Nuovi divieti impianti a biomassa in Lombardia: cosa cambia davvero nel 2026
I nuovi divieti per gli impianti a biomassa in Lombardia stanno attirando l’attenzione di proprietari di abitazioni, amministratori di condominio, aziende e di chi utilizza stufe a legna, stufe a pellet, caminetti o caldaie alimentate a biomassa.
Prima di parlare di un generico “divieto della biomassa”, però, è fondamentale fare chiarezza. In Lombardia non è stato introdotto un divieto generalizzato di utilizzare legna o pellet per il riscaldamento.
La normativa regionale stabilisce invece requisiti differenti in funzione del tipo di generatore, della sua potenza, delle prestazioni emissive e della data di installazione.
Una delle date più importanti è il 15 ottobre 2026, quando diventano applicabili nuovi requisiti emissivi e impiantistici previsti per gli impianti termici civili alimentati a biomassa con potenza termica al focolare superiore a 35 kW.
Le nuove disposizioni derivano dalla DGR Lombardia n. XII/3649 del 16 dicembre 2024, la cui efficacia è stata successivamente confermata.
Per gli utenti domestici è però altrettanto importante non confondere questa scadenza con le regole applicabili alle comuni stufe e ai caminetti.
Da gennaio 2020, su tutto il territorio lombardo, è già vietata l’installazione di generatori a biomassa con classe ambientale inferiore a 4 stelle ed è vietato utilizzare generatori appartenenti alle classi 0, 1 e 2 stelle, salvo i casi di esclusione o deroga previsti dalla disciplina regionale.
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Questo significa che un vecchio apparecchio non diventa necessariamente vietato semplicemente perché è arrivato il 2026. Occorre verificare classe ambientale, caratteristiche tecniche, data di installazione e condizioni specifiche dell’impianto.
Inoltre, dal 15 ottobre 2024 sono previsti requisiti più stringenti per le nuove installazioni. Nei Comuni sopra i 300 metri sul livello del mare i nuovi generatori devono essere almeno 4 stelle e rispettare specifici limiti alle polveri sottili, mentre sotto i 300 metri sono richiesti ulteriori limiti emissivi.
La conseguenza pratica è evidente: prima di acquistare, sostituire o continuare a utilizzare un apparecchio a legna o pellet è consigliabile identificare esattamente il modello e la sua certificazione ambientale, anziché basarsi esclusivamente sull’età della stufa o sulle informazioni generiche che circolano online.
Stufe a legna, pellet e caldaie: quali impianti sono vietati?
Per capire i divieti sugli impianti a biomassa in Lombardia bisogna partire dalla classificazione ambientale prevista per i generatori, comunemente espressa attraverso il numero di stelle.
In linea generale, i generatori a biomassa installati prima del 1° gennaio 2020 possono essere mantenuti in esercizio se appartengono almeno alla classe 3 stelle, mentre dal 1° gennaio 2020 i nuovi apparecchi devono rispettare almeno la classe 4 stelle.
Gli impianti che non rispettano i requisiti regionali e che non rientrano nelle specifiche esclusioni o deroghe devono essere disattivati.
Tra le eccezioni previste dalla disciplina regionale figurano, in determinate condizioni, caminetti e impianti con potenza al focolare fino a 10 kW utilizzati saltuariamente per finalità ricreative, oltre agli impianti storici tutelati ai sensi della normativa sui beni culturali.
Un altro aspetto spesso trascurato riguarda il combustibile. Per i generatori a pellet domestici interessati dalla normativa regionale è previsto l’utilizzo di pellet di qualità certificata A1, con l’obbligo di poter documentare la conformità del prodotto utilizzato.
Anche la registrazione e la manutenzione hanno un ruolo importante. Gli apparecchi fissi alimentati a biomassa legnosa possono rientrare nella disciplina degli impianti termici quando vengono superate le soglie di potenza previste.
In particolare, stufe e caminetti chiusi fissi rientrano nell’ambito degli obblighi quando la somma delle potenze installate nella singola unità immobiliare raggiunge almeno 5 kW.
Gli impianti devono inoltre essere installati da personale abilitato, corredati dalla documentazione prevista e, quando soggetti agli obblighi, registrati nel Catasto Unico Regionale degli Impianti Termici (CURIT).
Dal punto di vista pratico, quindi, chi possiede una stufa a pellet o una stufa a legna dovrebbe controllare almeno quattro elementi: classe ambientale in stelle, potenza dell’apparecchio, documentazione dell’impianto e corretta registrazione e manutenzione.
La verifica diventa ancora più importante nel caso di una nuova installazione o della sostituzione di un precedente sistema alimentato a gas, GPL o altra fonte energetica, perché possono essere richieste prestazioni più elevate.
In determinate sostituzioni la disciplina regionale prevede infatti generatori 5 stelle e specifici limiti alle emissioni.
Non basta quindi trovare sull’etichetta la dicitura “4 stelle” o “5 stelle”. Per alcune installazioni è necessario controllare anche i valori emissivi certificati, perché la sola classe ambientale può non essere sufficiente a determinare la conformità dell’intervento.
Cosa cambia dal 15 ottobre 2026
Il 15 ottobre 2026 rappresenta una data particolarmente importante per gli impianti termici civili a biomassa con potenza al focolare superiore a 35 kW.
Da quel momento trovano applicazione i nuovi requisiti emissivi e impiantistici approvati dalla Regione Lombardia con la DGR XII/3649/2024.
È quindi importante sottolineare che questa novità non equivale a un divieto generalizzato di tutte le stufe a legna e a pellet presenti nelle abitazioni lombarde.
Per le caldaie a biomassa con potenza termica al focolare inferiore o uguale a 35 kW, invece, è prevista un’ulteriore scadenza: i nuovi requisiti approvati con la DGR XII/4720 del 14 luglio 2025 entreranno in vigore dal 15 ottobre 2027.
Questa distinzione è fondamentale per evitare uno degli errori più frequenti quando si parla di nuovi divieti biomassa Lombardia 2026: non tutte le stufe e non tutte le caldaie vengono sottoposte alla stessa nuova disciplina nello stesso momento.
Limitazioni per il PM10: attenzione ai divieti temporanei
Alle limitazioni permanenti si aggiungono le misure temporanee per la qualità dell’aria, che nel semestre invernale possono rendere più restrittivo l’utilizzo dei generatori a biomassa.
Dal 1° ottobre al 31 marzo, in presenza di periodi di accumulo degli inquinanti e superamento delle soglie di PM10, la Lombardia può attivare misure temporanee per contrastare l’inquinamento atmosferico.
Il sistema prevede limitazioni anche all’utilizzo dei generatori a biomassa in funzione della loro classe emissiva e del livello delle misure temporanee attivate.
In concreto, quindi, un generatore normalmente utilizzabile può essere soggetto a una limitazione temporanea durante un episodio particolarmente critico di inquinamento, soprattutto quando nell’edificio è disponibile un sistema di riscaldamento alternativo.
È quindi importante distinguere sempre tra divieti permanenti e limitazioni temporanee legate al PM10.
Una stufa che può essere regolarmente utilizzata in condizioni normali potrebbe essere soggetta a limitazioni durante determinati periodi dell’anno qualora vengano attivate le misure previste dalla Regione.
Quali sono le sanzioni?
Anche le conseguenze economiche di una violazione non sono trascurabili.
Per l’inosservanza delle disposizioni regionali è prevista, nei casi contemplati dalla normativa, una sanzione amministrativa da 500 a 5.000 euro.
I controlli vengono effettuati dagli enti competenti nell’ambito delle attività di verifica degli impianti termici.
Per questo motivo è importante conservare la documentazione relativa alla stufa o alla caldaia, compresa quella che permette di individuare classe ambientale, caratteristiche tecniche e conformità dell’apparecchio.
Biomassa Lombardia 2026 – Particolare attenzione deve essere dedicata anche alla manutenzione e agli eventuali obblighi di registrazione nel CURIT, perché la conformità di un impianto non dipende esclusivamente dal numero di stelle riportato dal generatore.
Cosa deve fare chi possiede una stufa a legna o pellet in Lombardia?
Per chi possiede una stufa, un camino o una caldaia a biomassa, la prima cosa da fare è controllare la documentazione dell’apparecchio e verificare la classe ambientale.
È poi necessario conoscere la potenza termica dell’impianto, perché proprio questo parametro può determinare quali disposizioni e quali scadenze devono essere rispettate.
Bisogna inoltre verificare la corretta registrazione dell’impianto quando richiesta e affidarsi a un tecnico abilitato in caso di dubbi sulla conformità.
Chi sta pensando di acquistare una nuova stufa a pellet o a legna dovrebbe prestare ancora più attenzione. Acquistare un apparecchio semplicemente perché viene pubblicizzato come “a norma” o “4 stelle” potrebbe non essere sufficiente per stabilire se potrà essere installato nello specifico edificio.
Prima dell’acquisto è opportuno controllare classe ambientale, emissioni certificate, potenza, caratteristiche dell’impianto esistente e requisiti previsti per la specifica installazione.
Le stufe a legna e pellet saranno vietate in Lombardia?
Biomassa Lombardia 2026 – La risposta richiede una distinzione importante. Non esiste un divieto generalizzato che dal 2026 renda automaticamente illegali tutte le stufe a legna o a pellet in Lombardia.
La normativa regionale introduce invece un sistema progressivo che punta a eliminare o limitare i generatori più inquinanti, imponendo requisiti emissivi sempre più stringenti alle nuove installazioni e agli impianti interessati dalle diverse scadenze.
La data del 15 ottobre 2026 interessa in particolare i nuovi requisiti previsti per gli impianti termici civili alimentati a biomassa con potenza al focolare superiore a 35 kW, mentre per altre categorie di generatori valgono requisiti e scadenze differenti.
A queste disposizioni si aggiungono inoltre le limitazioni temporanee che possono essere attivate durante i periodi caratterizzati da livelli elevati di PM10.
Per questo motivo, prima di sostituire un apparecchio ancora funzionante, installare una nuova stufa o continuare a utilizzare un vecchio generatore, è essenziale verificare quale regola si applica esattamente al proprio impianto.
I fattori decisivi sono soprattutto potenza, classe ambientale, valori emissivi, data di installazione, caratteristiche dell’impianto e disposizioni applicabili nel territorio interessato.
Biomassa Lombardia 2026
In altre parole, quando si parla di nuovi divieti per gli impianti a biomassa in Lombardia, è meglio evitare generalizzazioni: non conta soltanto se l’apparecchio brucia legna o pellet, ma quanto inquina, quali caratteristiche possiede e in quale situazione viene installato o utilizzato.







