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Quali stufe a legna e camini non si possono più utilizzare nel 2026

Divieti stufe in Lombardia

Divieti stufe in Lombardia – Chi ha una vecchia stufa a legna o un camino in casa potrebbe non poterlo più accendere. In Lombardia le regole sul riscaldamento domestico a biomassa continuano a diventare più stringenti e, con l’arrivo della stagione fredda 2026-2027, migliaia di famiglie devono fare i conti con divieti, limitazioni e possibili sanzioni.

La novità che preoccupa maggiormente riguarda gli apparecchi più inquinanti, ma attenzione: non tutte le stufe e i camini sono vietati. Alcuni possono continuare a funzionare, altri devono rimanere spenti e per determinate categorie le restrizioni scattano soltanto quando la qualità dell’aria peggiora.

C’è anche una data da segnare sul calendario: 15 ottobre 2026. Da quel giorno entrano in applicazione ulteriori requisiti per determinate categorie di impianti a biomassa, mentre dal 1° ottobre riparte il periodo delle misure temporanee antismog.

Per capire se si può ancora accendere il camino di casa, però, bisogna controllare un dettaglio che molti proprietari potrebbero non conoscere.

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Stufe e camini vietati nel 2026: il dettaglio che fa la differenza

La prima cosa da sapere è che il divieto non dipende semplicemente dall’età della stufa o del camino, ma dalla sua classificazione ambientale. In Lombardia gli apparecchi alimentati a legna e pellet vengono distinti attraverso un sistema che va da una a cinque stelle, con prestazioni ambientali progressivamente migliori.

Le vecchie stufe, soprattutto quelle installate molti anni fa, potrebbero appartenere alle classi inferiori o non disporre di una certificazione ambientale adeguata. Ed è proprio qui che nasce il problema.

Nel 2026 gli impianti classificati con zero, una o due stelle sono generalmente soggetti al divieto di utilizzo, salvo specifiche esclusioni previste dalla normativa regionale. Non si tratta di una misura introdotta improvvisamente quest’anno: le restrizioni esistono già da tempo, ma continuano a interessare numerose abitazioni lombarde.

Per gli apparecchi a tre stelle la situazione è differente. Se già installati e conformi alle altre prescrizioni, possono generalmente essere utilizzati nelle condizioni ordinarie. Tuttavia, durante gli episodi di elevato inquinamento atmosferico, anche queste stufe possono essere interessate dai blocchi temporanei.

Le stufe a quattro stelle garantiscono maggiori possibilità di utilizzo, ma non sono completamente escluse dalle restrizioni. Gli apparecchi a cinque stelle, invece, rappresentano la categoria ambientale più elevata e non rientrano nei divieti temporanei previsti per le classi inferiori.

Attenzione ai camini aperti tradizionali. Molti modelli più vecchi non possiedono una classificazione adeguata e possono quindi essere soggetti a limitazioni. Sono comunque previste particolari esclusioni, tra cui quelle per determinati impianti utilizzati saltuariamente a scopo ricreativo, purché rispettino le condizioni stabilite.

Cosa bruciare nella stufa per limitare la fuliggine

Il consiglio è semplice: prima di accendere una vecchia stufa, è fondamentale recuperare il libretto tecnico e verificare la classe ambientale certificata. La sola presenza dell’apparecchio in casa, infatti, non significa che il suo utilizzo sia consentito.

Dal 1° ottobre cambiano le regole: quando bisogna spegnere anche le stufe consentite

Il periodo più delicato per chi utilizza legna e pellet comincia con l’autunno. Dal 1° ottobre 2026 al 31 marzo 2027 torna il sistema delle misure temporanee antismog, previsto per contenere le concentrazioni di polveri sottili nell’aria.

In Lombardia, soprattutto nei mesi più freddi, le condizioni atmosferiche possono favorire l’accumulo di sostanze inquinanti. Per questo la Regione prevede restrizioni aggiuntive quando i livelli di PM10 superano determinate soglie.

Le misure si dividono in due livelli.

Con il primo livello di allerta, che può essere attivato dopo almeno due giorni consecutivi di superamento della soglia giornaliera di 50 microgrammi per metro cubo di PM10, il divieto di utilizzo dei generatori domestici a biomassa si estende agli apparecchi fino a tre stelle, quando è disponibile un sistema di riscaldamento alternativo.

Questo significa che una stufa a tre stelle, normalmente utilizzabile, potrebbe dover rimanere spenta durante un episodio di inquinamento.

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La situazione diventa ancora più restrittiva con il secondo livello di allerta, previsto in presenza di un periodo più prolungato di superamento dei limiti. In questo caso il divieto può coinvolgere anche gli apparecchi a quattro stelle, sempre secondo le condizioni previste dalle disposizioni regionali.

Non significa, quindi, che dal 1° ottobre tutti i camini debbano essere spenti. Le misure temporanee vengono attivate in funzione della qualità dell’aria e riguardano i territori interessati.

Divieti stufe in Lombardia – C’è poi un’altra scadenza importante. Dal 15 ottobre 2026 entrano in applicazione nuovi requisiti per gli impianti termici civili a biomassa con potenza al focolare superiore a 35 kW. Questa disposizione riguarda una specifica categoria di impianti e non rappresenta un divieto generalizzato per tutte le stufe domestiche.

Per controllare eventuali blocchi è possibile consultare il portale regionale InfoAria, che pubblica le informazioni sulle misure antismog attive.

Multe fino a 5.000 euro: cosa rischia chi continua a utilizzare un camino vietato

Oltre al problema dell’inquinamento, c’è un aspetto che interessa direttamente il portafoglio delle famiglie. Chi non rispetta le disposizioni regionali può andare incontro a sanzioni amministrative anche molto elevate.

La normativa lombarda prevede, per le violazioni delle disposizioni ambientali pertinenti, sanzioni che possono arrivare da 500 fino a 5.000 euro. L’importo dipende dalla specifica infrazione contestata e dalle norme applicabili.

Non è quindi sufficiente sostenere che la stufa sia stata installata prima dell’entrata in vigore delle restrizioni. Anche gli apparecchi già presenti nelle abitazioni devono rispettare le regole sull’utilizzo.

Un caso frequente riguarda chi possiede un camino a legna e dispone contemporaneamente di un impianto di riscaldamento alternativo, come una caldaia a gas. Durante le allerte antismog, questa circostanza può determinare l’obbligo di lasciare spento il camino, anche quando viene acceso soltanto per creare un’atmosfera più piacevole in casa.

Stufe e camini, dal 15 ottobre nuove regole in Lombardia: chi rischia multe fino a 5.000 euro

Divieti stufe in Lombardia – Un altro errore da evitare è confondere il marchio CE con la classificazione ambientale a stelle. Si tratta di indicazioni differenti e la presenza della marcatura CE non dimostra automaticamente che l’apparecchio possa essere utilizzato secondo le regole lombarde.

Anche la manutenzione riveste un ruolo importante. Una canna fumaria sporca o un impianto non controllato possono aumentare le emissioni e creare rischi per la sicurezza domestica. Per questo è necessario rispettare gli obblighi di manutenzione e conservare la documentazione relativa agli interventi.

Chi non conosce le caratteristiche del proprio generatore può rivolgersi a un tecnico qualificato o al produttore, comunicando marca e modello. In questo modo è possibile verificare se l’apparecchio sia conforme oppure se sia necessario valutare una sostituzione.

Come capire se la propria stufa è vietata e cosa fare prima dell’inverno

La domanda che molti proprietari si pongono è una sola: devo cambiare la stufa oppure posso continuare a utilizzarla?

La risposta dipende dalle caratteristiche dell’impianto. Il primo controllo riguarda la classe ambientale, indicata nella documentazione tecnica o nella certificazione rilasciata dal produttore. Se l’apparecchio è classificato con zero, una o due stelle, il suo utilizzo è generalmente vietato in Lombardia, salvo specifiche deroghe.

Se invece la stufa è a tre stelle, bisogna distinguere tra utilizzo ordinario e periodi di allerta antismog. Gli apparecchi a quattro stelle possono essere soggetti a restrizioni durante le situazioni più critiche, mentre quelli a cinque stelle offrono maggiori possibilità di utilizzo.

Chi deve sostituire un vecchio generatore dovrebbe valutare un modello certificato cinque stelle, verificando comunque i requisiti previsti per la nuova installazione e le caratteristiche dell’abitazione.

Non bisogna dimenticare che le disposizioni regionali distinguono anche tra apparecchi già installati e nuove installazioni. In Lombardia, per i nuovi generatori domestici a biomassa, è normalmente richiesta una classificazione ambientale di almeno quattro stelle.

Un ulteriore aspetto riguarda le eventuali esclusioni previste per particolari caminetti o impianti storici. Prima di procedere con interventi costosi, quindi, è opportuno verificare se il proprio apparecchio rientri effettivamente nei divieti.

Divieti stufe in Lombardia

Il 2026 non segna lo spegnimento definitivo di tutte le stufe a legna e di tutti i camini lombardi, ma conferma restrizioni importanti per i sistemi più inquinanti e introduce ulteriori obblighi per specifiche categorie di impianti.

Per chi vive in Lombardia, la regola più importante è controllare la certificazione ambientale prima di accendere il fuoco e verificare eventuali allerte durante i mesi invernali.

Una verifica che richiede poco tempo, ma che può evitare una multa fino a 5.000 euro.

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