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La presenza del lupo in Lombardia: 14 predazioni nel 2021

Il lupo in Lombardia è presente da anni soprattutto nelle aree alpine ed appenniniche. La sua espansione è frutto di dinamiche naturali della specie. Se infatti torna naturalmente nel nostro territorio, dal momento che si tratta di una specie protetta dalla normativa nazionale e dell’Unione Europea, quello che possiamo fare è impegnarci per rendere la sua presenza compatibile con quella dell’uomo e delle sue attività.

LE ATTIVITÀ DI MONITORAGGIO E CONTEGGIO – Il primo monitoraggio nazionale è iniziato nel 2020 e si concluderà alla fine di quest’anno. Sono 96 le uscite effettuate nelle province di Como, Milano, Brescia e Sondrio. I risultati del progetto confermano la presenza stabile sul territorio alpino regionale di due branchi, mediamente composti da 5 esemplari: uno in Alto Lario al confine con la Svizzera e uno in alta val Camonica, al confine con la Provincia di Trento. Oltre a una probabile coppia in Valtellina (Aprica). Sull’Appennino lombardo, nell’Oltrepò Pavese, l’ultimo dato disponibile (2018) stima la presenza di almeno 4-6 branchi di lupi.

LA PRESENZA LUPO NEL TERRITORIO LOMBARDO – Dal 2014 al 2021 è stato possibile riscontrare un aumento della presenza della specie attraverso il ritrovamento di segni di predazione su animali domestici e selvatici. Oltre che di immagini e di video mediante fototrappole, di impronte e di piste o altri segni riconducibili a questo mammifero carnivoro. Oltre che dal ritrovamento di lupi feriti o morti.

La maggior parte dei segni di presenza sono stati rilevati nelle aree di presenza stabile della specie, come: l’Alto Lario, l’Alta val Camonica e la media Valtellina, versante Orobico. Sono però in aumento le segnalazioni, confermate soprattutto da eventi di predazione e/o da fototrappole, di individui singoli che hanno abbandonato il branco di origine, anche in altre zone del territorio regionale: a maggio 2021 un individuo sul versante retico della Valtellina (val Fontana) probabilmente proveniente dalla Svizzera; nel 2020 individui singoli nelle province di Lecco, Lodi, Cremona e Mantova e nel parco del Ticino; nel 2019 due esemplari feriti, trovati uno nel Naviglio Grande alle porte di Milano e uno non lontano da Brescia.

UNA SPECIE PROTETTA – Il lupo è una specie protetta dalla normativa nazionale e dall’Unione Europea, come indicato nella direttiva Habitat del 1992 recepita dall’Italia l’8 settembre 1997, per la quale vigono i divieti di: cattura, uccisione, disturbo, detenzione, trasporto, scambio e commercializzazione.

PREDAZIONI: 14 CASI NEL 2021 – Nel periodo 2012-2021 sono state evase 44 richieste di indennizzo che hanno riguardato prevalentemente predazioni su ovicaprini, per un totale di circa 230 ovini e 30 caprini predati.

Tre richieste di indennizzo hanno riguardato predazioni su bovini: 6 capi in provincia di Pavia e una predazione su equini: 1 asino in provincia di Bergamo.
Nel 2021 sono stati dichiarati 14 eventi di questo tipo. In particolare, in uno di questi sono state predate 14 pecore a gennaio, nel Parco di Montevecchia, e più di 20 pecore a maggio, in Val Fontana.

Le richieste di indennizzo nel periodo 2012-2021 hanno interessato, in ordine decrescente di numerosità, le province di: Brescia, Pavia, Sondrio, Como e Bergamo per un totale di circa 37 mila euro. Il dato non tiene conto delle richieste più recenti per le quali non è stata completata la procedura di indennizzo. A livello economico i danni da lupo sono dunque di molto inferiori ai danni provocati da altre specie di fauna selvatica: il cinghiale, ad esempio, seppur con fluttuazioni annuali, che causa una media di circa 400.000 euro di danni all’anno.

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