Campeggio libero in Italia: le regole

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Se in alcuni (pochi) Stati del Nord Europa è consentito quasi ovunque il campeggio libero (cioè per un tempo prolungato e al di fuori delle aree attrezzate), in Italia è vietato ovunque.
La legge nel nostro paese demanda alle Regioni la competenza su questa decisione. Ma solo alcune amministrazioni regionali hanno legiferato, mentre altre hanno demandato agli enti locali di livello inferiore. La maggior parte poi non ha proprio deciso alcunché. Di conseguenza, non essendo esplicitamente consentita o regolamentata, la pratica del campeggio libero è automaticamente vietata.
Ma non è sempre obbligatorio dormire in tenda solo andando in campeggio. Il bivacco notturno temporaneo in un’area non attrezzata è tollerato in determinate condizioni, dalle 20 alle 8 del mattino, a meno di espliciti divieti segnalati da appositi cartelli.
Si tratta di casi e circostanze particolari, come un trekking di più giorni in zone remote o selvagge (ad esempio in alta montagna). Casi nei quali la tenda si monta per il tempo strettamente necessario senza lasciare traccia del proprio passaggio. Una regola che vale generalmente (ma sempre meglio informarsi prima) anche nei parchi nazionali e nelle aree protette.
Ma si deve tenere presente che un terreno anche se isolato e senza alcun tipo di recinzione potrebbe comunque essere una proprietà privata e il bivacco non può essere fatto se non autorizzato.


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