Mulino Menaglio
La struttura, di proprietà comunale e in gestione all’Associazione per la Coltura del Grano Saraceno di Teglio, è collocata nella frazione di San Rocco di Teglio.
Dispone di spazi espositivi su due livelli e di un piccolo fabbricato adiacente al mulino dove una cucina e un forno permettono la degustazione dei prodotti locali in un contesto senza pari.
Un’occasione unica per riassaporare il profumo della farina appena macinata e rivisitare la molitura dei cereali alpini tradizionali coltivati a Teglio.
Perché la Valtellina si chiama in questo modo?
Mulino Menaglio come arrivare
Dall’abitato di Teglio seguire le indicazioni per Prato Valentino e al bivio quelle per località San Rocco.
Arrivati alla chiesa di San Rocco proseguire fino allo sterrato e dà li proseguire attraverso la selva in leggera discesa fino al mulino.
Da Teglio la distanza è di circa 2,5 km.
Teglio, situato nella media Valtellina, è il borgo che dà il nome alla Valtellina, nonché il suo più antico capoluogo.
Fin dal III millennio a.C. questa zona attirava diverse stirpi che si fondevano all’originaria homo alpinus grazie alla sua fertilità e alla sua quota. Per diversi secoli, a differenza di oggi, le zone sui versanti erano più adatte all’attività agricola rispetto al fondovalle che era ricco di paludi. Diverse steli dell’età del bronzo ritrovate dal 1940 in poi sono conservate nel museo archeologico all’interno del Palazzo Besta denominato “Antiquarium tellinum”.
Il nome corrisponde al dialettale téi che significa “tiglio”, anche se Dante Olivieri ha ipotizzato l’origine da un gentilizio romano (Tillius o Tellius)[6]. Dal nome Teglio deriva il nome della Valtellina.
Il comune si sviluppa dalle Alpi Retiche a quelle Orobiche. Nel passato anche Aprica, un paese situato a sud-est di Teglio, era parte del comune, mentre ora è un comune indipendente.
Il territorio del comune di Teglio è composto da molti blocchi:







