Borghi fantasma in Valchiavenna tra natura, storia e trekking indimenticabile.
Savogno: il borgo sospeso tra cascate e storia millenaria
Savogno è uno di quei luoghi che sembrano usciti da una fiaba, ma con un’anima profondamente autentica.
Situato sopra le spettacolari cascate dell’Acquafraggia, nel cuore della Valchiavenna, questo borgo non è completamente abbandonato, ma viene spesso definito uno dei “borghi fantasma” per la sua atmosfera silenziosa e fuori dal tempo.
Raggiungerlo non è semplice, ed è proprio questo che contribuisce al suo fascino: per arrivarci bisogna affrontare una lunga scalinata di oltre 2.800 gradini, partendo dal piccolo comune di Piuro. Non esistono strade asfaltate, auto o rumori urbani: solo natura, pietra e memoria.
La storia di Savogno è profondamente legata alla tragedia del 1618, quando una frana devastò la vicina Piuro, uno dei centri più ricchi d’Europa all’epoca. Savogno, invece, rimase miracolosamente intatto e divenne un rifugio per i sopravvissuti.
Nei secoli successivi, il borgo prosperò grazie all’agricoltura e alla sua posizione strategica lungo le vie alpine, ma con il passare del tempo e l’industrializzazione, la popolazione iniziò a diminuire drasticamente.
Oggi conta pochissimi abitanti stabili, ma è stato recuperato grazie all’impegno di associazioni locali che hanno trasformato alcune abitazioni in rifugi e punti di accoglienza per escursionisti.
Il quartiere medievale che racconta la storia di Sondrio
Passeggiare tra le strette vie di Savogno significa fare un salto nel passato. Le case in pietra, i tetti in piode, le fontane antiche e la chiesa di San Bernardino creano un’atmosfera unica, quasi mistica. Il silenzio è interrotto solo dal rumore dell’acqua e dal vento tra gli alberi.
È un luogo ideale per chi cerca un’esperienza autentica, lontana dal turismo di massa, dove ogni angolo racconta una storia.
Dal punto di vista naturalistico, Savogno è circondato da un paesaggio mozzafiato: boschi rigogliosi, sentieri escursionistici e viste panoramiche sulla valle sottostante.
Il percorso per raggiungerlo è impegnativo ma accessibile, e rappresenta una delle escursioni più suggestive della Lombardia. Inoltre, il borgo è spesso punto di partenza per trekking più lunghi verso alpeggi e laghi alpini.
Visitare Savogno significa riscoprire il valore della lentezza, del silenzio e della memoria, in un contesto naturale di rara bellezza.
È una meta perfetta per fotografi, escursionisti e amanti della storia, ma anche per chi desidera semplicemente staccare dalla routine quotidiana e immergersi in un mondo sospeso nel tempo.
Codera: dove non esistono strade carrozzabili
Se Savogno affascina per la sua accessibilità “difficile”, Codera conquista per la sua totale isolamento. Situato nella selvaggia Val Codera, questo borgo è raggiungibile solo a piedi o in elicottero: non esistono strade carrozzabili, e questo lo rende uno degli ultimi esempi di comunità alpina rimasta intatta nel tempo.
Non è un borgo completamente abbandonato, ma la sua popolazione è ridotta a poche decine di residenti, rendendolo un vero e proprio gioiello nascosto tra le montagne lombarde.
Il sentiero per raggiungere Codera parte da Novate Mezzola e si sviluppa lungo una mulattiera storica che attraversa boschi, ponti in pietra e scorci spettacolari.
Il cammino richiede circa 2 ore di trekking, con un dislivello significativo, ma è ben segnalato e frequentato da escursionisti esperti e appassionati di natura.
Lungo il percorso si respira un’atmosfera unica: assenza totale di traffico, silenzio assoluto e connessione profonda con l’ambiente.
Una volta arrivati a Codera, si viene accolti da un piccolo agglomerato di case in pietra, perfettamente integrate nel paesaggio. Qui il tempo sembra essersi fermato: niente negozi, niente caos, solo vita semplice e autentica.
Gli abitanti vivono ancora secondo ritmi tradizionali, e l’ospitalità è garantita da rifugi e strutture gestite localmente, dove è possibile assaporare piatti tipici della cucina valtellinese.
Codera ha anche una forte identità culturale e storica. È stata per secoli un punto di passaggio per commerci e transumanze, e ancora oggi conserva tracce di questo passato nelle sue architetture e nei sentieri circostanti.
Negli ultimi anni, il borgo è diventato un simbolo di resistenza allo spopolamento e di valorizzazione del territorio montano.
Borghi fantasma Valchiavenna
Dal punto di vista naturalistico, la Val Codera è un paradiso per gli amanti del trekking e della biodiversità.
Fa parte della Riserva Naturale della Val Codera, un’area protetta che ospita flora e fauna alpine in un ambiente incontaminato. I sentieri si diramano verso laghi alpini, alpeggi e cime panoramiche, offrendo esperienze uniche a ogni livello di difficoltà.
Codera non è solo una destinazione, ma un’esperienza di vita, un luogo dove riscoprire il contatto con la natura e con sé stessi. È perfetto per chi cerca avventura, silenzio e autenticità, lontano da qualsiasi forma di turismo convenzionale.













