Dove si butta la cenere di carbonella dopo un barbecue?

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dove si butta la cenere di carbonella dopo un barbecuePerché è importante smaltire bene la cenere di carbonella

Dopo un barbecue, restano braci, carbonella e cenere. Molti sottovalutano quanto sia fondamentale gestirle correttamente: la cenere di carbonella è un rifiuto secco non biodegradabile e, se smaltita male, può causare rischi ambientali (es. acidificazione del terreno) e pericoli di incendio, se ancora calda. Le regole variano da Comune a Comune, e alcuni trattano questa cenere come organico, altri come indifferenziato. Ad esempio, secondo immobiliare.it: “Nella maggior parte dei comuni italiani, può essere smaltita nell’umido, ma in alcune zone va nell’indifferenziato”.

Tuttavia, altre fonti come differenziare.it e cityrumors.it specificano che la cenere da carbonella va nel secco residuale perché contiene residui di grasso e cibo e non è organica, e andrebbe quindi smaltita come indifferenziato.

Altre ancora  indicano che derivando da legno non trattato, possa andare nell’umido/organico in alcuni contesti.

È quindi cruciale verificare le normative locali prima di decidere.


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Le regole generali da seguire

  1. Lascia raffreddare completamente la cenere – attendi almeno 24–48 ore dopo il barbecue per sicurezza; le braci possono rimanere attive anche se esteticamente spente.

  2. Consulta il sito del tuo Comune o contatta il servizio di raccolta rifiuti: informazioni obbligatorie per sapere se la cenere di carbonella va nell’umido o nell’indifferenziato.

  3. Se il Comune la accetta nell’umido, imballa la cenere fredda in un sacchetto biodegradabile per evitare polveri e dispersioni.

  4. Se va nell’indifferenziato, utilizza un sacco robusto e chiudilo bene per evitare fuoriuscite e odori.


Riutilizzo possibile (ma con prudenza!)

In passato la cenere era sfruttata nei composti naturali, ma oggi andrebbero valutate le possibili contaminazioni da grassi, oli o parti di cibo. Tuttavia, in alcune circostanze, è possibile un utilizzo limitato:

  • Fertilizzante: ricca di potassio, calcio, fosforo e magnesio, può essere utilizzata per giardini e orti, ma con moderazione per non alterare il pH del terreno.

  • Compostaggio: aggiungendone piccole quantità nel compost si bilancia l’umidità e favorisce la struttura del terreno.

  • Pulizie domestiche: ha effetto abrasivo: utile per pulire griglie, acciaio inox, argenteria, pentole incrostate e macchie di grasso.

  • Altri utilizzi: deterrente contro lumache nei giardini, ingrediente per sapone fatto in casa, e in alcune regioni per sciogliere neve e ghiaccio.

Prima di riutilizzare, fai attenzione: se la cenere proviene da legna trattata o carbonella trattata chimicamente, non va riutilizzata; deve essere conferita nell’indifferenziato.


Cosa fare a seconda del Comune

  • Regione Lombardia ha aggiornato le norme: la cenere di camini e stufe (anche carbonella) è ora classificata come rifiuto assimilabile all’urbano, da gestire con regole comunali.

  • In alcune città come Venezia, la cenere a “modica quantità e fredda” va senz’altro nell’umido.

  • Altri comuni indicano sempre l’indifferenziato perché la cenere contiene residui organici non compostabili.

Pertanto, è fondamentale controllare le linee guida locali. Non assumere che valga la regola generale: può cambiare di zona in zona.


Riepilogo operativo

Fase Azione consigliata
1. Attendere raffreddamento Lascia cenere 24–48h per evitare incendi e rischi
2. Controllare regolamento Visita il sito del tuo Comune o azienda rifiuti per capire quale contenitore usare
3. Raccolta e confezionamento Se va nell’umido, mettila in sacchetto biodegradabile; se va nell’indifferenziato, usa sacco resistente
4. Valutare riuso Se pulita, può fertilizzare, compostare o pulire – MA solo se da legno non trattato
5. Smaltire correttamente Se non riciclabile, butta nell’indifferenziato ben sigillata

Cenere carbonella

In definitiva, non esiste una regola unica: la cenere di carbonella può essere smaltita come organico o come indifferenziato a seconda della normativa locale. Le fonti mostrano chiaramente questa ambiguità: alcune dicono umido, altre indicano l’indifferenziato per sicurezza.

Il consiglio pratico:

  1. Lasciala raffreddare completamente;

  2. Controlla le regole del tuo Comune (spesso aggiornate online);

  3. Smaltiscila seguendo le indicazioni (umido o indifferenziato);

  4. Valuta un eventuale riutilizzo solo se proviene da legno non trattato.

Con questi accorgimenti, contribuirai a un smaltimento responsabile, sicuro e rispettoso dell’ambiente.

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