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Camino aperto e vecchie stufe: quando scatta il divieto?

Camino aperto e vecchie stufe

Camino aperto e vecchie stufe: cosa è vietato in Lombardia

Con l’arrivo dell’autunno e dei primi freddi torna una domanda molto comune: si può ancora accendere il vecchio camino o la stufa a legna in Lombardia? La risposta non è un semplice sì o no, perché la normativa distingue tra tipologia dell’apparecchio, classe ambientale, modalità di utilizzo e possibili limitazioni temporanee legate all’inquinamento atmosferico.

Il primo punto da chiarire è che dal 1° ottobre non scatta automaticamente un divieto generalizzato per tutti i camini e tutte le stufe a legna. In Lombardia esistono però limitazioni permanenti per i generatori alimentati a biomassa legnosa, alle quali durante la stagione fredda possono aggiungersi misure più restrittive quando aumentano le concentrazioni di PM10.

La regola principale riguarda la classificazione ambientale a stelle dei generatori. Dal 1° gennaio 2020 è vietato utilizzare gli apparecchi che non raggiungono almeno la classe 3 stelle. In linea generale, quindi, stufe e generatori classificati 0, 1 o 2 stelle non possono essere utilizzati, salvo le specifiche esclusioni previste dalla normativa.

Hai una stufa o un camino a legna? Controlla questo dato prima di accenderli

La situazione cambia quando si parla di nuove installazioni. Per installare un nuovo generatore a biomassa in Lombardia è infatti necessario rispettare requisiti più severi: l’apparecchio deve essere almeno 4 stelle. Per questo non bisogna confondere le condizioni richieste per continuare a utilizzare un generatore già esistente con quelle previste per installarne uno nuovo.

Un’attenzione particolare merita il camino aperto tradizionale. Non è corretto affermare che tutti i caminetti aperti siano automaticamente vietati. La normativa regionale contempla infatti specifiche esclusioni, tra cui, a determinate condizioni, caminetti e impianti con potenza termica al focolare fino a 10 kW utilizzati saltuariamente per scopi ricreativi. Prima di accendere un vecchio camino è quindi necessario verificare caratteristiche tecniche e modalità effettiva di utilizzo.

Camino aperto e vecchie stufe: dal 1° ottobre al 31 marzo attenzione alle misure anti-PM10

Il 1° ottobre rimane comunque una data importante. In Lombardia, infatti, dal 1° ottobre al 31 marzo è attivo il periodo nel quale possono entrare in vigore le misure temporanee per il miglioramento della qualità dell’aria.

Queste restrizioni vengono applicate quando le concentrazioni di PM10 superano determinate soglie per più giorni consecutivi. La normativa regionale prevede differenti livelli di intervento, che diventano progressivamente più restrittivi con il protrarsi dell’episodio di inquinamento.

Le conseguenze riguardano anche chi riscalda la propria abitazione utilizzando legna, pellet o altre biomasse. Durante l’attivazione delle misure temporanee possono infatti essere introdotti divieti più severi rispetto alle limitazioni permanenti, in particolare quando nell’abitazione è disponibile un sistema alternativo di riscaldamento.

Questo significa che una stufa 3 stelle, normalmente utilizzabile perché rispetta il requisito minimo previsto dalle limitazioni permanenti, potrebbe essere interessata dalle restrizioni temporanee durante un episodio di accumulo degli inquinanti.

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È quindi fondamentale distinguere tra divieto permanente e limitazioni temporanee. Il primo dipende soprattutto dalle caratteristiche dell’apparecchio; le seconde dipendono anche dalla qualità dell’aria registrata in un determinato periodo.

Chi utilizza abitualmente una stufa a legna o pellet durante l’inverno dovrebbe quindi controllare periodicamente se nel proprio territorio sono state attivate misure temporanee antismog, soprattutto nei periodi caratterizzati da assenza di pioggia e scarsa ventilazione.

Come sapere se una vecchia stufa può essere ancora utilizzata

Per capire se una vecchia stufa può essere accesa, la prima cosa da verificare è la sua classe ambientale. La classificazione a stelle permette di identificare le prestazioni emissive dei generatori alimentati a biomassa e rappresenta uno dei principali parametri utilizzati dalla normativa lombarda.

La documentazione tecnica fornita dal produttore dovrebbe indicare marca, modello e classificazione ambientale. Se i documenti sono stati smarriti, può essere necessario contattare il produttore oppure rivolgersi a un tecnico qualificato.

Non è consigliabile stabilire la classe ambientale semplicemente osservando l’età della stufa. Un apparecchio molto vecchio ha maggiori probabilità di presentare emissioni elevate, ma l’anno di produzione da solo non permette sempre di determinare con certezza il numero di stelle.

Esistono poi altri obblighi da rispettare. Gli impianti a biomassa che rientrano nella disciplina regionale devono essere correttamente gestiti e sottoposti alla manutenzione prevista. Anche la pulizia della canna fumaria riveste un ruolo importante, sia per ridurre le emissioni sia per la sicurezza dell’abitazione.

Per le stufe a pellet con potenza termica nominale inferiore a 35 kW bisogna inoltre ricordare che in Lombardia deve essere utilizzato pellet di qualità certificata conforme alla classe A1 della norma UNI EN ISO 17225-2.

La qualità del combustibile è importante anche nel caso della legna. Bruciare legna adeguatamente stagionata e asciutta permette una combustione più efficiente e produce meno fumo rispetto all’utilizzo di legna umida. Naturalmente non devono essere bruciati rifiuti, legno verniciato, materiali trattati o altre sostanze non destinate alla combustione domestica.

Multe e controlli camino aperto e vecchie stufe: cosa rischia chi non rispetta le regole

Utilizzare un generatore quando la normativa ne vieta l’accensione può comportare conseguenze economiche importanti. Per la violazione delle disposizioni regionali sono previste sanzioni amministrative che possono andare da 500 a 5.000 euro.

Per questo chi possiede una vecchia stufa dovrebbe verificare la propria situazione prima dell’inizio della stagione fredda, invece di aspettare un eventuale controllo. I punti fondamentali da conoscere sono classe ambientale, potenza dell’apparecchio, modalità di utilizzo e corretta gestione dell’impianto.

Bisogna inoltre prestare attenzione alle nuove disposizioni che entrano progressivamente in vigore. Dal 15 ottobre 2026 sono previsti nuovi requisiti emissivi e impiantistici per gli impianti termici civili alimentati a biomassa con potenza termica al focolare superiore a 35 kW. Si tratta però di una disciplina che non deve essere confusa automaticamente con quella della normale stufa domestica di piccola potenza.

In sintesi, dunque, non esiste un unico divieto che dal 1° ottobre spegne tutti i camini della Lombardia. Gli apparecchi 0, 1 e 2 stelle sono già soggetti alle limitazioni permanenti, salvo le eccezioni previste, mentre per le nuove installazioni è richiesto almeno un generatore 4 stelle.

Durante il periodo dal 1° ottobre al 31 marzo, inoltre, possono scattare ulteriori restrizioni quando vengono superate per più giorni le soglie di PM10.

Camino aperto e vecchie stufe – Chi possiede un camino aperto deve infine verificare se rientra nelle specifiche esclusioni previste per determinati apparecchi utilizzati saltuariamente a scopo ricreativo. Prima di accendere una vecchia stufa o un camino, quindi, conviene controllare classificazione, caratteristiche dell’impianto e presenza di eventuali misure temporanee antismog attive nel proprio territorio.

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