Fuoco spento – Perché le bollette sono ancora alte e cosa c’entra il “trucco del fuoco spento”
Negli ultimi anni milioni di famiglie italiane hanno visto le bollette di luce e gas aumentare in modo significativo, complice l’instabilità dei mercati energetici, le tensioni internazionali e l’inflazione. Anche se i picchi più drammatici sono stati registrati nel periodo successivo alla crisi energetica globale del 2022, il costo dell’energia rimane tuttora superiore rispetto ai livelli pre-crisi, come confermato dai dati pubblicati periodicamente da ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente.
Molte persone hanno già adottato strategie per contenere i consumi: lampadine LED, elettrodomestici in classe A, caldaie a condensazione, pompe di calore. Ma spesso si sottovaluta un aspetto fondamentale: il consumo quotidiano in cucina. Proprio qui entra in gioco il cosiddetto “trucco del fuoco spento”, una tecnica tanto semplice quanto efficace che può ridurre sensibilmente il consumo di gas.
Quanto pesa in bolletta il piano cottura a induzione?
Di cosa si tratta esattamente? È un metodo di cottura passiva, basato su un principio fisico elementare: il calore accumulato continua a cuocere il cibo anche dopo aver spento la fiamma. Questo significa che, in molte preparazioni – come pasta, riso, zuppe o legumi – è possibile spegnere il fornello diversi minuti prima del termine indicato sulla confezione, lasciando completare la cottura al calore residuo.
Il concetto non è nuovo: si basa sul principio dell’inerzia termica. Una volta che l’acqua ha raggiunto l’ebollizione (100°C), non serve mantenere la fiamma alta per continuare la cottura. Anzi, mantenere il gas acceso inutilmente significa solo aumentare i consumi. Spegnendo il fuoco e coprendo la pentola con un coperchio, si trattiene il calore e si consente al cibo di cuocere lentamente.
Secondo le analisi sui consumi domestici pubblicate anche da ENEA, piccoli cambiamenti nelle abitudini quotidiane possono portare a risparmi fino al 10-15% sui consumi annui di gas legati alla cucina. Può sembrare poco, ma su base annuale significa decine – se non centinaia – di euro risparmiati.
E la cosa più interessante? Non serve acquistare nulla, non devi cambiare fornitore, non devi installare pannelli solari. Basta solo modificare il modo in cui cucini.
Il “trucco del fuoco spento” sta diventando sempre più popolare anche grazie alla crescente attenzione verso il risparmio energetico promossa da enti e istituzioni, tra cui il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che incoraggia comportamenti domestici più sostenibili.
In un contesto in cui ogni euro conta, imparare a sfruttare il calore residuo è una strategia intelligente, ecologica e immediatamente applicabile. E nei prossimi paragrafi vedremo esattamente come applicare il metodo del fuoco spento passo dopo passo, quali sono i piatti ideali e quanto si può risparmiare concretamente.
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Come funziona davvero il metodo del “fuoco spento” (e quanto puoi risparmiare)
Entriamo nel pratico. Il metodo del fuoco spento si applica principalmente a cotture in acqua bollente, come pasta, riso, cereali e legumi. Ecco il procedimento corretto per ottenere il massimo risultato senza compromettere la qualità del piatto.
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Porta l’acqua a ebollizione con il coperchio.
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Aggiungi il sale e la pasta (o l’alimento scelto).
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Lascia cuocere a fuoco acceso per circa 2-3 minuti.
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Spegni completamente il fuoco.
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Copri la pentola con il coperchio e lascia completare la cottura per il tempo restante indicato sulla confezione.
Il segreto sta proprio nel non togliere mai il coperchio, perché è quello che mantiene il calore all’interno. In questo modo la temperatura rimane sufficientemente alta da garantire la cottura.
Facciamo un esempio concreto: se una pasta ha un tempo di cottura di 10 minuti, puoi tenerla sul fuoco solo per 3 minuti e spegnere per i restanti 7. Questo significa ridurre del 70% il tempo di utilizzo del gas per quella preparazione.
Ora moltiplichiamolo per l’uso quotidiano. Se cucini pasta 4 volte a settimana, in un anno parliamo di oltre 200 utilizzi. Riducendo il tempo di accensione del fornello, il risparmio diventa tangibile.
Secondo le stime sui consumi domestici pubblicate da ISTAT, una famiglia media italiana utilizza il gas per la cucina quotidianamente. Riducendo anche solo del 10% l’uso annuo per la cottura, si possono risparmiare cifre che, nel lungo periodo, fanno la differenza.
Ma non è solo una questione economica. Il metodo del fuoco spento contribuisce anche a:
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Ridurre le emissioni di CO₂
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Diminuire l’impatto ambientale domestico
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Allungare la vita dei fornelli
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Evitare sprechi energetici inutili
Funziona anche con riso e legumi, dove il principio della cottura passiva è ancora più efficace. In alcuni casi, soprattutto per il riso, il risultato è addirittura migliore perché la cottura lenta favorisce una consistenza più uniforme.
Attenzione però: non è adatto a tutte le preparazioni. Non funziona bene per:
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Cotture che richiedono evaporazione continua
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Salse che devono restringersi
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Fritture o saltati in padella
Il trucco del fuoco spento è ideale per cotture per immersione in acqua, dove la temperatura resta stabile.
La vera rivoluzione? È un cambiamento di mentalità. Siamo abituati a pensare che più fiamma significhi più velocità, ma in realtà spesso significa solo più consumo e più spesa in bolletta.













