Dicembre 4, 2022 18:12

Vecchi camini e stufe, le regole per le canne fumarie


L’aumento del gas e del sta spingendo sempre più persone a riattivare stufe a legna e camini non più in funzione da anni.

Ma si deve prestare attenzione alla manutenzione delle canne fumarie e alle normative che le regolamentano, relativamente a interventi di ripristino, manutenzione ordinaria e straordinaria, che variano secondo parametri diversi, tra cui in particolare i combustibili bruciati nell’impianto.
Prima di riattivare vecchi impianti a biomassa legnosa si deve chiamare un tecnico.
Le stufe devono essere installate e le canne fumarie devono essere certificate da professionisti. Niente fai da te.

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Devo far pulire la canna fumaria?
Al fine di ridurre le emissione nocive e di evitare i rischi di incendio la pulizia della canna fumaria va fatta almeno una volta all’anno oppure ogni 4 tonnellate di combustibile bruciato.
Il manutentore deve redigere e sottoscrivere uno specifico rapporto di avvenuta manutenzione, che sarà registrato al catasto CURIT, a tutela anche dell’utilizzatore.

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Quando chiamare il manutentore?
Le istruzioni le fornisce l’installatore, e comunque entro i tempi massimi della tabella seguente in base alla potenza termica nominale al focolare:
fino a 10 Kw 4 anni;
da 10 a 15 Kw 2 anni;
oltre 15 Kw 1 anno.
La manutenzione in autonomia non è ammessa. Si deve chiamare un tecnico.

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Quali documenti dell’impianto devo avere?
Dichiarazione di conformità.
Libretto d’impianto targato e registrato al Curit.
Libretto d’uso del generatore.
Libretto d’uso e manutenzione rilasciato dall’installatore o dal primo manutentore.

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