Il bonus ristrutturazione è una delle agevolazioni fiscali più apprezzate in Italia, ma non tutti sanno che non è necessario essere proprietari dell’immobile per beneficiarne.
Questa misura consente, infatti, anche a chi non è intestatario della casa di accedere alla detrazione fiscale, a patto che vengano soddisfatti determinati requisiti.
Molti credono che solo i proprietari di un immobile possano usufruire del bonus ristrutturazione, ma la realtà è che i familiari conviventi del titolare dell’immobile possono anch’essi fruire della detrazione, purché partecipino alle spese. In altre parole, il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado che vivono con il titolare dell’immobile possono accedere al bonus, senza necessità di possedere l’immobile. L’importante è che i pagamenti vengano effettuati direttamente dalla persona che richiede la detrazione e che le fatture e i bonifici siano intestati a chi chiede il beneficio.
Ad esempio, se un marito acquista una casa da solo e decide di ristrutturarla, la moglie che vive con lui può comunque usufruire del bonus per la quota di spese che ha sostenuto. Ciò che conta è che la moglie partecipi attivamente alle spese e che i pagamenti vengano documentati correttamente, senza bisogno di una proprietà formale dell’immobile.
Requisiti essenziali per ottenere la detrazione
Anche se il beneficiario non è il proprietario dell’immobile, sono necessari alcuni requisiti chiave per accedere al bonus ristrutturazione. Innanzitutto, la convivenza con il titolare dell’immobile deve essere documentata. Questo può essere fatto tramite una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, che attesti la convivenza al momento di inizio dei lavori e durante il periodo di pagamento delle spese. La convivenza deve, infatti, essere continuativa, quindi i pagamenti effettuati prima dell’inizio dei lavori sono ugualmente validi, purché il richiedente risulti intestatario delle fatture e dei bonifici.

Bonus Ristrutturazione, quando lo può richiedere anche il coniuge – Valtellinamobile.it
Inoltre, è fondamentale che i pagamenti siano effettuati tramite bonifico parlante, che è il metodo obbligatorio per le spese ristrutturazione che danno diritto alla detrazione. Senza il bonifico parlante, la detrazione non può essere richiesta.
La documentazione fiscale è un altro punto cruciale. Solo se le fatture e i bonifici sono intestati al familiare convivente che richiede il bonus, sarà possibile fruire della detrazione. Senza questa prova documentale, anche se il contribuente ha effettivamente sostenuto le spese, non sarà in grado di richiedere il beneficio fiscale. È quindi essenziale prestare attenzione alla corretta intestazione dei pagamenti.
Le agevolazioni per l’abitazione principale
Il bonus ristrutturazione prevede detrazioni più vantaggiose per le spese sostenute per la ristrutturazione dell’abitazione principale. Anche nel caso in cui l’immobile non sia inizialmente considerato come abitazione principale, la detrazione più alta si applica comunque se, al termine dei lavori, l’immobile acquisisce tale qualificazione. Questo significa che un immobile che, all’inizio dei lavori, non era destinato a diventare abitazione principale, può comunque beneficiare della detrazione fiscale maggiore, se, al termine dei lavori, diventa la residenza abituale del contribuente.
Con l’introduzione delle nuove normative fiscali, la detrazione per i lavori di ristrutturazione sarà rivista, ma il bonus ristrutturazione continuerà ad essere un’opportunità per tutti i contribuenti che rispetteranno i requisiti. La detrazione si applica al 50% per le spese effettuate fino al 2026 per l’abitazione principale, con una soglia di 96.000 euro per unità immobiliare. A partire dal 2027, però, l’aliquota scenderà al 36% per l’abitazione principale, con un abbassamento della soglia a 48.000 euro.

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