto degli intervalli della distribuzione e soprattutto il modo in cui la vettura è stata utilizzata.

Le lunghe percorrenze autostradali, per esempio, possono essere meno gravose di migliaia di piccoli tragitti cittadini effettuati con il motore freddo. Non è quindi un caso che taxi, auto aziendali e vetture utilizzate dai grandi viaggiatori riescano talvolta ad accumulare percorrenze impressionanti.

I motori diventati celebri per la loro longevità hanno spesso qualcosa in comune: costruzione robusta, potenza specifica non esasperata e relativa semplicità meccanica. Ed è proprio guardando a queste caratteristiche che emergono alcuni nomi ormai leggendari.

Toyota 1HZ: il diesel che può andare ben oltre 300.000 km

Tra i motori più famosi per durata troviamo il Toyota 1HZ, sei cilindri diesel aspirato da 4,2 litri utilizzato su diverse generazioni del Land Cruiser.

Non è certamente un motore progettato per le prestazioni. La sua forza è altrove: semplicità e robustezza. Il 1HZ ha conquistato una reputazione particolarmente importante proprio negli impieghi gravosi e nelle lunghe percorrenze.

Per questo motore, superare mezzo milione di chilometri non rappresenta necessariamente un traguardo irraggiungibile. Sono stati segnalati anche utilizzi prossimi al milione di chilometri prima di importanti interventi meccanici.

Naturalmente non significa poter dimenticare la manutenzione. Anche un 1HZ ha bisogno di olio, filtri e distribuzione sostituiti regolarmente. La differenza è che una progettazione poco esasperata può contribuire notevolmente alla durata.

Mercedes OM617: uno dei simboli dei vecchi diesel

Altro nome che gli appassionati di motori longevi conoscono molto bene è il Mercedes-Benz OM617. Questo cinque cilindri diesel è stato utilizzato su alcune Mercedes prodotte tra gli anni Settanta e Ottanta, comprese versioni della celebre W123.

Proprio le vecchie Mercedes diesel sono diventate famose in diversi Paesi per l’utilizzo professionale, specialmente come taxi. Il loro obiettivo non era offrire prestazioni da sportiva, ma percorrere moltissimi chilometri mantenendo una meccanica affidabile.

L’OM617 rappresenta perfettamente una filosofia motoristica oggi molto più difficile da trovare: componenti robusti, elettronica ridotta al minimo e prestazioni relativamente contenute.

Attenzione però all’età. Oggi acquistare una vettura con questo motore significa mettere in conto controlli approfonditi su ruggine, impianto elettrico, trasmissione, sospensioni e componenti in gomma. Un motore longevo non rende automaticamente eterna tutta l’automobile.

Volkswagen 1.9 TDI: il “macinachilometri” che conosciamo bene

Molto più vicino all’esperienza degli automobilisti europei è il Volkswagen 1.9 TDI, probabilmente uno dei diesel più conosciuti degli ultimi decenni.

È stato utilizzato, in numerose versioni, su modelli Volkswagen, Audi, SEAT e Škoda. Proprio per la grande quantità di varianti prodotte bisogna evitare generalizzazioni: non tutti i 1.9 TDI sono uguali e alcune versioni hanno caratteristiche e criticità differenti.

Detto questo, gli esemplari correttamente mantenuti hanno dimostrato di poter accumulare percorrenze notevoli. Vedere un vecchio 1.9 TDI con 300.000 o 400.000 chilometri non è qualcosa di eccezionale.

A queste percorrenze, tuttavia, bisogna considerare tutto ciò che circonda il motore. Turbina, iniettori, frizione, volano e trasmissione possono richiedere interventi importanti. Il propulsore può quindi essere ancora efficiente mentre altre parti della vettura iniziano a presentare il conto.

Anche Volvo ha costruito motori capaci di durare tantissimo

Nella lista meritano spazio anche alcuni storici propulsori Volvo, in particolare quelli appartenenti alla famiglia conosciuta dagli appassionati come Redblock.

Il B230 è uno degli esempi più conosciuti. Questi motori hanno costruito nel tempo una reputazione di grande robustezza, grazie anche a una progettazione relativamente semplice.

Ancora una volta emerge la stessa formula: meno esasperazione e maggiore attenzione alla solidità meccanica. Una filosofia che ha permesso ad alcune vecchie Volvo di raggiungere chilometraggi decisamente superiori alla media.

Compreresti un’auto con 300.000 km? Ecco cosa conta davvero

La risposta non dovrebbe dipendere esclusivamente dal contachilometri. Prima di comprare un’auto con una percorrenza elevata bisogna controllare soprattutto la manutenzione documentata.

Tagliandi, fatture, sostituzione della distribuzione e interventi già effettuati possono raccontare molto dello stato reale della vettura. Un controllo meccanico prima dell’acquisto diventa ancora più importante.

Bisogna prestare attenzione a rumori anomali, fumo allo scarico, consumo eccessivo di olio, perdite di liquidi e difficoltà nell’avviamento a freddo. Sui diesel più moderni entrano poi in gioco turbina, EGR, iniettori e filtro antiparticolato.

E soprattutto non bisogna guardare soltanto il motore. Dopo centinaia di migliaia di chilometri possono richiedere interventi cambio, frizione, sospensioni, cuscinetti, alternatore, climatizzatore e impianto elettrico.

Toyota 1HZ, Mercedes OM617, Volkswagen 1.9 TDI e alcuni storici motori Volvo dimostrano comunque una cosa: 300.000 chilometri non rappresentano necessariamente la fine della vita di un motore. Con il propulsore giusto e soprattutto con una manutenzione impeccabile, il contachilometri può continuare a girare ancora per molto tempo.

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