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Divieti camini aperti: le regole principali in Lombardia

Divieti camini aperti

Divieti camini aperti – Accendere il vecchio camino di casa potrebbe non essere sempre consentito in Lombardia. Con l’arrivo dei mesi più freddi torna infatti una domanda che interessa migliaia di famiglie: posso ancora utilizzare un camino aperto tradizionale oppure rischio una sanzione?

La risposta non può essere ridotta a un semplice sì o no, perché la normativa regionale distingue tra tipologia dell’impianto, caratteristiche ambientali, potenza e modalità con cui il camino viene effettivamente utilizzato.

Un chiarimento importante riguarda anche la famosa soglia dei 300 metri sul livello del mare, spesso citata quando si parla di limitazioni all’utilizzo della legna.

Non è corretto affermare, in maniera generalizzata, che oggi in Lombardia tutti i camini aperti siano automaticamente vietati nei Comuni sotto i 300 metri. La disciplina regionale sui generatori domestici alimentati a biomassa è infatti basata soprattutto sulle caratteristiche dell’impianto e sulla sua classificazione ambientale.

Hai una stufa o un camino a legna? Controlla questo dato prima di accenderli

Dal 1° gennaio 2020, in Lombardia è previsto il divieto di utilizzo dei generatori di calore alimentati a biomassa appartenenti alle classi ambientali 0, 1 e 2 stelle, mentre per le nuove installazioni è richiesto almeno il livello di 4 stelle.

Questo significa che chi possiede una vecchia stufa o un vecchio camino utilizzato come vero e proprio generatore di riscaldamento non dovrebbe limitarsi a considerare l’altitudine del proprio Comune, ma deve verificare le caratteristiche tecniche dell’apparecchio e l’eventuale classificazione ambientale.

Divieti camini aperti – La questione è particolarmente rilevante per i vecchi caminetti aperti, spesso presenti nelle abitazioni costruite molti anni fa e caratterizzati da rendimenti ed emissioni molto differenti rispetto agli apparecchi moderni.

La normativa prevede tuttavia alcune esclusioni specifiche, ed è proprio qui che si trova una delle informazioni più importanti per chi possiede un camino tradizionale.

Il vecchio camino aperto va spento? C’è un’eccezione importante

Non tutti i caminetti aperti devono necessariamente essere murati, eliminati o lasciati definitivamente spenti. Le disposizioni regionali prevedono infatti casi di esclusione che possono cambiare sensibilmente la situazione.

Tra quelli indicati dalla Regione rientrano i caminetti e gli impianti con potenza termica al focolare fino a 10 kW utilizzati saltuariamente per scopi ricreativi.

È una distinzione fondamentale: un camino acceso occasionalmente per creare atmosfera durante una serata o in determinate occasioni non viene necessariamente trattato allo stesso modo di un apparecchio utilizzato quotidianamente per riscaldare l’abitazione.

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Il concetto chiave è proprio quello di utilizzo saltuario e ricreativo.

Chi possiede un vecchio camino aperto dovrebbe quindi evitare di interpretare le norme attraverso formule generiche come “sotto i 300 metri è sempre vietato”, perché potrebbe arrivare a una conclusione sbagliata.

Allo stesso tempo, però, non bisogna commettere l’errore opposto e pensare che qualsiasi vecchio camino possa essere utilizzato liberamente semplicemente definendolo “decorativo”.

Potenza, caratteristiche dell’impianto e reale modalità di utilizzo sono elementi decisivi.

Esistono inoltre disposizioni specifiche per gli impianti storici e regole ulteriori possono entrare in gioco durante gli episodi di particolare accumulo degli inquinanti atmosferici.

Nei periodi critici, infatti, in alcune aree possono essere attivate misure temporanee più restrittive sulla qualità dell’aria, che riguardano anche i generatori domestici alimentati a biomassa.

Per questo motivo, prima di accendere abitualmente un vecchio camino, è consigliabile conoscere la classe ambientale dell’apparecchio, quando applicabile, controllarne la documentazione e verificare le disposizioni regionali e locali in vigore.

C’è poi un’altra precisazione particolarmente importante: la deroga legata all’unica fonte di riscaldamento non può essere considerata oggi una regola generale ancora valida.

La possibilità prevista dalla disciplina regionale di mantenere in esercizio determinati impianti termici civili in quanto unica fonte di riscaldamento dell’abitazione era infatti indicata fino al 15 ottobre 2024.

Divieti camini aperti – È quindi opportuno fare attenzione alle informazioni più vecchie ancora presenti online, perché potrebbero riportare deroghe ormai scadute.

Multe fino a 5.000 euro: cosa controllare prima di accendere il camino

Ignorare le disposizioni sugli impianti a biomassa può diventare costoso. Regione Lombardia indica una sanzione da 500 a 5.000 euro in caso di inosservanza delle disposizioni regionali, sulla base della normativa applicabile.

I controlli sono affidati alle Province nei Comuni con meno di 40.000 abitanti e ai Comuni con popolazione superiore a questa soglia nell’ambito delle verifiche sugli impianti termici.

Non si tratta quindi soltanto di una questione ambientale, ma anche di corretta gestione e manutenzione dell’impianto.

Per i generatori alimentati a biomassa sono previste periodicità minime per controllo e manutenzione che cambiano in funzione della potenza.

Per gli apparecchi fino a 10 kW la periodicità minima indicata dalla Regione è di quattro anni, fermo restando che le istruzioni dell’installatore o del produttore possono prevedere interventi più frequenti.

Anche la gestione della canna fumaria è un aspetto da non sottovalutare. È stato introdotto anche per gli spazzacamini l’obbligo di registrare nel CURIT la propria attività di manutenzione limitatamente alla pulizia della canna fumaria.

Chi utilizza pellet con generatori di potenza termica nominale inferiore a 35 kW deve inoltre rispettare gli specifici requisiti di qualità previsti dalla normativa.

Tutto questo rende evidente perché la domanda “posso accendere il camino?” richieda qualche verifica in più rispetto al passato.

Il primo passo è capire esattamente quale apparecchio si possiede, recuperando libretto, documentazione tecnica e informazioni del produttore.

Successivamente bisogna stabilire se viene utilizzato come sistema di riscaldamento oppure soltanto occasionalmente per finalità ricreative. Infine è utile verificare eventuali misure temporanee per la qualità dell’aria attive nel proprio Comune.

Divieti camini aperti

La normativa lombarda continuerà inoltre a evolversi. Dal 15 ottobre 2026 entrano in applicazione nuovi requisiti per gli impianti termici civili a biomassa con potenza al focolare superiore a 35 kW, mentre dal 15 ottobre 2027 sono previsti nuovi requisiti per determinate caldaie a biomassa con potenza inferiore o uguale a 35 kW.

Il messaggio per i proprietari di casa è quindi chiaro: non bisogna dare per scontato che un vecchio camino sia utilizzabile, ma nemmeno considerarlo automaticamente vietato solo perché l’abitazione si trova sotto i 300 metri di altitudine.

La conformità deve essere verificata caso per caso, soprattutto quando il camino viene utilizzato abitualmente per riscaldare casa.

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