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Divieti stufe e camini a legna in Lombardia: attenzione alle vecchie deroghe scadute

Divieti per stufe e camini

Divieti per stufe e camini: cosa prevede la normativa

Chi possiede una stufa a legna, un camino o un altro generatore alimentato a biomassa deve prestare attenzione alle regole in vigore in Lombardia. Il tema è particolarmente delicato perché online sono ancora disponibili articoli e documenti che riportano deroghe valide negli anni passati ma ormai scadute.

La regola generale è abbastanza semplice: dal 1° gennaio 2020 in Lombardia è vietato utilizzare generatori di calore alimentati a biomassa appartenenti alle classi ambientali 0, 1 e 2 stelle.

Per gli apparecchi esistenti, quindi, il riferimento ordinario per l’utilizzo è almeno la classe 3 stelle. Per le nuove installazioni, invece, dal 1° gennaio 2020 è necessario rispettare almeno la classe 4 stelle.

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La classificazione ambientale deriva dal DM 186/2017 e permette di identificare le prestazioni emissive di stufe, camini e altri generatori a biomassa. Prima di utilizzare un vecchio apparecchio è quindi importante controllare la documentazione tecnica e verificare quante stelle possiede effettivamente.

L’anno di acquisto, da solo, non è sufficiente per stabilire se una stufa può essere utilizzata. È necessario conoscere classe ambientale, caratteristiche tecniche e situazione dell’impianto.

Divieti per stufe e camini: alcune vecchie deroghe sono scadute il 15 ottobre 2024

Questo è probabilmente il punto che genera maggiore confusione. Per diversi anni la Regione Lombardia ha previsto alcune deroghe che consentivano di continuare a utilizzare determinati generatori che altrimenti sarebbero stati interessati dalle limitazioni.

Alcune di queste deroghe avevano però una scadenza precisa: il 15 ottobre 2024.

Tra queste rientrava la possibilità di mantenere in esercizio, fino a tale data e nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa regionale, determinati generatori installati nel periodo compreso tra il 20 dicembre 2013 e il 18 settembre 2017.

Particolarmente importante era anche la disposizione relativa agli impianti termici civili che rappresentavano l’unica fonte di riscaldamento dell’abitazione. Anche questa previsione era indicata come valida fino al 15 ottobre 2024.

Di conseguenza, bisogna fare molta attenzione alle informazioni trovate tramite vecchie ricerche su internet. Un articolo pubblicato alcuni anni fa potrebbe affermare che un vecchio generatore può continuare a essere utilizzato perché costituisce l’unica fonte di riscaldamento. Quella specifica deroga non deve però essere considerata ancora automaticamente valida dopo il 15 ottobre 2024.

Divieti per stufe e camini – Questo non significa che siano scomparse tutte le esclusioni previste dalla normativa. Esistono infatti specifiche situazioni che devono essere valutate separatamente, comprese quelle relative a determinati caminetti o impianti di piccola potenza utilizzati saltuariamente per finalità ricreative e agli impianti riconosciuti come storici.

È però fondamentale non confondere le esclusioni ancora previste dalla normativa con le vecchie deroghe ormai scadute.

Vecchio camino: si può ancora accendere?

Un’altra domanda frequente riguarda i vecchi camini a legna, soprattutto quelli presenti da decenni nelle abitazioni.

Non è corretto affermare semplicemente che tutti i vecchi camini siano vietati, così come non è corretto sostenere che possano essere utilizzati liberamente perché accesi soltanto poche volte durante l’inverno.

La normativa regionale contempla situazioni specifiche, tra cui determinate condizioni riguardanti caminetti e generatori con potenza al focolare fino a 10 kW utilizzati saltuariamente per scopi ricreativi. È quindi necessario verificare che il singolo apparecchio rientri realmente nelle condizioni previste.

In caso di dubbio è consigliabile recuperare la documentazione dell’apparecchio oppure rivolgersi a un tecnico qualificato, soprattutto quando si tratta di una vecchia stufa o di un camino del quale non si conoscono potenza e caratteristiche.

Per gli impianti che rientrano nella disciplina degli impianti termici devono inoltre essere rispettati gli obblighi previsti dalla Regione, compresi quelli eventualmente collegati al Catasto Unico Regionale degli Impianti Termici (CURIT).

Attenzione anche ai blocchi temporanei per il PM10

Alle limitazioni permanenti bisogna aggiungere le misure temporanee contro l’inquinamento atmosferico, che possono rendere più severe le regole durante determinati periodi.

Nel semestre invernale, in presenza di livelli elevati e persistenti di PM10, possono infatti essere attivate limitazioni aggiuntive.

Con le disposizioni aggiornate nel 2026, le misure temporanee sono articolate su differenti livelli. In determinate condizioni, quando è disponibile un sistema di riscaldamento alternativo, con il primo livello viene vietato l’utilizzo dei generatori domestici a biomassa che non raggiungono almeno la classe 4 stelle.

Questo significa che una stufa 3 stelle, normalmente utilizzabile secondo il limite permanente generale, può essere temporaneamente soggetta a divieto durante un episodio di inquinamento.

Con il secondo livello le limitazioni diventano ancora più severe e possono interessare gli apparecchi che non raggiungono almeno la classe 5 stelle, sempre secondo le condizioni stabilite dal provvedimento regionale.

Per questo motivo non basta sapere quante stelle possiede la propria stufa: durante l’inverno è necessario controllare anche l’eventuale attivazione delle misure temporanee per la qualità dell’aria.

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Cosa controllare prima di accendere una stufa o un camino

Prima di utilizzare un generatore a legna in Lombardia conviene quindi effettuare alcuni controlli. Bisogna innanzitutto conoscere la classe ambientale dell’apparecchio, verificare se si tratta di un generatore esistente oppure di una nuova installazione e controllare l’eventuale presenza di specifiche esclusioni applicabili.

È inoltre importante verificare se nella propria zona siano attive limitazioni temporanee dovute al superamento dei livelli di PM10.

Particolare cautela va riservata alle informazioni reperite online. Una pagina pubblicata prima del 15 ottobre 2024 potrebbe riportare deroghe che oggi non sono più applicabili, in particolare quella relativa a determinate situazioni in cui l’impianto rappresentava l’unica fonte di riscaldamento.

Chi possiede una vecchia stufa a legna, un termocamino o un camino dovrebbe quindi evitare di basarsi semplicemente sul fatto che l’apparecchio sia stato utilizzato senza problemi negli anni precedenti.

La normativa deve essere verificata nella sua versione attuale.

Per le informazioni ufficiali è possibile consultare i portali della Regione Lombardia, INFOARIA Lombardia per le misure temporanee legate alla qualità dell’aria e CURIT per gli aspetti relativi agli impianti termici.

Divieti per stufe e camini – La regola da ricordare è quindi semplice: 0, 1 e 2 stelle sono soggette al divieto permanente di utilizzo, per gli apparecchi esistenti il riferimento generale è almeno 3 stelle, mentre per le nuove installazioni servono almeno 4 stelle. A questo quadro si aggiungono le eventuali misure temporanee antismog.

E soprattutto, attenzione alle vecchie deroghe: quelle con scadenza fissata al 15 ottobre 2024 non possono essere considerate ancora valide semplicemente perché compaiono in vecchi articoli o documenti presenti online.

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