Mercoledì 26 gennaio 2022

Di difficile comprensione il diverso trattamento per sci e monopattini

Condividi

Dal 10 novembre, data di entrata in vigore delle nuove norme del Codice della Strada, nella sola città di Milano l’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza ha registrato 74 richieste di intervento per incidenti con monopattini, il doppio del 2020. Nonostante questi dati non sono ancora obbligatori casco e assicurazione, a tutela della sicurezza sia di chi guida i monopattini, sia degli altri utenti della strada, ma soltanto la freccia e il doppio freno.
Questa situazione stride però con quella in vigore sulle piste da sci, dove dal 1° gennaio vige l’obbligo dell’assicurazione con responsabilità civile verso terzi. Ma anche il casco obbligatorio per i minori e zero tolleranza per chi scia ubriaco.
I monopattini elettrici non richiedono alcuna assicurazione obbligatoria perché considerati velocipedi: fanno parte della stessa categoria delle bici, anche se non hanno pedali, seggiolino o posto a sedere. La legge prevede che il conducente deve aver compiuto almeno i 14 anni di età, non è consentito trasportare oggetti, persone o animali, trainare o essere trainati ed è obbligatorio l’uso del giubbotto catarifrangente ad alta visibilità mezz’ora dopo il tramonto o se lo richiedono le condizioni atmosferiche.
Ma resta più di un dubbio sul diverso trattamento riservato alle due categorie di utenti. Sciatori e conducenti di monopattino. Senza contare che nel 2022 i secondi sono ormai un fenomeno assodato e non una novità da regolamentare o conoscere.
Tanto che non sono in pochi a lamentare le differenze e un accanimento verso il mondo della neve. Quando si tratta di sicurezza non dovrebbero esistere mezze misure, ma almeno buon senso. Altrimenti si rischia di innescare idee persecutorie e dietrologie, che negli ultimi due anni stanno già investendo ambiti ben più importanti e impattanti.

Ultime notizie