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Nuovo ponte tibetano sul torrente Gavia a Valfurva

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Notizie Valfurva – Un’infrastruttura leggera, sospesa tra le rocce, concepita per unire l’incolumità degli escursionisti alla valorizzazione del patrimonio naturale alpino.

Ufficiale l’apertura del nuovo ponte tibetano sul torrente Gavia.

L’infrastruttura è situata in località Ponte delle Vacche (2034,5 metri s.l.m.) nel territorio comunale di Valfurva ed è ad uso esclusivamente pedonale ed escursionistico.

Il nuovo ponte sana un passaggio precario che in passato esponeva regolarmente gli escursionisti a pericoli legati alle repentine ondate di piena del torrente Gavia.

L’opera valorizza inoltre il celebre “Bormio 360 Adventure Trail”, un circuito escursionistico d’eccellenza che si sviluppa per circa 143 chilometri abbracciando i comuni della zona.

Nello specifico, il nuovo ponte tibetano è collocato nella tappa 8 chiamato “Sentiero dei Ghiacci” (13 km), che unisce la Malga dell’Alpe con la zona dei Forni passando dall’Alpe Tresero.

Dal punto di vista ingegneristico, la struttura sospesa a funi d’acciaio è stata scelta per garantire il minimo impatto visivo sul paesaggio circostante.

Con una lunghezza di 50 metri e una larghezza di 80 centimetri, il ponte si slancia a ben 21 metri di altezza sopra il letto del torrente e permette di visualizzare i suggestivi scorci panoramici della valle.

Le spalle metalliche e le passerelle d’accesso in grigliato (lunghe 2,50 metri) sono supportate da imponenti plinti simmetrici in calcestruzzo armato, incassati nelle pareti rocciose dei versanti e saldamente ancorati ciascuno tramite 8 tiranti profondi in barre d’acciaio a filettatura continua e 5 micropali d’acciaio.

Tutta la carpenteria è stata realizzata in acciaio per garantire la massima durabilità nel tempo e abbattere i costi di manutenzione ordinaria in un ambiente ostile come quello d’alta quota.

Trovandosi l’opera all’interno del perimetro protetto del Parco Nazionale dello Stelvio e in parte nella Riserva del Tesero-Dosso del Vallon, i criteri di sostenibilità ambientale sono stati massimi: gli scavi sono stati limitati strettamente alle nicchie di fondazione, e la fase post-cantiere ha previsto un accurato ripristino ambientale volto a salvaguardare la flora e la fauna autoctone.

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Nasce il Sentiero Geologico della Val Zebrù

Nasce il Sentiero Geologico della Val Zebrù, un progetto di valorizzazione scientifico-naturalistica ideato in collaborazione con il Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra dell’Università di Milano-Bicocca.

La Val Zebrù è un piccolo gioiello geologico all’interno delle Alpi una catena montuosa nata circa 90 milioni di anni fa dalla collisione della placca tettonica Euroasiatica e quella Africana.

La valle è interamente compresa nel Parco Nazionale dello Stelvio e rappresenta un ecosistema ben conservato, ricco di biodiversità.

Lunga oltre 12 chilometri, è attraversata dal torrente Zebrù e si sviluppa in direzione nord-est tra boschi, pascoli e versanti rocciosi.

Il sentiero parte dall’alta Val Zebrù e si snoda in un itinerario che culmina al Passo Zebrù: una camminata che unisce meraviglia paesaggistica e scoperta culturale.

Il sentiero si compone di sette tappe geologiche.

Ogni tappa racconta un capitolo della lunga storia della Terra: dalle rocce che contengono la memoria di antiche isole tropicali, ai processi geodinamici legati alle grandi placche tettoniche che hanno formato le Alpi e i suoi vulcani, alle ere glaciali che hanno modellato le valli alpine ed infine all’impatto dell’uomo sui sistemi naturali.

L’inaugurazione del sentiero geologico è prevista per lunedì 28 luglio con una passeggiata
guidata e aperta a tutti con accompagnatore di media montagna.

LE OFFERTE DI OGGI

Notizie Valfurva – Il territorio del comune di Valfurva si apre a oriente della conca di Bormio, addentrandosi per circa 25 chilometri nel gruppo alpino dell’Ortles-Cevedale, con l’omonima valle percorsa dal Frodolfo, ricca di boschi e acque. A Santa Caterina confluisce da sud la Val di Gavia, mentre a oriente appare il grandioso anfiteatro di vette, tutte oltre i 3500 m s.l.m., che dal Tresero al Cevedale racchiude il più esteso ghiacciaio vallivo delle Alpi italiane, il Ghiacciaio dei Forni.

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