Il pedaggio del Passo Forcola non si paga al casello
Il Passo della Forcola non ha un pedaggio: quando il valico è aperto al traffico, si può transitare liberamente tra la Svizzera e Livigno. Eppure chi percorre frequentemente la strada attraverso il Cantone dei Grigioni conosce bene quella che potremmo definire, con un po’ di ironia, un’altra forma di “pedaggio”: le multe per eccesso di velocità.
Pedaggio passo Forcola
Il percorso che dalla frontiera di Campocologno risale la Val Poschiavo per poi proseguire verso il Passo del Bernina e la deviazione della Forcola presenta numerosi cambiamenti dei limiti di velocità. Ed è proprio qui che occorre prestare particolare attenzione.
Per chi arriva dall’Italia, infatti, può essere facile sottovalutare un limite che improvvisamente scende a 50 o 30 km/h, soprattutto dopo diversi chilometri percorsi a velocità superiore. In Svizzera, però, i controlli sono frequenti e possono essere effettuati con radar fissi, apparecchi mobili e altre modalità previste dalla normativa.
La Polizia cantonale dei Grigioni dispone inoltre di strutture dedicate all’elaborazione delle infrazioni rilevate tramite radar, fotografie e sistemi di controllo. Il consiglio, quindi, è molto semplice: non aspettate di vedere l’autovelox per rallentare.
Da Campocologno a San Carlo: attenzione ai cambi di limite
Tra i punti più conosciuti dagli automobilisti che frequentano questa strada ci sono Campocologno e San Carlo, oltre naturalmente ai centri abitati attraversati lungo la Val Poschiavo.
Subito dopo il confine possono esserci tratti nei quali la segnaletica impone limiti particolarmente bassi. Il limite valido è sempre quello indicato dai cartelli presenti in quel momento, che deve quindi essere controllato attentamente senza affidarsi alla memoria o alle indicazioni trovate online.
Anche San Carlo, lungo la strada principale della Val Poschiavo, è una località nella quale i controlli della velocità non sono certo una leggenda. La stessa Polizia cantonale dei Grigioni ha documentato in passato controlli effettuati nella zona, compreso il rilevamento di velocità molto superiori al limite consentito.
Questo, naturalmente, non significa che oggi un radar sia permanentemente presente nello stesso identico punto. È proprio questa la questione fondamentale: concentrarsi soltanto sulle postazioni più famose può essere controproducente.
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Un radar mobile può infatti trovarsi oggi in un punto e domani qualche chilometro più avanti. La regola migliore rimane quindi quella di rispettare il limite lungo tutto il percorso, soprattutto quando si attraversano paesi e zone abitate.
La Rösa e la salita verso il Passo della Forcola
Proseguendo oltre Poschiavo e salendo verso il Bernina si arriva nella zona di La Rösa, altro nome ben conosciuto da chi percorre frequentemente questa strada.
Anche qui bisogna fare particolare attenzione alla segnaletica e alle variazioni dei limiti. Su una strada di montagna relativamente scorrevole può essere facile aumentare inconsapevolmente la velocità, soprattutto quando il traffico è scarso.
Il punto importante è che in Svizzera i controlli non si limitano alle classiche postazioni fisse facilmente riconoscibili. La normativa contempla differenti sistemi di rilevamento: apparecchi stazionari, radar mobili, sistemi installati su veicoli e altre modalità tecniche autorizzate.
Per questo motivo cercare semplicemente su internet “dove sono gli autovelox sulla strada per Livigno” non risolve realmente il problema. Una mappa può indicare alcune postazioni conosciute, ma non può garantire dove si trovi un controllo mobile in quel preciso giorno.
E durante il periodo di apertura della Forcola, quando aumenta inevitabilmente il traffico turistico diretto verso Livigno, è ancora più importante non affrontare il percorso pensando di conoscere già tutti i punti nei quali potrebbero esserci controlli.
In Svizzera il radar può essere mobile e non necessariamente evidente
Un altro aspetto che può sorprendere gli automobilisti italiani riguarda proprio le modalità dei controlli. Non bisogna dare per scontato che una postazione mobile debba essere facilmente visibile o anticipata secondo le modalità alle quali siamo abituati in Italia.
La normativa svizzera disciplina le modalità tecniche con cui devono essere effettuate le misurazioni e prevede anche specifici margini di sicurezza da sottrarre alla velocità rilevata. Questi margini, però, non rappresentano una tolleranza sulla quale fare affidamento mentre si guida: servono a compensare tecnicamente l’incertezza della misurazione.
La conseguenza pratica è semplice: quando il cartello indica 50 km/h, bisogna considerare 50 km/h come limite, senza fare calcoli sulla possibile tolleranza del radar.
Inoltre, un controllo può essere effettuato in una posizione che l’automobilista non nota immediatamente. Fare affidamento sulla possibilità di vedere in anticipo la pattuglia o l’apparecchiatura significa quindi esporsi inutilmente al rischio di una sanzione.
Il vero consiglio? Guardare i cartelli, non cercare gli autovelox
Ecco allora spiegato il provocatorio “pedaggio del Passo della Forcola”. Il valico non richiede alcun ticket, ma affrontare il percorso svizzero superando i limiti può rendere il viaggio verso Livigno decisamente più costoso del previsto.
Campocologno, San Carlo e La Rösa sono soltanto alcuni dei nomi più conosciuti dagli automobilisti che percorrono questa direttrice. Sarebbe però sbagliato pensare che basti rallentare esclusivamente in prossimità delle postazioni note.
La Polizia cantonale dei Grigioni può effettuare controlli mobili, e la posizione di un radar non deve quindi essere considerata prevedibile semplicemente sulla base delle esperienze dei viaggi precedenti.
Il modo migliore per evitare il famoso “pedaggio” è molto più banale: rispettare scrupolosamente i limiti, osservare ogni cambio di segnaletica e prestare particolare attenzione entrando nei centri abitati.
Pedaggio Passo Forcola – Il Passo della Forcola rimane così quello che dovrebbe essere: uno spettacolare ingresso alpino a Livigno, e non il luogo dal quale tornare a casa aspettando con preoccupazione una fotografia ricordo decisamente poco panoramica.











