Territorio

La valle che resiste al turismo di massa

valle alpina incontaminata

Valle alpina incontaminata – Un gioiello alpino fuori dal turismo di massa

La Val Codera è una delle valli più affascinanti e autentiche dell’arco alpino lombardo, situata nella provincia di Sondrio, nel Comune di Novate Mezzola. Ciò che la distingue subito è la sua straordinaria caratteristica: non esiste una strada carrabile che la raggiunga.

Valle incontaminata

La valle è accessibile solo a piedi, tramite sentieri che si inerpicano tra boschi e ripidi scalini di granito, oppure in elicottero. Questa sua inaccessibilità ha preservato paisaggi intatti, tradizioni popolari antiche e un modo di vivere alpino genuino, lontano dal turismo di massa che caratterizza altre mete più celebri delle Alpi.


Una valle alpina incontaminata sospesa nel tempo

Geografia e natura selvaggia

La Val Codera è una valle glaciale secondaria della Valchiavenna, circondata da cime imponenti come il Pizzo Badile, il Pizzo Cengalo e il Monte Gruf, e attraversata dal torrente Codera, che si getta nel vicino Lago di Mezzola.

Queste montagne non solo definiscono il paesaggio, ma proteggono un ambiente dove flora e fauna alpine si esprimono nei loro ritmi naturali, senza grandi interventi antropici. La mancanza di strade ha mantenuto intatto il valore naturale della valle, rendendola un luogo privilegiato per gli amanti dell’escursionismo e della natura più pura.

Sentieri, scalini e percorsi storici

Il sentiero principale per raggiungere gli abitati parte dal parcheggio di Mezzolpiano, vicino alla stazione ferroviaria di Novate Mezzola, e sale con ripide serpentine e migliaia di scalini scolpiti nella roccia fino ai borghi alpini.

Un’altra via affascinante è il famoso Sentiero del Tracciolino, costruito negli anni ’30 per la manutenzione degli impianti idroelettrici e oggi apprezzato dagli escursionisti per i suoi panorami mozzafiato. Questo tracciato corre lungo la parete rocciosa a circa 920 metri di quota, con gallerie scavate nella roccia e viste spettacolari sulla valle e sul Lago di Mezzola sottostante.


I borghi della valle alpina incontaminata: comunità piccole ma vive

Codera, il cuore della valle

Il villaggio di Codera, che dà il nome alla valle, è un raro esempio di borgo alpino ancora abitato tutto l’anno senza accesso stradale. Nel passato era un centro vivace con più di 500 residenti, scuola, parrocchia e attività economiche proprie. Oggi gli abitanti sono pochissimi, ma la comunità è impegnata nella vita quotidiana e nella conservazione delle tradizioni locali.

San Giorgio, Cii e altre frazioni

Oltre a Codera, nella valle si trovano numerosi piccoli abitati come San Giorgio di Cola, Cii, Avedée, Saline, Piazzo e Bresciadega, ciascuno con la sua storia, le sue case in pietra e l’atmosfera unica dei borghi alpini dimenticati dal tempo.


Storia e cultura che resistono

La presenza umana nella Val Codera risale alla protostoria, come testimoniano alcuni reperti archeologici. Nel Medioevo e fino all’età moderna, la valle ha seguito le sorti storiche della Valchiavenna, passando dal Ducato di Milano alla dominazione grigionese.

Le Aquile Randagie

Una delle pagine più affascinanti della storia recente della Val Codera riguarda il gruppo scout clandestino noto come le “Aquile Randagie”, che trovò rifugio nella valle durante il periodo fascista grazie all’aiuto e alla protezione degli abitanti locali.

Tradizioni religiose

La valle mantiene forti tradizioni popolari: a Codera si svolgono quattro processioni religiose annuali in onore dei santi patroni, con sacre effigi portate per le vie del paese dai confratelli in tuniche scarlatte.


Turismo sostenibile: la sfida di una valle alpina incontaminata

Escursioni e trekking

Val Codera è una destinazione ideale per chi ama il trekking autentico, lontano dalle folle. I percorsi più significativi includono:

  • La salita tradizionale da Novate Mezzola fino a Codera, con scalini di granito e panorami unici.

  • Il Sentiero del Tracciolino, spettacolare percorso panoramico con tunnel e vedute sul lago.

  • Itinerari più lunghi fino al Rifugio Luigi Brasca o verso le alte cime circostanti, per escursionisti esperti.

Questi sentieri permettono di vivere l’esperienza di una valle ancora selvaggia e autentica, dove l’uomo si confronta con la natura in modo rispettoso e sostenibile.

Turismo responsabile e agricoltura locale

L’economia locale, oltre a essere legata all’escursionismo, mantiene ancora legami con l’agricoltura: antichi terrazzamenti vengono coltivati con prodotti tipici come patate, fagioli e granoturco, e contributi associativi aiutano a preservare terreni altrimenti abbandonati.


Valle alpina incontaminata

La Val Codera è molto più di una semplice destinazione escursionistica: è un simbolo di resistenza culturale, naturale e storica. Qui il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso, lontano dalle folle e dal turismo di massa, offrendo a chi la visita non solo paesaggi spettacolari, ma un’esperienza autentica e riflessiva.

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