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Ausiliari del traffico: chi sono, che multe possono fare e come presentare ricorso

Ausiliari del traffico

Chi sono gli ausiliari del traffico – Gli ausiliari del traffico sono figure presenti in moltissimi Comuni italiani alle quali possono essere attribuite specifiche funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta. Non bisogna però confonderli con gli agenti della Polizia Locale: gli ausiliari non dispongono automaticamente di tutti i poteri degli organi di polizia stradale.

La loro attività è disciplinata principalmente dal Codice della Strada e, in particolare, dall’articolo 12-bis. Le funzioni devono essere conferite secondo quanto previsto dalla legge e riguardano personale specificamente individuato.

Possono rientrare tra gli ausiliari, a seconda dei casi, dipendenti comunali, personale delle società che gestiscono la sosta e personale ispettivo delle aziende di trasporto pubblico. Le competenze non sono però necessariamente identiche per tutte queste categorie.

Strisce blu: se scade il tempo, quando scatta davvero la multa?

Questo significa che, quando si riceve una multa, non è sufficiente verificare che sia stata elevata da un ausiliario. Occorre capire a quale categoria appartiene l’accertatore e quali funzioni gli sono state effettivamente attribuite.

Chi nomina gli ausiliari del traffico

Le funzioni di prevenzione e accertamento vengono conferite nel rispetto delle procedure stabilite dalla normativa. Non è quindi sufficiente lavorare per una società che gestisce un parcheggio per poter automaticamente elevare sanzioni.

Il personale deve essere individuato e incaricato secondo le modalità previste, possedere i requisiti richiesti e operare nell’ambito delle funzioni che gli sono state attribuite.

Questo aspetto può diventare importante quando viene contestata una multa. Se il cittadino ritiene che l’accertatore non avesse il potere di rilevare quella determinata infrazione, infatti, è necessario verificare sia la sua qualifica sia l’ambito delle competenze assegnate.

Quali multe possono fare

Il caso più conosciuto è quello della sosta a pagamento, ma ridurre l’attività degli ausiliari al semplice controllo delle strisce blu sarebbe inesatto. La normativa consente l’accertamento di determinate violazioni relative alla sosta, con poteri che possono cambiare in relazione alla categoria dell’ausiliario.

Particolare attenzione va riservata agli addetti delle società che gestiscono parcheggi e aree di sosta a pagamento. In questi casi bisogna considerare il collegamento tra le funzioni attribuite all’operatore, l’area interessata e la violazione contestata.

Una situazione ancora diversa riguarda il personale ispettivo delle aziende di trasporto pubblico, che può svolgere funzioni connesse anche alla tutela delle aree destinate al servizio di trasporto e delle corsie riservate, nei limiti stabiliti dalla normativa.

La domanda corretta, quindi, non è semplicemente “un ausiliario può fare questa multa?”, ma “questo ausiliario aveva competenza per accertare questa specifica violazione in questo luogo?”.

Quali sono i limiti degli ausiliari del traffico

Gli ausiliari non hanno una competenza generale su tutte le violazioni del Codice della Strada. I loro poteri restano collegati alle funzioni espressamente previste dalla normativa e attribuite al singolo operatore.

È proprio questo uno degli aspetti più importanti da controllare quando si pensa di contestare un verbale.

Non basta, tuttavia, affermare genericamente che “gli ausiliari non possono fare multe”. Una contestazione efficace deve spiegare per quale motivo concreto l’accertatore non sarebbe stato competente.

Bisogna quindi controllare la tipologia di infrazione, il luogo in cui è stata rilevata, la categoria alla quale appartiene l’ausiliario e, quando rilevante, l’atto con cui sono state attribuite le funzioni.

Preavviso sul parabrezza e verbale: qual è la differenza

Molti automobilisti trovano sul parabrezza un foglio che comunica l’avvenuta rilevazione di una violazione. È importante sapere che il preavviso di accertamento non deve essere confuso con il verbale formalmente contestato o notificato.

Il preavviso permette spesso al proprietario del veicolo di conoscere subito l’infrazione rilevata, ma per valutare termini e modalità di un eventuale ricorso bisogna fare riferimento al verbale e alle indicazioni riportate nell’atto.

È comunque consigliabile conservare il preavviso e raccogliere immediatamente eventuali prove. Fotografie della segnaletica, ticket del parcheggio, ricevute, autorizzazioni e immagini della posizione del veicolo possono diventare utili in caso di successiva contestazione.

Quando un verbale può essere contestato

Il fatto che una multa sia stata accertata da un ausiliario non rende automaticamente invalido il verbale. Allo stesso modo, la qualifica di ausiliario non significa che qualsiasi sanzione sia necessariamente legittima.

Occorre controllare attentamente data, ora, luogo, targa, norma violata, descrizione dell’infrazione e soggetto che ha effettuato l’accertamento.

Un possibile motivo di contestazione può riguardare proprio la competenza dell’ausiliario. Possono inoltre assumere rilevanza, a seconda del caso, errori presenti nel verbale, problemi relativi alla segnaletica o circostanze documentabili che dimostrino una situazione diversa da quella riportata nell’accertamento.

Come fare ricorso contro la multa

Contro un verbale del Codice della Strada esistono principalmente due possibilità: ricorso al Prefetto oppure opposizione davanti al Giudice di Pace.

Il ricorso al Prefetto può essere presentato, quando sussistono i presupposti previsti dalla legge, entro 60 giorni dalla contestazione o dalla notificazione del verbale. Il pagamento della sanzione in misura ridotta è incompatibile con questa forma di ricorso.

In alternativa è possibile rivolgersi al Giudice di Pace competente per il luogo in cui è stata commessa la violazione. In questo caso, il termine ordinario è di 30 giorni dalla contestazione o dalla notificazione, fatte salve le specifiche disposizioni previste per chi risiede all’estero.

Le due procedure sono alternative e presentano caratteristiche differenti. Prima di scegliere è quindi importante leggere attentamente il verbale e valutare la documentazione disponibile.

In conclusione, una multa elevata da un ausiliario del traffico non è automaticamente valida né automaticamente annullabile. Bisogna verificare la qualifica dell’accertatore, i poteri attribuiti, il tipo di infrazione e il luogo in cui è avvenuto l’accertamento. Solo partendo da questi elementi è possibile capire se esistono presupposti concreti per presentare ricorso.

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