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Deroghe ai divieti per stufe e camini in Lombardia: chi è escluso

Divieti stufe Lombardia 2026

Divieti stufe Lombardia 2026 – Chi possiede una stufa a legna, un camino o un generatore alimentato a biomassa in Lombardia dovrebbe controllare con attenzione le caratteristiche dell’apparecchio prima di accenderlo.

Negli ultimi anni le regole sono cambiate diverse volte e online circolano ancora informazioni relative a deroghe che non sono più valide. Il risultato è una certa confusione: c’è chi pensa che tutti i vecchi camini siano vietati, chi ritiene sufficiente che l’apparecchio sia stato installato molti anni fa e chi, invece, crede che qualsiasi camino con potenza inferiore a 10 kW possa essere utilizzato senza limitazioni.

La situazione reale è più articolata. Per capire se una stufa o un camino possono essere utilizzati bisogna considerare classe ambientale, potenza, data e modalità di installazione, utilizzo effettivo dell’apparecchio ed eventuali esclusioni previste dalla normativa.

La classificazione ambientale dei generatori a biomassa è espressa attraverso le cosiddette stelle e deriva dal DM 186/2017. In linea generale, un numero maggiore di stelle identifica prestazioni emissive migliori.

In Lombardia, dal 1° gennaio 2020, è vietato utilizzare i generatori a biomassa appartenenti alle classi ambientali 0, 1 e 2 stelle, mentre per le nuove installazioni è richiesto almeno il livello previsto per la classe 4 stelle, fermo restando il rispetto degli ulteriori requisiti emissivi applicabili alla specifica installazione.

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Non basta quindi guardare l’età della stufa oppure stabilire che un camino “ha sempre funzionato”: occorre conoscere le sue caratteristiche tecniche.

Il problema riguarda soprattutto gli apparecchi più vecchi, per i quali può essere difficile reperire certificazioni e documentazione. In questi casi è consigliabile identificare marca e modello e recuperare, quando possibile, la documentazione tecnica originale.

Divieti stufe Lombardia 2026 – Un altro errore frequente consiste nel confondere divieto di utilizzo, requisiti per una nuova installazione ed esclusioni dall’obbligo di disattivazione. Sono situazioni differenti e proprio questa distinzione permette di capire perché non sia corretto affermare genericamente che in Lombardia siano vietati tutti i camini a legna.

Vecchie stufe e camini fino a 10 kW: quando possono rientrare nelle esclusioni

Uno dei punti che genera più domande riguarda i caminetti e gli impianti con potenza al focolare fino a 10 kW.

La disciplina regionale contempla infatti una specifica esclusione dall’obbligo di disattivazione per gli apparecchi che rispettano determinate condizioni. La sola potenza, però, non costituisce un lasciapassare automatico.

Non è quindi corretto concludere che “sotto i 10 kW si può sempre accendere il camino”.

Per rientrare nell’esclusione, il caminetto o l’impianto deve avere una potenza al focolare non superiore a 10 kW ed essere utilizzato saltuariamente per scopi ricreativi e non per l’abituale riscaldamento dell’abitazione.

Quest’ultima condizione è fondamentale. Immaginiamo una casa dotata di un normale sistema di riscaldamento nella quale sia presente anche un piccolo camino tradizionale: accenderlo occasionalmente durante una serata invernale o in occasione delle festività è una situazione differente rispetto a utilizzarlo quotidianamente per mantenere caldi gli ambienti.

In altre parole, potenza e modalità di utilizzo devono essere considerate insieme.

La stessa attenzione deve essere riservata ai vecchi camini aperti. Non è possibile stabilire la loro conformità semplicemente osservandone la struttura o considerando l’anno in cui sono stati costruiti.

Bisogna capire quale funzione svolgono realmente, quale sia la loro potenza e se ricadano effettivamente nelle condizioni previste dalla disciplina regionale.

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Esistono inoltre situazioni particolari relative agli impianti storici collocati in edifici sottoposti a tutela, per i quali la normativa contempla specifiche esclusioni, con condizioni da rispettare.

Divieti stufe Lombardia 2026 – Per questo motivo chi possiede un camino molto vecchio non dovrebbe né presumere che sia automaticamente vietato né considerarlo automaticamente utilizzabile.

Un tecnico qualificato può essere particolarmente utile quando non sono disponibili targhe, manuali o documentazione in grado di identificare con certezza potenza e caratteristiche dell’apparecchio.

Il concetto fondamentale rimane quindi semplice: la soglia dei 10 kW, da sola, non basta a rendere libero l’utilizzo di un vecchio camino.

Attenzione alle deroghe scadute e alle nuove installazioni

Un altro elemento fondamentale riguarda le vecchie deroghe previste dalla normativa lombarda, perché numerosi articoli pubblicati negli anni scorsi continuano a comparire nei risultati dei motori di ricerca.

Alcune disposizioni transitorie consentivano di mantenere in esercizio determinati generatori anche in presenza di condizioni che oggi non permetterebbero automaticamente il loro utilizzo.

Tra queste figuravano specifiche deroghe con una scadenza fissata al 15 ottobre 2024. Per questo motivo, nel 2026 non è prudente affidarsi a una guida pubblicata diversi anni fa senza verificarne l’attualità.

Anche il fatto che un apparecchio rappresentasse l’unica fonte di riscaldamento dell’abitazione non deve essere utilizzato automaticamente come giustificazione sulla base delle precedenti disposizioni transitorie.

Diverso è il caso di chi vuole installare oggi una nuova stufa a legna o pellet.

Per le nuove installazioni la regola generale prevede generatori almeno 4 stelle, ma il numero di stelle non è necessariamente l’unico parametro da controllare.

Dal 15 ottobre 2024 sono previsti requisiti emissivi specifici che tengono conto anche della quota altimetrica del Comune.

Nei Comuni sopra i 300 metri sul livello del mare, per esempio, i nuovi generatori devono rispettare la classificazione minima prevista e determinati valori delle emissioni di polveri sottili. Nei Comuni sotto i 300 metri sono stabiliti limiti specifici per polveri e Carbonio Organico Totale.

Anche la sostituzione di un impianto alimentato a metano, GPL o altra fonte con un generatore a biomassa può comportare condizioni più severe.

Di conseguenza, prima di acquistare una nuova stufa non è sufficiente leggere la scritta “4 stelle” nella scheda commerciale.

Bisogna verificare certificazione ambientale, emissioni dichiarate, potenza, tipologia dell’intervento e requisiti previsti nel Comune di installazione.

Per gli impianti interessati dalla disciplina degli impianti termici vanno inoltre rispettati gli obblighi di installazione, manutenzione, documentazione e registrazione previsti dal sistema regionale.

Una verifica preventiva può quindi evitare di acquistare un apparecchio che, pur essendo moderno, non risulti adatto alla specifica installazione prevista.

Divieti stufe Lombardia 2026: cosa cambia dal 15 ottobre 2026

La data del 15 ottobre 2026 merita particolare attenzione perché può facilmente generare titoli fuorvianti.

Da questa data diventano applicabili nuovi requisiti emissivi e impiantistici regionali riguardanti gli impianti termici civili alimentati a biomassa con potenza termica al focolare superiore a 35 kW.

Questo non significa che dal 15 ottobre 2026 tutte le normali stufe domestiche a legna o pellet diventino improvvisamente vietate.

Bisogna sempre distinguere la categoria dell’impianto, la potenza e la normativa specificamente applicabile.

Sono inoltre previste ulteriori disposizioni con decorrenza successiva per determinate caldaie a biomassa con potenza al focolare inferiore o uguale a 35 kW, con nuovi requisiti destinati ad applicarsi dal 15 ottobre 2027.

Parlare genericamente di “stop alle stufe dal 2026” rischia quindi di creare confusione.

Per una normale stufa domestica esistente resta essenziale verificare innanzitutto classe ambientale e conformità alle limitazioni permanenti, oltre alle eventuali esclusioni applicabili.

Per una nuova installazione occorre invece verificare tutti i requisiti previsti al momento dell’intervento.

Un ulteriore aspetto da non dimenticare riguarda il combustibile: nei generatori a pellet di potenza termica nominale inferiore a 35 kW deve essere utilizzato pellet certificato di classe A1, conservando la documentazione pertinente.

Anche legna e cippato devono rispettare specifiche caratteristiche e non possono provenire da materiali trattati con vernici, collanti o altre sostanze chimiche.

Utilizzare correttamente un impianto a biomassa significa quindi considerare non soltanto la stufa, ma l’intero sistema composto da generatore, combustibile, canna fumaria, installazione e manutenzione.

Una combustione corretta e l’utilizzo di legna adeguatamente stagionata contribuiscono inoltre a ridurre le emissioni di particolato e a migliorare il funzionamento dell’apparecchio.

Misure antismog e PM10: attenzione ai divieti temporanei

Alle limitazioni permanenti si aggiungono le misure temporanee per il miglioramento della qualità dell’aria, particolarmente importanti durante il periodo autunnale e invernale.

Quando le concentrazioni di PM10 raggiungono le condizioni previste dalla disciplina regionale possono essere attivate restrizioni aggiuntive che interessano anche i generatori domestici alimentati a biomassa.

Le disposizioni possono imporre, in presenza di un impianto di riscaldamento alternativo, il divieto temporaneo di utilizzare apparecchi che normalmente potrebbero essere ammessi secondo le limitazioni permanenti.

Questo è un dettaglio molto importante: conoscere soltanto la classe ambientale della propria stufa non è sempre sufficiente per decidere se accenderla in una determinata giornata.

Durante un episodio di inquinamento possono infatti entrare in vigore misure più severe.

Il proprietario di una stufa 3 stelle, per esempio, deve considerare non soltanto la disciplina permanente, ma anche l’eventuale attivazione delle misure temporanee.

Per questo motivo, nei mesi più critici è opportuno verificare periodicamente la situazione della qualità dell’aria e le limitazioni attive nel territorio interessato.

Le misure antismog possono variare in funzione del livello raggiunto e prevedere restrizioni progressivamente più stringenti, arrivando a interessare anche classi ambientali superiori.

Il principio da ricordare è quindi che la conformità ordinaria di una stufa non garantisce automaticamente la possibilità di utilizzarla in qualsiasi momento dell’inverno.

Questo meccanismo serve a contenere le emissioni durante gli episodi più critici di accumulo degli inquinanti.

Anche per questa ragione è utile privilegiare generatori moderni ed efficienti: oltre a ridurre normalmente le emissioni, gli apparecchi appartenenti alle classi ambientali più elevate risultano meno esposti alle limitazioni temporanee rispetto ai modelli più vecchi.

Come capire se la propria stufa o il proprio camino possono essere utilizzati

Chi vuole capire se può accendere legalmente una vecchia stufa o un camino in Lombardia dovrebbe procedere verificando alcuni elementi fondamentali, evitando di basarsi esclusivamente sull’anno di acquisto o sulle informazioni ricevute informalmente.

Il primo dato da recuperare è la classe ambientale, quando prevista e disponibile.

I generatori appartenenti alle classi 0, 1 e 2 stelle sono interessati dal divieto permanente di utilizzo, mentre per gli apparecchi esistenti il riferimento ordinario è almeno la classe 3 stelle.

Il secondo elemento è la potenza al focolare, particolarmente importante quando si deve valutare l’esclusione relativa ai piccoli impianti fino a 10 kW utilizzati saltuariamente per finalità ricreative.

Bisogna quindi verificare la modalità effettiva con cui l’apparecchio viene utilizzato: un camino acceso occasionalmente non è necessariamente equiparabile a un generatore utilizzato ogni giorno per riscaldare l’abitazione.

Divieti stufe Lombardia 2026

Per le nuove installazioni occorre invece controllare anche emissioni certificate, altitudine del Comune, tipo di sostituzione e requisiti tecnici applicabili.

Durante il periodo invernale va infine verificata l’eventuale attivazione delle misure temporanee contro il PM10.

In presenza di dubbi, soprattutto per apparecchi molto vecchi dei quali non si conoscono marca, modello o potenza, la soluzione più prudente consiste nel recuperare la documentazione disponibile e rivolgersi a un professionista qualificato.

La conclusione, quindi, non è che tutte le stufe e tutti i camini siano vietati in Lombardia.

Le limitazioni esistono e sono importanti, ma devono essere applicate considerando le caratteristiche concrete dell’impianto.

La domanda da porsi non è semplicemente “posso accendere il camino?”, bensì “quale classe ambientale, quale potenza e quale utilizzo ha il mio apparecchio, e quali regole sono applicabili oggi?”.

È questa verifica che permette di distinguere un impianto utilizzabile da uno che deve rimanere spento.

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