Il motivo non è la temperatura, ma altri fattori che spesso ignoriamo: ecco cosa incide davvero sul comfort termico in casa
Molti italiani si trovano ogni inverno ad affrontare un problema ricorrente: riscaldamento acceso, termostato a 20 gradi, ma la sensazione di freddo non sparisce. La reazione più istintiva è alzare la temperatura, col risultato di consumare più energia e pagare bollette più alte, senza risolvere davvero il disagio. Il punto è che la percezione del calore dipende da diversi fattori spesso trascurati. Dall’umidità all’isolamento termico, fino alla presenza di spifferi, capire come funziona davvero il comfort in casa può fare la differenza.
Perché sentiamo freddo anche con il riscaldamento attivo
La temperatura impostata sul termostato non è l’unico parametro da considerare. Molte abitazioni hanno pareti fredde, pavimenti non isolati, finestre sottili o infissi vecchi. Tutti questi elementi contribuiscono al cosiddetto effetto parete fredda: le superfici non riscaldate irradiano freddo verso il centro della stanza, e il corpo umano lo percepisce subito. Anche se l’aria è a 20 gradi, le radiazioni delle superfici fredde trasmettono una sensazione di disagio termico.

La temperatura impostata sul termostato non è l’unico parametro da considerare – valtellinamobile.it
Un altro fattore spesso ignorato è l’umidità. Se il tasso supera il 60%, l’aria trattiene più freddo e rende difficile il riscaldamento degli ambienti. Se invece è troppo bassa, sotto il 40%, l’aria secca provoca irritazioni, disidratazione e una sensazione simile a quando si esce dalla doccia calda. In entrambe le situazioni, il risultato è lo stesso: non ci si sente al caldo, anche con il riscaldamento acceso.
Poi ci sono le correnti d’aria. Spifferi sotto le porte, finestre non sigillate, guarnizioni rovinate: basta un’apertura minima per far entrare aria fredda e mandare in crisi il clima interno. Molte famiglie sottovalutano questo aspetto e spendono centinaia di euro in più ogni anno per compensare qualcosa che si potrebbe sistemare in pochi minuti.
Come correggere gli errori e riscaldare meglio spendendo meno
Non serve cambiare caldaia o installare pannelli termici per risolvere il problema. Basta osservare con attenzione la propria abitazione e intervenire su tre fronti ben precisi.
Il primo è ridurre le superfici fredde. Un semplice tappeto pesante in soggiorno, delle tende spesse alle finestre o un copridivano termico possono creare un effetto isolante immediato. Sono piccole barriere che trattengono il calore e limitano la dispersione verso l’esterno. Questo è particolarmente utile nelle case con grandi vetrate o pareti esposte a nord.
Il secondo intervento riguarda l’umidità dell’aria. Con un igrometro da pochi euro si può controllare il livello reale. Se l’umidità è troppo bassa, si può mettere una pentola d’acqua vicino al termosifone o usare umidificatori naturali. Se invece è troppo alta, aprire le finestre per 20-30 minuti al giorno o usare un deumidificatore può riportare l’ambiente a un livello più equilibrato.
Il terzo passo è bloccare le correnti d’aria. I paraspifferi sotto le porte funzionano davvero, e si trovano ovunque. Per le finestre, è importante controllare lo stato delle guarnizioni: se sono rovinate o indurite, vanno sostituite. Questo lavoro si può fare in pochi minuti, e l’effetto sulla temperatura percepita è immediato. Anche la chiusura delle porte tra stanze poco usate aiuta a mantenere il calore dove serve.
Infine, un piccolo trucco utile: se hai un ventilatore da soffitto, impostalo in modalità inversa. In questo modo sposterà l’aria calda verso il basso, migliorando la distribuzione del calore senza aumentare i consumi.
Gestire bene questi elementi consente di sentirsi al caldo anche con il termostato a 19 o 20 gradi, evitando sprechi e migliorando la qualità della vita domestica.

Bolletta troppo alta, spendi troppo per un banale errore con il riscaldamento: da non credere - valtellinamobile.it











