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Galleria Monte Piazzo, lavori quasi conclusi ma resta il problema della frana: cosa succederà ora

lavori alla galleria Monte Piazzo

Statale 36, lavori alla galleria Monte Piazzo verso la conclusione: disagi fino a Natale e nuovo cantiere a Dervio nel 2027

Statale 36, il cantiere della galleria Monte Piazzo entra nella fase finale: cosa cambia per gli automobilisti

La Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga si prepara a vivere una nuova fase di interventi infrastrutturali destinati a incidere sulla viabilità dell’Alto Lago e sui collegamenti tra le province di Lecco e Sondrio. Dopo anni di lavori, investimenti e limitazioni alla circolazione, il cantiere per il consolidamento della galleria Monte Piazzo, nel tratto compreso tra Dervio e Colico, si avvicina alla conclusione degli interventi strutturali. Per gli automobilisti, tuttavia, la fine delle opere principali non coinciderà immediatamente con il ritorno alla normale circolazione.

L’investimento complessivo di 77 milioni di euro, destinato al rafforzamento e alla messa in sicurezza dell’infrastruttura, rappresenta uno degli interventi più significativi realizzati negli ultimi anni lungo questo tratto della SS36. L’obiettivo è migliorare le condizioni di sicurezza di un collegamento particolarmente delicato, interessato da problematiche geologiche conosciute da diversi decenni. La galleria Monte Piazzo, infatti, attraversa un versante caratterizzato da movimenti franosi che hanno reso necessari controlli, manutenzioni e importanti opere di consolidamento.

Secondo il quadro comunicato da Anas, nei primi giorni di novembre 2026 è iniziata l’ultima fase delle lavorazioni strutturali previste. Una volta completata, resterà da effettuare la riqualificazione degli impianti tecnologici nella canna nord, programmata indicativamente per la primavera 2027. Si tratta quindi di un passaggio importante, ma non ancora della chiusura definitiva di tutte le attività legate all’infrastruttura.

Nel frattempo, chi percorre quotidianamente la Statale 36 tra Lecco, Dervio e Colico dovrà continuare a convivere con restringimenti, deviazioni e possibili rallentamenti. Le limitazioni previste dall’ordinanza Anas si protrarranno infatti fino al 23 dicembre 2026, interessando entrambe le direzioni di marcia durante il giorno e comportando la chiusura notturna della carreggiata verso Sondrio.


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Il tema riguarda non soltanto i residenti dell’Alto Lago, ma anche i numerosi pendolari, gli autotrasportatori e i turisti che utilizzano la SS36 per raggiungere la Valtellina, la Valchiavenna e le località montane. La strada rappresenta uno degli assi principali della mobilità lombarda e ogni modifica alla circolazione può produrre conseguenze anche sulla viabilità alternativa, a partire dalla Strada Provinciale 72, che corre lungo la sponda orientale del Lago di Como.

Alla fase conclusiva del cantiere Monte Piazzo si aggiunge inoltre un’altra novità importante: l’avvio, previsto tra gennaio e febbraio 2027, dei lavori per il nuovo peduncolo di Dervio, un collegamento diretto tra la SS36 e la SP72 finanziato con un investimento di circa 46 milioni di euro. Due interventi differenti, dunque, ma strettamente collegati dalla necessità di rendere più efficiente e sicura la mobilità in un territorio nel quale le alternative stradali sono limitate.

Galleria Monte Piazzo, perché i lavori da 77 milioni non risolvono definitivamente il problema della frana

Il consolidamento della galleria Monte Piazzo rappresenta un investimento fondamentale per la sicurezza della Statale 36, ma non può essere considerato una soluzione definitiva alle criticità che interessano il versante montuoso attraversato dall’infrastruttura. Il problema principale è legato alla particolare conformazione geologica dell’area, caratterizzata da un movimento franoso che da decenni esercita pressioni sulle strutture della galleria. Una situazione complessa, conosciuta fin dagli anni Ottanta, che ha reso necessari numerosi interventi di manutenzione e rafforzamento nel corso del tempo.

La galleria, lunga circa 2,5 chilometri, attraversa infatti una porzione del Monte Legnoncino interessata da fenomeni di instabilità. Il movimento del terreno, pur essendo generalmente lento, può provocare nel lungo periodo deformazioni e sollecitazioni sulle opere in calcestruzzo. A queste problematiche si aggiunge la presenza di acqua nel sottosuolo, che contribuisce a rendere ancora più delicato l’equilibrio del versante. Per questo motivo, gli interventi di consolidamento non riguardano soltanto il rivestimento interno del tunnel, ma comprendono anche opere destinate a migliorare il comportamento complessivo della struttura.

I 77 milioni di euro investiti da Anas hanno permesso di intervenire su alcuni degli elementi più critici, attraverso lavori di rinforzo strutturale e sistemi destinati a contrastare le sollecitazioni prodotte dal terreno. L’obiettivo è garantire condizioni di esercizio più sicure e prolungare la funzionalità dell’infrastruttura, riducendo i rischi legati all’evoluzione del fenomeno franoso. Tuttavia, il consolidamento della galleria non equivale alla stabilizzazione definitiva dell’intero versante, un risultato che richiederebbe interventi di natura e dimensioni differenti.

Proprio questa distinzione è fondamentale per comprendere perché, nonostante l’importante investimento economico, Anas stia già valutando la realizzazione di una variante della Statale 36. Le opere attualmente in fase di completamento consentono di affrontare le criticità strutturali esistenti, ma il movimento della montagna resta un elemento da monitorare costantemente. La sicurezza del collegamento dipenderà quindi anche dall’efficacia dei sistemi di controllo e dalla capacità di individuare tempestivamente eventuali nuove deformazioni.

Per il territorio dell’Alto Lago, la questione assume un’importanza strategica. La Monte Piazzo non è una galleria secondaria, ma un passaggio essenziale per raggiungere Colico, la Valtellina e la Valchiavenna. Una sua eventuale chiusura può avere ripercussioni su un’area molto vasta, coinvolgendo il traffico turistico, i collegamenti commerciali e gli spostamenti quotidiani dei residenti. Ecco perché il completamento dei lavori costituisce un risultato importante, ma apre contemporaneamente una riflessione sul futuro dell’intera infrastruttura.

Statale 36, limitazioni al traffico fino al 23 dicembre: una corsia di giorno e chiusure notturne verso Sondrio

Per gli automobilisti che percorrono la SS36 tra Dervio e Colico, la fase conclusiva dei lavori alla galleria Monte Piazzo continuerà a comportare modifiche alla circolazione. Secondo l’ultima ordinanza Anas riportata nel quadro degli interventi, le limitazioni saranno in vigore fino al 23 dicembre 2026, interessando sia il traffico diretto verso Lecco sia quello in direzione Sondrio. Una situazione che richiederà particolare attenzione soprattutto nelle fasce orarie più trafficate e durante gli spostamenti serali e notturni.

Durante il giorno, la circolazione sarà consentita su una sola corsia per ciascun senso di marcia. Questo restringimento potrà determinare rallentamenti, soprattutto nei momenti di maggiore afflusso, quando il numero di veicoli in transito aumenta sensibilmente. La Statale 36 è infatti utilizzata da un’utenza molto diversificata: pendolari diretti verso i principali centri lavorativi, mezzi pesanti impegnati nel trasporto delle merci, residenti e automobilisti che raggiungono le località turistiche del Lago di Como e della Valtellina.

Le modifiche più significative riguarderanno però la circolazione notturna. Nelle fasce orarie stabilite dall’ordinanza, la carreggiata nord della Statale 36, in direzione Sondrio, sarà completamente chiusa al traffico. I veicoli dovranno quindi utilizzare la Strada Provinciale 72, individuata come percorso alternativo. La deviazione rappresenta una soluzione necessaria per consentire lo svolgimento delle lavorazioni, ma comporta inevitabilmente un maggiore carico di traffico sulla viabilità locale.

La SP72 attraversa infatti diversi centri abitati lungo la sponda orientale del Lago di Como e presenta caratteristiche differenti rispetto alla superstrada. Il trasferimento temporaneo dei flussi di traffico può tradursi in tempi di percorrenza più lunghi e in un aumento della pressione sulla rete stradale ordinaria. Particolarmente delicata è la situazione per chi deve effettuare spostamenti a orari prestabiliti, come i lavoratori turnisti o gli autotrasportatori impegnati nelle consegne.

La vicinanza delle festività natalizie rende inoltre importante una corretta pianificazione degli spostamenti. Il 23 dicembre rappresenta il termine indicato per le limitazioni previste dall’ordinanza, ma eventuali modifiche al programma potranno dipendere dall’andamento delle lavorazioni e dalle successive disposizioni dell’ente gestore. Per questo motivo, prima di mettersi in viaggio, soprattutto nelle ore notturne, è opportuno verificare gli aggiornamenti sulla viabilità e le comunicazioni ufficiali relative alle chiusure.

Il completamento della fase strutturale non significherà comunque l’assenza assoluta di ulteriori interventi. Per la primavera 2027 è infatti prevista la riqualificazione degli impianti della canna nord, un’attività distinta dal consolidamento principale. Le eventuali conseguenze di queste lavorazioni sulla circolazione dovranno essere definite attraverso specifiche disposizioni. Nel frattempo, l’attenzione resta concentrata sulla conclusione dell’attuale cantiere e sulla necessità di ridurre, per quanto possibile, i disagi per gli utenti della strada.

Nuovo peduncolo di Dervio, lavori tra gennaio e febbraio 2027: investimento da 46 milioni di euro

Mentre il cantiere della galleria Monte Piazzo si avvicina alla conclusione della fase strutturale, un altro intervento è destinato a modificare la viabilità dell’Alto Lago: il nuovo peduncolo di Dervio, un’opera da circa 46 milioni di euro che permetterà di realizzare un collegamento diretto tra la Statale 36 e la Strada Provinciale 72. L’avvio dei lavori, inizialmente atteso in anticipo rispetto al nuovo calendario, è ora previsto tra gennaio e febbraio 2027, dopo uno slittamento legato alle procedure di esproprio necessarie per la realizzazione dell’infrastruttura.

Il progetto nasce dall’esigenza di migliorare l’accessibilità alla rete stradale principale e rendere più efficiente la gestione dei flussi di traffico in un territorio che, negli ultimi anni, ha dovuto affrontare numerose situazioni di criticità. Quando si verificano incidenti, chiusure programmate o problemi lungo la SS36, una parte consistente dei veicoli viene indirizzata verso la viabilità provinciale. Questo trasferimento può provocare congestionamenti e rallentamenti, con conseguenze dirette sulla mobilità dei residenti e sulle attività economiche locali.

La realizzazione del nuovo collegamento consentirà di creare un accesso più funzionale tra le due arterie, riducendo la dipendenza dagli attuali percorsi di raccordo. Il peduncolo di Dervio avrà quindi una funzione strategica non soltanto per la mobilità ordinaria, ma anche per la gestione delle emergenze e delle deviazioni. La possibilità di distribuire il traffico attraverso un’infrastruttura dedicata rappresenta infatti un elemento importante per un’area nella quale la conformazione del territorio limita la disponibilità di percorsi alternativi.

L’investimento previsto testimonia la complessità dell’intervento, che richiede opere infrastrutturali significative e un’attenta integrazione con il contesto esistente. Non si tratta semplicemente di costruire un breve raccordo stradale, ma di realizzare un collegamento capace di inserirsi in un sistema viario già fortemente condizionato dalla presenza del lago, della montagna, della ferrovia e dei centri abitati.

Lavori alla galleria Monte Piazzo – Il rinvio dell’apertura del cantiere evidenzia inoltre quanto le procedure amministrative possano incidere sui tempi di realizzazione delle grandi opere. Gli espropri delle aree interessate dal progetto costituiscono un passaggio necessario prima dell’avvio delle attività previste, e il loro completamento può influire direttamente sul cronoprogramma. La nuova finestra temporale indicata da Anas colloca dunque l’inizio dei lavori nei primi due mesi del 2027, salvo ulteriori aggiornamenti.

Per Dervio e per i comuni vicini, il nuovo peduncolo rappresenta una prospettiva importante, ma anche l’inizio di una fase che richiederà attenzione nella gestione della viabilità locale. Come accade per gli interventi infrastrutturali di queste dimensioni, la presenza del cantiere potrà comportare modifiche temporanee alla circolazione, da definire sulla base delle diverse fasi operative. L’obiettivo finale resta però quello di migliorare il collegamento tra SS36 e SP72, offrendo una risposta concreta a una delle principali esigenze di mobilità dell’Alto Lago.

Futuro della galleria Monte Piazzo, Anas studia due varianti: costi da 600 milioni a oltre 1,5 miliardi di euro

Il futuro della galleria Monte Piazzo potrebbe essere segnato da un intervento infrastrutturale di dimensioni decisamente superiori rispetto ai lavori attualmente in corso. Anas ha infatti avviato uno studio di fattibilità per valutare la realizzazione di un nuovo tracciato della Statale 36, capace di superare le criticità geologiche che interessano l’attuale infrastruttura. Una prospettiva ancora in fase preliminare, ma che apre uno scenario di grande rilevanza per i collegamenti tra il Lago di Como e la Valtellina.

Le ipotesi attualmente considerate sono due e presentano caratteristiche molto differenti, sia per estensione sia per investimento economico. La prima prevede la realizzazione di una variante lunga circa 3-4 chilometri, con un costo stimato tra 600 e 700 milioni di euro. La seconda riguarda invece un tracciato più esteso, di circa 10 chilometri, per il quale l’investimento potrebbe superare 1,5 miliardi di euro. Si tratta di valutazioni preliminari, che dovranno essere approfondite attraverso analisi tecniche, geologiche, ambientali ed economiche.

L’obiettivo comune delle due soluzioni è individuare un percorso alternativo all’attuale attraversamento del Monte Piazzo, riducendo l’esposizione dell’infrastruttura ai fenomeni di instabilità del versante. La scelta del tracciato dovrà necessariamente tenere conto della conformazione del territorio, delle caratteristiche geologiche delle aree attraversate e delle possibilità di collegamento con la rete stradale esistente. In un contesto complesso come quello dell’Alto Lago, ogni alternativa comporta infatti valutazioni approfondite e possibili criticità realizzative.

La differenza economica tra i due scenari è particolarmente significativa. Una variante da 600-700 milioni rappresenterebbe già un investimento di grande portata, mentre un progetto superiore al miliardo e mezzo richiederebbe una programmazione finanziaria ancora più impegnativa. La scelta non potrà quindi basarsi esclusivamente sulla lunghezza del percorso o sul costo iniziale, ma dovrà considerare anche la sicurezza nel lungo periodo, la durata prevista dell’infrastruttura, i benefici per la circolazione e le esigenze future del territorio.

Al momento, non esiste una decisione definitiva sul nuovo tracciato della Statale 36. Lo studio di fattibilità dovrà individuare le soluzioni concretamente percorribili e fornire gli elementi necessari per le successive valutazioni. Non è stata fissata una scadenza vincolante per la conclusione di questa fase. Soltanto dopo la scelta dell’alternativa più idonea sarà possibile affrontare i passaggi relativi all’approvazione, al finanziamento e alla futura realizzazione dell’opera.

Per gli automobilisti, dunque, la prospettiva di una nuova galleria o di una variante della Monte Piazzo resta ancora lontana. Nel breve periodo, il collegamento continuerà a dipendere dall’infrastruttura esistente e dagli interventi di consolidamento realizzati. Nel lungo periodo, invece, la sfida sarà garantire alla Statale 36 un percorso più sicuro, affidabile e adeguato alle esigenze di mobilità della Lombardia settentrionale.

Statale 36 e viabilità dell’Alto Lago: perché i prossimi anni saranno decisivi

Il completamento dei lavori alla Monte Piazzo, l’avvio del peduncolo di Dervio e lo studio per una futura variante rappresentano tre passaggi distinti di una strategia infrastrutturale che interessa uno dei collegamenti più importanti della Lombardia. La Statale 36 svolge infatti una funzione essenziale per l’economia e la mobilità del territorio, collegando l’area lecchese con l’Alto Lago, la Valtellina e la Valchiavenna. La sua efficienza influisce direttamente sulla qualità degli spostamenti quotidiani e sulla capacità del sistema stradale di sostenere i flussi turistici e commerciali.

La particolarità geografica dell’area rende questa arteria ancora più strategica. La presenza del Lago di Como da un lato e dei rilievi montuosi dall’altro limita le possibilità di realizzare percorsi alternativi e rende particolarmente complessa la gestione delle interruzioni. Quando si verificano problemi lungo la superstrada, le conseguenze possono estendersi rapidamente alla viabilità provinciale, coinvolgendo i centri abitati e aumentando i tempi di percorrenza. È proprio questa vulnerabilità a rendere necessari investimenti capaci di migliorare non soltanto le singole infrastrutture, ma anche il funzionamento complessivo della rete.

Lavori alla galleria Monte Piazzo – Nel breve termine, la priorità resta il completamento degli interventi strutturali alla galleria Monte Piazzo e il superamento delle limitazioni alla circolazione previste fino al 23 dicembre 2026. Nel corso del 2027, l’attenzione si sposterà anche sulla riqualificazione degli impianti della canna nord e sull’avvio del nuovo collegamento di Dervio. Parallelamente, lo studio di fattibilità per la variante dovrà chiarire quali soluzioni possano offrire maggiori garanzie di sicurezza e sostenibilità nel lungo periodo.

La questione centrale riguarda la capacità di programmare interventi che rispondano contemporaneamente alle esigenze attuali e a quelle future. Il consolidamento della Monte Piazzo permette di affrontare una criticità esistente, mentre il peduncolo di Dervio punta a migliorare la gestione della viabilità alternativa. La possibile variante, invece, rappresenta una prospettiva strutturale di più ampio respiro, destinata a modificare in maniera significativa il sistema dei collegamenti.

Per residenti, pendolari e imprese, sarà fondamentale conoscere con precisione i tempi dei cantieri e le eventuali modifiche alla circolazione. La disponibilità di informazioni aggiornate consente infatti di programmare gli spostamenti e limitare, per quanto possibile, i disagi legati alle lavorazioni. Allo stesso tempo, il coordinamento tra gli enti coinvolti sarà determinante per evitare sovrapposizioni particolarmente problematiche tra i diversi interventi.

Il 2027 si annuncia quindi come un anno importante per la viabilità dell’Alto Lago, con il passaggio dalla fase conclusiva di un grande cantiere all’apertura di un nuovo intervento infrastrutturale. Sullo sfondo rimane la questione più impegnativa: individuare una soluzione duratura per la galleria Monte Piazzo, superando le criticità geologiche che da decenni condizionano questo tratto della Statale 36. Una sfida che richiederà risorse economiche considerevoli, scelte progettuali complesse e una programmazione di lungo periodo, ma che potrebbe risultare decisiva per il futuro dei collegamenti tra Lecco, Colico e la Valtellina.

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